EVES 2006 / Extraordinary Visions and Esthetic Sounds.
Loggia Della Mercanzia / Piazza Banchi / Genova / dal 15 Giugno al 27 Agosto 2006.
English text: EVES 2006
Se ti piace fare una cosa e nessuno può insegnartela, fregatene, falla lo stesso falla da solo; è l'arte del sapersi arrangiare che obbliga alla rinnovazione continua.

La mostra nasce dal desiderio di far emergere a Genova una realtà a volte sotterranea e nascosta ma al tempo stesso ricca di un fortissimo humus creativo. Il comune denominatore della mostra è quella porzione di città che Marc Augè chiamerebbe un non luogo, mentre per chi vi lavora si presenta come un ricco magazzino di oggetti da prelevare e riassemblare.
Questo fertile terreno che sin dalla fine degli anni sessanta ha dato vita a pulsioni e a gestualità sfociate in nuove sonorità e nel fenomeno del Graffitismo si è evoluto, proponendo nuovi linguaggi e nuovi media; da un distaccamento del Writing nasce infatti, intorno all'inizio degli anni Novanta, la street Art, un universo curioso fatto di simboli apparentemente privi di significato, realizzati attraverso sticker, poster, stencil e interventi grafico pittorici a tecnica mista,: un linguaggio che attraverso la ripetitività dell'intervento cerca un dialogo con l'occhio curioso di chi sa osservare oltre un'ananonima parte.

Alcuni Street Artist utilizzano uno pseudonimo, altri preferiscono il completo anonimato poichè il non apparire completamente serve a preservare la propria identità nel fragile confine entro il cuale convivono vandalismo e legalità. Altri ancora si sono consolati entrando così a pieno titolo nel circuito dell'arte contemporanea. L'avvento di internet ha permesso di tessere nuove conoscenze e di intntraprendere sinergie mettendo a disposizione le immagini dei propri lavori in vere e proprie gallerie virtuali.

Abbiamo quindi immaginato questa mostra come il prelievo di una piccola porzione di città mettendo in esposizione alcuni aspetti del tessuto urbano, tra questi anche il degrado, ambientale e umano che, nonostante la sua drammaticità, viene rivestito di una nuova, a volte possibile valenza estetica.

Un altro elemento sul quale ci siamo soffermati è il suono che all'interno dello spazio espositivo gioca un fattore fondamentale, quello di riuscire a riprodurre un ambiente urbano grazie alla campionatura di sonorità estratte dall'habitat nel quale normalmente questi Artisti operano. Tutte le ambientazioni sonore sono a cura di I _ AM Sounds, la parte di EVES responsabile dei suoni estetici, le ambientazioni sono inoltre mixate con le musiche originali di Street Artists presenti in Mostra. L'esposizione è stata quindi concepita come un grande laboratorio creativo in divenire dove, anche grazie alle iniziative collaterali work shop e dibattiti è possibile per il pubblico intervenire in prima persona, cogliendo forse meglio alcuni aspetti di questo mondo così contraddittorio.
Testo a cura di: Miria Monaldi & Cesare Bignotti


Nel loro lavoro è possibile notare una collaborazione visiva perfetta che si è rafforzata negli anni, fino ad ottenere un risultato misurato e bilanciato, un intesa che è caratterizzata da uno stile minimale, che ha come obbiettivo la rappresentazione della negatività assoluta in chiave ermetica.

108 è un artista che ha deciso di abbandonare l'aspetto estetico, inteso come ricerca stilistica definendolo "futile" preferendo concentrarsi sul soggetto e sul messaggio che intaressa descrivere, il male.

Dem ha uno stile caratterizzato da un approccio figurativo, unito a una studio minimale sull'estetica, apparentemente semplice. Personaggi e animali fantasici dai molti occhi sono i soggetti di un mondo fantastico, popolato da probblemi invisibili capaci di contaminare e alienare gli abitanti, trasformandoli da persone a bestie.

Nei lavori di Useless Idea emerge un originale e complicata ricerca estetico formale che ha alla base il continuo e inarrestabile rinnovamento di se stessa, nei suoi lavori il figurativo e l’astratto si fondono in un'unica cosa.

