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EVES Web Magazine
Number Two:
1/2/2008
Interviews with:
Acorn / Detrocboi
La Street Art ormai è una disciplina in costante fermento, la sua affermazione negli ultimi anni ha attirato molti creativi verso di sé.
In questa moltitudine di persone, ce ne sono alcune per le quali l’esperienza dell'arte di strada non è continuativa, la finalità è una crescita nel disegno in senso totale, più che un’evoluzione compiuta esclusivamente sui muri, la strada è un supporto come molti altri.
Gli artisti di questo tipo sono influenzati dai fenomeni visivi che hanno caratterizzato la loro vita: i fumetti, l’animazione, i film. Queste personalità, sono come spugne pronte ad assorbire tutte le esperienze che li colpiscono, anche se non legate direttamente al settore visivo dell’arte; a queste influenze va aggiunta l’esperienza della street art, che lascia un marchio indelebile nell’approccio tecnico e nella gestualità per la relaizzazione di un'opera. Questi elementi confluiscono assieme e risultano evidenti anche lontani dalla strada, come ad esempio, sui fogli e le tele che questi creativi utilizzano, alternandoli ai muri e ad altre superfici che la città offre come spazio espositivo.
La discontinuità non significa venire meno alla Street Art, ma significa "credere" come si crede in ogni media che si utilizza, significa innanzitutto credere nella propria creatività e nel proprio stile, in modo che possa diventare riconoscibile e leggibile su qualsiasi supporto si decida di utilizzare.
Articolo a cura di:
Bignotti Cesare & Stefano Rusca
ACORN
Prima di tutto vorremmo sapere qualcosa su di te e sui tuoi disegni, quando hai iniziato a disegnare, quando hai deciso di essere Acorn e perché? Penso di avere iniziato come fa la maggior parte, ho sempre scarabocchiato, ma senza prenderla troppo sul serio fino all’età di undici anni; disegnavo mostri con braccia da robot e roba del genere. Successe poco dopo essermi trasferito a Vancouver, quindi credo che cambiare ambiente mi abbia fatto bene. Ho iniziato con Acornlique, abbreviato in Acorn per semplificare le tag. Ad essere sinceri, non so perché ho scelto Acorn. Cerco di non pensare ad altri artisti quando mi metto a disegnare, mi piace mantenere le cose naturali e scorrevoli, ma generalmente mi complico la vita con i dettagli. Generalmente inizio un disegno senza un’idea precisa di cosa fare, che spunta più o meno quando sono a metà strada. Se mi viene in mente di disegnare qualcosa, generalmente mi entusiasmo e incasino tutto. Il foglio bianco lo amo, e odio disegnarci sopra…
Le tue influenze variano dalla street art fino ai disegnatori giapponesi, nei tuoi lavori emergono l’originalità e la freschezza della street art e il surrealismo magico di autori come Hayao Miyazaki; pensi che questa descrizione ti rappresenti? Dovrei prenderla come un grande complimento e non aggiungere altro; sono un grande appassionato di animazione giapponese, la gente come Miyazaki è decisamente un’ispirazione per me. Ammiro molto Katsuhiro Otomo, nei suoi disegni il dettaglio è eccezionale.
Qual è il tuo rapporto con la strada, la vedi come un supporto ideale o è una superficie come tante altre dove puoi lasciare un segno? Un po’ di entrambi, davvero. A volte vedo dei luoghi dove un disegno starebbe benissimo, penso dipenda dal perché lo vuoi fare. Nella maggioranza dei casi lo vedo come una superficie qualsiasi, dove è divertente ogni tanto fare qualche cosa, perlomeno aggiungere un po’ di colore.
Pensi che il tuo lavoro sia applicabile ad altri media? Ho lavorato in un laboratorio di serigrafia e penso sia qualcosa che in futuro vorrei conoscere più a fondo; sono anche interessato all’incisione con acidi. So usare il sistema di disegno vettoriale ma preferisco usare le mie mani per disegnare dall’inizio alla fine in modo naturale. Spero un giorno di poter intraprendere un progetto animato con un amico, anche se temo la mole di lavoro che comporterebbe.
