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EVES Web Magazine
Number One:
31/12/2007
Interviews with:
Chris Magnusson / ZBK / Turbo / Alfano
Il tema dello stile "marcio" è un qualcosa che per la maggior parte delle persone può sembrare privo di valore, perchè apparentemente semplice o legato ad un disegno estremamente elementare e fine a se stesso. In realtà questo è uno dei temi più difficili da affrontare, soprattutto a livello interpretativo, non è facile spiegare e motivare il valore estetico di un qualcosa che in partenza ne sembra privo, interpretandolo attraverso i canoni estetici predominanti, secondo i quali certamente non siamo spettatori di fronte a qualcosa di oggettivamente “bello”. Come per ogni cosa, la ricerca e il talento sono elementi cardine.
Gli artisti che presentiamo in questo articolo sono da esempio per fare intuire che, nella maggioranza dei casi in cui si manifesta la creatività, vengono operate delle scelte, come quella di impiegare il proprio tempo nel ricercare la spontaneità, rivelando il vero tratto, quello crudo ,che in qualche modo aiuti il creativo a velocizzare la realizzazione di un’opera e a guadagnare tempo sulle idee e sulla sperimentazione”.
Anche se il prodotto è semplice in confronto ad altri dove la ricerca di un’estetica canonica è più approfondita, qui ci troviamo in rappresentazioni e simboli molto più difficili da descrivere di altri, in quanto spontanei e privi di regole, al di là dell’anarchia compositiva troviamo possibilità infinite di stili e soggetti, che vanno a caratterizzare ogni singolo artista in modo unico.
E’ da precisare che non basta prendere un pennarello scarico o uno spray per la prima volta in mano e pensare di essere alla pari di altri, dietro è sempre presente uno studio, una scelta di stile, che a loro modo emergono e convivono con altri fenomeni visivi della realtà contemporanea.
Articolo a cura di:
Bignotti Cesare & Stefano Rusca
CHRIS MAGNUSSON
Ho 23 anni e vengo da Goteborg, ma al momento vivo in campagna. Ho disegnato e scarabocchiato per degli anni, a scuola non facevo altro che riempire i quaderni di fumetti e disegni sciocchi. Il mio stile ha subito un cambiamento dopo un paio di anni di depressione, non ho disegnato, né fatto altro per circa due anni e mi sono ritirato dalla scuola d’arte. Nel periodo in cui iniziavo a stare meglio ho scoperto che disegnare era riabilitante, ero ossessionato dal disegno e riempivo fogli interi di schizzi. Sono stato influenzato pesantemente dai fumetti e dai graffiti, specialmente quelli old school.
La mia produzione artistica è l’elemento chiave del mio stile di vita, diventa sempre più importante, sia personalmente che a livello lavorativo e mi fa sentire bene. Ho realizzato qualche cortometraggio durante la scuola ed ero quasi sicuro che sarei finito a lavorare nel settore del video, invece mi sono stancato velocemente dell’editing e dell’intero percorso necessario a realizzare un film. Oltre a disegnare, mi piace molto fare musica, suono in un paio di band ed è una bella cosa poter variare la pittura con la musica. Uso svariati materiali e mi piace restare aperto a nuove tecniche, senza concentrarmi su un singolo media. Uso acrilici, pennarelli, vernici viniliche, spray, inchiostri, legno, plastica e roba simile, in alcuni lavori mi piace anche usare il computer.
Nello studio dove lavoro ascolto ogni tipo di musica, più che altro Ariel Pink, Animal Collective, Panda Bear, Gary Wilson, A Certain Ratio, Dr. Dog, non potrei vivere senza musica.
Sono davvero seccato per i titoli dei giornali in questi giorni. Non mi frega niente di quale attore ama l’altro o di Britney che si rapa la testa. E’ un abuso.
Gli artisti che mi piacciono sono: N Roll, AEIOU, Matt Lock, Blami, Ekta, Oliver Hibert, Miruki Tusko, Tvrbo, Ian Stevenson, Paper Rad, Le Merde, ZBIOK, Shoboshobo, Kikifruit and lots more...