Lo stile di Ericailcane, è composto da una tecnica illustrata di grande espressione di natura accademica e da un approccio street del tutto particolare che sembra ispirarsi a elementi di lettura Orwelliana, ingradienti capaci di rendere il suo, un disegno fantastico e oscuro allo stesso tempo.
Ericailcane in action / Integral vision of the job, in order: Use/Erica/108/Dem

Pholle è un giovane creativo che possiede una grande abilità nell'elaborazione dell'immagine; la maggior parte dei suoi lavori rivelano mondi grigi dalle atmosfere claustrofobiche nei quali è presente un continuo richiamo ad alcuni aspetti della quotidianità.

Il mezzo di espressione con il quale Andrea Bosio esprime le proprie idee e il proprio punto di vista riguardo ciò che accade è la fotografia; questo è lo strumento con il quale esprime e racconta aspetti della vita e della realtà; tecnica, sperimentazione e denuncia sono alla base della sua indagine.

Il poster è la tecnica che predilige, il tema rappresentato da Detrocboi è il mito della femminilità i suoi lavori sono caratterizzati da un estetica volutamente pop e mostrano diverse influenze di carattere tecnico e una visibile abilità tipica dell’illustratore, nel suo genere è unico, riconoscibile da tutti come logo tipo.

A diciotto anni inizia un percorso d'interesse verso il degrado e al recupero di oggetti meccanici di scarto, con il passare del tempo la sua attenzione si concentra sul processo di deterioramento e sull'assemblaggio dei materiali, evolvendoli dallo stato di rifiuto a quello di opera d'arte. L'ossidazione è un processo in continuo progredire che determina un cambiamento della materia, una riduzione di massa e una variazione cromatica, che secondo lo stesso Vignolo, riveste l'opera oggetto di nuove proprietà emotive.

Artista Spagnolo, la sua tecnica spesso e volentieri ragguige il massimo per mezzo dell'incisione, il graffio della superfice gli permette di ragguingere l'anima del disegno, spesso i suoi soggetti, di natura figurativa, sono rappresentazioni malefiche, essenzialmente negative, critiche e senza ombra di dubbio, oscure.

Zosen è nato a Buenos Aires, in Argentina, scrisse la sua prima tag a undici anni e si trasferì a Barcellona all'inizio degli anni'90, dove entrò a contatto con la cultura generata dal movimento Punk, un incontro che lo formarono dal punto di vista ideologico e indirizzarono verso la sperimentazione di diversi stili, trasformando l'idea del "classico graffito" in un genere di carattere folle, libero da definizioni. Ancora oggi pratica interventi direttamente in strada, e per lavoro realizza video, serigrafia, installazioni e giocattoli fatti a mano.

Il suo stile è riconducibile a un origine di formazione manga, con l'innesto di simboli e ornamenti pseudo barocchi. Tsu è un giovane energico street artist, la qui visione è riconducibile a varie esperienze e sperimentazioni adolescenziali, che con il tempo gli sono state riconoscite.
In questa foto è possibile notare il tratto "grezzo" con qui è stata concepita l'opera nel suo insieme, definito da lui stesso come un punto debole che è riuscito ad addattare in una scelta di stile.

Furia è da considerare come a un "pittore" non convenzionale, fuori da ogni circuito "artistico" indipendente, nonostante gli studi accademici è riuscito a costruirsi uno proprio stile, che per estetica e pensiero ha condiviso "palcoscenici" comuni a quelli delgli Artisti di Wall Painting.

GENOVA / ILLEGAL ART 2006
In occasione di EVES 2006 gli Artisti BLU & DEM sono stati contattati, per la realizzazione di un opera pubblica, all'interno dell'evento Illegal Art, sulla facciata dell' ex facoltà di economia e commercio di Genova, ora sede del centro sociale Buridda.

L’Illegal Arts, a differenza di una mostra, è un evento “aperto”: non è a scopo di lucro e l’esposizione, tolto quel minimo di filtro dato dal buon gusto e dalla nostra discrezione, è libera per tutti coloro che vogliano partecipare. L’Illegal rappresenta l’aspetto più sotterraneo di questo fenomeno, ed è un tipo di evento realizzabile da qualsiasi individuo in qualsiasi posto del mondo: è un azione di arte illegale, e nel nostro caso, all’interno di un contesto “illegale” come il Lab. Buridda.

Non è un momento di autoaffermazione personale: qui “tutti vincono”, e il clima è quello dell’apertura mentale, dell’influenza reciproca consapevole, dello scambio di pareri e di creatività.
EVES 2006 / Ringrazia:
Emilia Marasco / Accademia Ligustica belle Arti di Genova
Sandra Solimano / Museo Arte Contemporanea di Villa Croce
Luca Borzani / Assesorato alla Cultura