Molti artisti della scena scozzese, come te, Elph, e Gopher hanno uno stile unico, un miscuglio di svariate culture e simboli, come si è sviluppato? Vi conoscevate prima di intraprendere questo percorso artistico? Credo che la mescolanza di influenze culturali abbia fatto progredire in maniera significativa il mio stile. All’inizio mi interessavo di arte giapponese, poi mi sono appassionato ai pattern messicani ed aztechi. Anche i costumi russi e di altri popoli dell’est sono stati una grande ispirazione. Penso di essermi interessato perché sembra più fantasy che moda. Non saprei spiegralo diversamente. Non conoscevo Elph e Gopher prima di allora, quando stavo ancora in Canada io ed Elph facevamo corrispondenza via email, gli ho chiesto cosa stava succedendo in Scozia e dopo qualche mese mi sono trasferito là.
Come vedi il fenomeno della street art oggi? Qualche tempo fa sembrava fosse la next big thing, tutto questo entusiasmo ha portato qualcosa di buono o non è servito a niente? Non saprei, non sono un’autorità in materia. La mia opinione è che ha dato a diverse persone una cosa a cui appartenere, anche se c’è anche molta roba per niente valida. Finchè fai le cose non perché pensi sia figo, ma perché lo vuoi fare, allora va bene. Non penso che tutto quello che c’è ora avrà mai lo stesso impatto che si era verificato con i primi writer.
Iniziamo a sentire il termine post-street per descrivere alcuni artisti, ci troviamo in un periodo in cui il prefisso post sembra rendere le cose più fighe. Io immagino il post-street artis come una persona che riceve le sue influenze da artisti più “tradizionali” piuttosto che da altri street artist, ma usa queste conoscenze nella strada, cosa pensi di questa definizione, sei d’accordo? Credo che la tua idea sia piuttosto giusta, ma quella descrizione per me va bene per molti street artist, tra quelli che non fanno writing o non dipingono con gli spray, ma usano i poster, gli stencil, eccetera…
Vuoi comunicare qualche messaggio con i tuoi disegni? Non è un vero e proprio messaggio, penso solo che l’immaginazione sia più soddisfacente della realtà; se qualcuno guardando i miei disegni riesce a dar loro una storia mi rende felice.
Hai mai avuto esperienze artistiche di qualche altro tipo, oltre a quello che fai solitamente? No, ma ho dimenticato di dirti che prima di disegnare ho fatto pixel art, credo che quest’esperienza mi abbia infuso un po’ di pazienza, anche se non sono mai stato molto bravo. Ho anche provato a frequentare un istituto d’arte, ma dopo due mesi ho mollato.
La tua creazione artistica è una professione o un hobby? Sono senza lavoro per la maggior parte del tempo, quindi direi che è un hobby che magari ogni tanto riesce a diventare un lavoro. Spero che un giorno diventi qualcosa di più continuativo.
Quali strumenti usi per realizzare i tuoi disegni? Per disegnare uso pennini dal tratto il più sottile possibile, li cerco in ogni città dove vado e finora Vienna vince questa gara. Sono anche appassionato di Brush Pen e la mia marca di pennarelli preferiti è la giapponese Copic.
Hai mai partecipato a delle esposizioni, sia personali che collettive? Qui ci sono alcune mostre a cui ho partecipato: personale alla Midtown Gallery di Vancouver, esposizione collettiva presso Analogue Books ad Edimburgo, esposizione con Mitten Fortress alla Greenwood Gallery di Melbourne, Versus Show alla Inoperable Gallery di Vienna. Presto farò una mostra collettiva alla BLVD Gallery di Seattle.
Che tipo di libri leggi, e che musica ascolti? Ti influenza visivamente? Leggo principalmente fumetti e manga, mentre trovo difficile ascoltare musica mentre viaggio, ascolto più che altro ambient, elettronica, scratch, un po’ di hip hop e jazz. Boards Of Canada, Aphex Twin, Kid Koala, Aim e Mr. Dibbs sono tra i miei preferiti al momento, la musica influenza notevolmente il mio disegno.
Tra gli artististi che apprezzo ci sono: Mr.Jago, Elph, Kami, Katsuhiro Otomo ed Akihiko Yoshida.
