Questo è un articolo sulla distruzione dei graffiti, noi non condividiamo il tema della distruzione, ma non possiamo non evidenziare il fenomeno all'intrno della stessa cultura dei graffiti, considerata a sua volta, in alcuni casi, dannosa per il contesto urbano, il nostro interesse spesso e volentieri ci spinge a cercare di fare luce su alcune questioni apparentemente enigmatiche e prive di senso, sono diversi anni che EVES raccoglie materiale e documentazione sui fenomeni che vi presenteremo in questo articolo, con l'obbiettivo di realizzare una pubblicazione prossima ad uscire.
This is an article on the destruction of the graffiti, we does not share the topic of the destruction, but we cannot not evidence an interest for the phenomenon to the intrno of the same culture of the graffiti, considered in its turn harmful for the city context.
Our interest pushes to make light to us on some issues enigmatic and apparently lacking in sense, in this article it is our intention to supply some to you imput that for most curious it will be possible to know more in detailed way for means than a publication next to exit, where the answers and the concepts on the topic of the destruction will be brought back.
Testi e documentazione: Bignotti Cesare, artista e studioso del fenomeno dei graffiti e delle nuove arti contemporanee.
English text: Graffiti Destruction

The splasher from NY Manifesto / "Distruggere i musei, nelle vie e dappertutto" È lo slogan Splasher di New York.
Il Manifesto Spascher di New York dice:
L'arte della via dà il benestare agli investitori, si trasforma in quella droga ripugnante di turismo che accelera il processo del gentrification, che rende il ghetto “bello„ gli artisti di strada si lavano le mani dalla responsabilità di esaminare fattori come le oppressioni sociali o economiche, con un gioco di obbiettivi apparentemente sociali, il cui unico fine è l'apparenza artistica di cui godono.
Chi dice questo si comporta come estremitsti, attacano dal 2006 laciando sacchetti di colore, i lavori di Street Art del genere di Banksy, Shepard Fairey ( Obey ), Swoon e molti altri, ma soltanto ora è chiaro che non sono radicali, poiché hanno pubblicato sedici proclamazioni - potete effettuare il download del Pdf. e leggere le loro dichiarazioni.


La proclamazione è scritta in modo "intelligente", gli autori devono essere assegnati a uno spirito "artistico" con ideologie anarchiche e radicali.

Leggendo attentamente è possibile capire il messaggio che si vuole trasmettre, gli scritti sono come tesi che ruotano intorno al concetto di arte e spazio pubblico, anno un senso, molte osservazioni sono contro l'esposizione, e sostengono l'allarme che il genere della Street Art è niente altro che una pubblicità per una carriera dell'artista, che sempre più, rischia di produrre arte di un certo tipo con lo stampino e il marchio, come un prodotto.

New York City 2006
English text: Rebelart

Data l'origine di questo fenomeno nella città di New York, abbiamo deciso di presentarvi in anteprima su web, il caso della M & Calce.
Given to the origin of this phenomenon in the city of New York, we have decided to introduce to you in preview on web, the Lime & case M.
Text and documentation edited by: Bignotti Cesare

Dopo venti anni di attività ininterrotta, iniziano ora a comparire emulatori e i casi analoghi nel resto del mondo. EVES per mezzo di fotografie e interviste fatte negli ultimi dieci anni, documenta e ricostruisce le origini del fenomeno.
Sono venti gli anni di distruzione che si riperquote sui muri delle strade della città di Genova.
Quello della M & Calce è un caso unico al mondo, per costanza e durabilità nel tempo, un enigma generatore di miti e leggende metropolitane.

Da quando è apparsa la prima Tag, si parla del 1988 circa, M ha iniziato un percorso di negazione dei graffiti, per mezzo del crossaggio, la sua è un'azzione di monotorizzazione urbana, che si manifesta solo nella città di Genova e si estende su tutto il territorio, dal Levante al Ponente.

All'incirca, ogni Tag ogni scritta, adesivo poster che habbia uno stile street o hip hop, viene distrutto, questi sono i suoi principali bersagli è questo a cui mira.
EVES collabora alla pubblicazione sul Fenomeno, all'interno di una libro sul graffittismo made in Italy a cura di Bignotti Cesare & Andrea Caputo.