ZBK
Ho 25 anni e provengo da Zielona Gora, una città di 150.000 abitanti nella Polonia occidentale; ora vivo a Wroclaw, una grande città sempre nell’ovest. Ho iniziato a fare graffiti classici dieci anni fa, circa cinque anni fa mi accorsi che iniziava ad annoiarmi ripetermi e fare sempre le stesse cose uguali. Nello stesso periodo iniziai a studiare in un istituto d’arte a Zielona Gora, quel momento fu una grande spinta che mi portò alla ricerca di qualche novità.
La scuola d’arte mi ha messo a conoscenza di tecniche che mi permettevano di fare in modi diversi quello che di solito facevo con gli spray; se si ha una gran voglia di fare nuove esperienze ti si apre la mente. Nella mia vita e nelle mie creazioni artistiche sono influenzato da molte cose come: la musica, la natura, le città e ovviamente l’arte di altri.
Il mio artista preferito è Fernand Leger. Come saprete, dipingere fuori o su tela, per me ha la stessa importanza. Dipingere è una forma di terapia, il mio modo di esprimere un’opinione, dire cosa amo e cosa odio. Suonavo in un gruppo metal e producevo musica, adesso sono legato solo alla pittura, non sono un uomo del Rinascimento e cerco sempre di attaccarmi ad una cosa e portarla alla perfezione. La scultura potrebbe essere un’ottima prosecuzione dei miei dipinti, ma mi piacerebbe provare a realizzare delle installazioni video combinate ai miei murali.
Il messaggio è un elemento importante nella mia creazione artistica, più che altro è un’ideale anarchico / alter-global pro vegie; ultimamente cerco di legarlo ad elementi della mia vita personale. Per la realizzazione dei miei lavori uso principalmente vernice acrilica, spesso dipende da cosa trovo in strada o di economico nei negozi, ogni tanto uso anche gli spray. Ho fatto molte mostre, sia da solo che collettive, come in: Polonia, Repubblica Ceca, Olanda e Inghilterra. La più importante è stata alla Galleria Nabrezi di Praga assieme a Joe83.
La lettura è un modo per riflettere, ultimamente sto leggendo The Clash Of Civilizations the Remaking Of World Order di Samuel Huntington. Quando si tratta di musica sono molto eclettico ma tra i miei preferiti ci sono: Scorn, Sonic Youth, Converge, Company Flow, Dalek, Neurosis e Swayzak. La musica e le letture mi fanno osservare la mia vita in maniera differente; la musica mi aiuta a trovare un ritmo personale nella vita urbana, mi fa ridere, piangere, arrabbiare o intristire; senza di essa non potrei dipingere. Internet, i cellulari e la comunicazione rapida sono spesso utili se usati con coscienza. Internet è un ottimo modo di promuovere la tua arte e avere nuovi contatti, i cellulari sono utili per trovare rapidamente chi si cerca, anche se la gente li usa specialmente come uno svago, portando in una posizione di minore rilievo l’importanza della comunicazione tra persone.
I miei artisti preferiti sono Fernand Leger, e tra i contemporanei Beefree, Finsta, Stefan Marx, Inconstruction, Blu, Dem, Zosen ed altri.
TURBO
Ho iniziato a fare arte nel 1988, quando ho scoperto i graffiti, quello fu un momento particolare in cui sentii che il disegno stava assumendo un nuovo percorso nella mia vita, da lì in poi tutto ebbe un continuo sviluppo, anche se nel mio lavoro non è evidente ci fù un periodo in cui fui influenzato dalla tipografia e dai dipinti classici in stile: Soutine, Bacon, Rembrandt.
La mia produzione artistica si può considerare semplice, colorfull; nelle mie esperienze artistiche, ho applicato alla passione il lavoro, collaborando per customizzazioni per il campo musicale e quando ero più giovane, anche per la telefonia cellulare. Penso che il mio lavoro sia interessante da essere applicato come Pacagine per l'editoria e sopprattutto adatto a internet.
In quello che faccio non cerco di comunicare alcun messaggio, non mi interessa; per la realizzazione dei miei lavori adopero, pennello, rullo, vernice e spray. Preferibilmente, leggo Artbooks e ascolto tutti i generi di musica, essa è sicuramente la maggiore fonte d'ispirazione del mio lavoro. Penso che la comunicazione moderna, nella società di oggi, venga utilizzata troppo e solo per fini commeciali. Personalmente, mi piacciono molto artisti emergenti e indipendenti, come: Zbiok, Joe83, Popay, Fefe & Remed, Zosen.
ALFANO
Ho 26 anni. Vivo a San Colombano al Lambro in Italia, ho cominciato a disegnare all'asilo, poi verso i 14 anni ho approfondito il discorso e a 19 anni mi sono iscritto all' accademia, da lì in poi è cominciato a cambiare qualcosa. Verso la metà degli anni '90, durante il mio percorso artistico, mi capitò di essere influenzato da qualsiasi scritta eseguita su muro e presente nella città Lodi; poi cominciai a girare e ad assorbire diverse influenze, ma mai niente di specifico, Adesso mi piacciono molto i graffiti degli anni '80 e '90, i disegni dei bambini e dei pazzi, la birra e Eduard Munch. Queste sono le attuli influenze degli ultimi tempi.
Il mio stile si sta definendo in questo periodo, regredisco in modo cosciente verso la naturalezza del tratto impreciso, ricerco la genuinità del gesto istintivo, questo è il mio ideale di graffito, uno stile poco ragionato, appagante sia fisicamente che mentalmente. Questo regresso, è per me, qualcosa che non è semplicemente writing, è la ricerca del fascino del tratto eseguito delle mani inesperte e credo sia così per molte altre persone.
I graffiti per me sono un qualcosa con i quali appagare la forte predisposizione della mia personalità all'egocentrismo, lo faccio semplicemente per mettermi superficialmente in mostra, ma con naturalezza; sono fatto così, è questo il motivo per il quale da ragazzino mi sono avvicinato al Writing, per mettermi in mostra al “mondo”, grazie all'egocentrismo, o meglio, al desiderio di appagare le mie tendenze egocentriche, ho conosciuto il piacere della "vita di gruppo", il piacere di condividere qualcosa, come una passione personale, con altre e nuove persone. Il graffito è sano, nasce da me ed è fatto per me, è l' espressione palese di quello che si può intuire osservandomi da "lontano"; Per me esiste solo questa definizione, spesso faccio graffiti senza pensare, solo per il piacere di farli, questo succede da più di 10 anni.
Da ragazzino avevo l' ambizione di diventare un grande artista e guadagnare tanti soldi "facendo niente", adesso ho un buon lavoro e mi dedico al disegno per vivere meglio; ora dico viva i graffiti! che mantengono viva la voglia di restare semplici. Quello che faccio rispecchia una parte della mia personalità, ci sono momenti in cui ho voglia di divertirmi con gli altri e sentirmi leggero senza troppi pensieri nella testa, perciò faccio graffiti, quando non ho voglia di divertirmi faccio altro. Generalmente improvviso, lo "studio" delle lettere: la ricerca non è sulla forma, ma sul gesto che definisce la forma.
Per quanto riguarda l'attenzione che si sta generando sempre più nei confronti dei Graffiti e della Street Art, penso che sia in parte malsana, in parte sana: malsana perché l'attenzione di un certo tipo porta al coinvolgimento commerciale, e il mercato in genere rovina ciò che c’è di bello, sana perché molta gente si sta avvicinando all’argomento con naturalezza e senza grandi ambizioni. Suppongo che in un futuro prossimo ci sarà una nuova realtà incontaminata dalla quale attingere influenze prima ancora che il mercato inglobi il movimento per fini essenzialmente economici. Spero che in Italia nasca un ulteriore spinta all'evoluzione espressiva e stilistica.
Non ho mai avuto altre esperienze artistiche affiancate al mio lavoro visivo, ciò che faccio non mi interessa vederlo applicato ai media. Sono convinto del fatto che per comunicare un messaggio, servano concetti espliciti espressi in modo complesso, come le parole di un discorso che tratta un argomento serio, quindi credo che il modo migliore per esprimere qualcosa sia parlare. Con i graffiti, se esprimo un messaggio, esso non nasce direttamente dalla mia testa, ma indirettamente, tramite il prodotto visto dagli occhi di chi osserva.
Penso sia interessante il modo in cui la comunicazione moderna viene utilizzata nella società di oggi, ma a riguardo sono molto scettico e anche scarsamente coinvolto. La realtà virtuale e internet sono cose estremamente interessanti, potenzialmente stravolgenti, ma credo si siano già per metà rovinate per come vengono utilizzate.
Gli artisti che mi piacciono sono molti, ma preferisco non fare nomi.