Web: http://www.flickr.com/photos/acornsgrow/
DETROCBOI
Osservando i tuoi lavori è evidente un approccio "non sense" del tutto personale, si ha l'impressione che i tuoi lavori e il tuo stile, siano in qualche modo ispirati alla cultura Orientale, al Giappone e i Manga (visibile nei visi dei tuoi personaggi femminili) e in parte al New Pop Occidentale in stile americano (unione di stili e forme e carattere dei personaggi secondari, più piccoli). Cosa ne pensi? Sicuramente l’immaginario dei manga, ma anche quello della nuova cultura pop surrealista americana hanno avuto molta influenza nei miei lavori, più che per una scelta di coscienza, penso mi siano rimasti più impressi in quanto ci sono cresciuto in dentro. E’ chiaro però che da una base nata spontaneamente io abbia poi studiato questi generi, avvicinandomi ad autori meno conosciuti e scontati, in grado di fornirmi un’ispirazione maggiore, quindi ho scoperto anche la bande dessinèe francese, specialmente con artisti come Moebius, Bilal e Druillet.
So che il tuo lavoro ha origini Street, quando hai iniziato? Pensi che se non avessi mai affrontato la strada i tuoi lavori sarebbero usciti diversamente? Quanto conta questo per te, e come consideri la scena Street? Ho iniziato nel 2003, con una tremenda confusione in testa, lo facevo un po’ per curiosità, un po’ per provare qualcosa di nuovo e in qualche modo adrenalinico. Dopo questi anni sono sicuro che l’esperienza della strada sia stata un contributo enorme alla mia crescita artistica, i primi veri personaggi originali di Detrocboi sono nati per strada e sono finiti sul foglio solo in seguito; in più credo di aver ricevuto grazie alla street art un senso formale e una manualità più spontanea che forse non avrei sviluppato stando seduto davanti ad una scrivania a disegnare.Adesso che sulla strada mi ritrovo raramente, ne sento una grande mancanza, mi manca specialmente il disegnare in compagnia, tutto l’aspetto sociale che ne scaturisce.
Ricondurresti quello che fai ora a una sorta di Post Street? O a cos'altro? Lo considero “post street” perché è una conseguenza dei miei trascorsi, e mi piacerebbe vedere se in strada posso essere ancora “post street” o se ritorno ad essere semplicemente “street”. Sembra un gioco di parole, ma dopo qualche anno lontano da certi supporti vorrei vedere se riesco ad avere la stessa attitudine che ora ho sul foglio.
Avendo avuto la fortuna di seguire il tuo lavoro dall'inizio fino a oggi, mi è stato possibile notare non solo una maggiore tecnica illustrativa, ma anche un avvicinamento al simbolismo, sempre in chiave POP e del tutto personale, vuoi, puoi, spiegarcelo? Qualche mese fa ho iniziato ad essere influenzato da un genere di illustrazione molto ricco di personaggi e nello stesso periodo stava nascendo la storia di Zeta Zero Zap, così per rappresentarne meglio gli elementi ho iniziato a riempire i disegni di omini, bestie, simboli e quanto altro mi venisse in mente. Tutto quello che finisce nelle illustrazioni proviene da esperienze che ho vissuto, interessi, immagini che magari ho dimenticato da anni ma ritornano a galla proprio mentre ho la penna in mano. Mi piace l’idea di recuperare queste cose, i personaggi dei cartoni di quando ero piccolo, i dinosauri, che erano la mia passione ed altre cose. Che significato ha la figura femminile nel tuo lavoro? E’ sempre presente e sembra avere un ruolo molto importante nel resto del contesto disegnato.La rappresentazione dei volti femminili è un po’ il tratto d’unione che parte fin dagli inizi come Detrocboi. Credo che il loro significato dentro i disegni sia piuttosto mutevole, è iniziato come un’esaltazione del fascino e la manifestazione grafica di certe sensazioni, ora li vedo come se fossero ritratti di persone coinvolte in eventi più grandi di loro, o comunque in cose che spaventano o confondono.
Una cosa di qui sono rimasto molto colpito è il tuo approccio tecnico nel disegno, il modo in cui procedi, soprattutto per l’elemento ingegnoso con cui costruisci o modifichi strumenti come i pennini e i pantone, customizzandoli per ottenere le prestazioni che desideri. Si tratta di strumenti creati e modificati da te stesso, per riuscire a ottenere lo stile Detrocboi, puoi parlarmene? In realtà la gamma di strumenti che uso è vastissima ed adattabile all’uso che ne devo fare, ho sempre avuto una predilezione per un tipo di disegno magari grezzo ed impreciso, ma che con pochi tratti mi dia l’idea da cui partire, quello è il vero e proprio momento dove inizio a disegnare, infatti da poche linee ricostruisco il disegno e lo sviluppo, per questo per le tracce spesso vado direttamente a penna, meglio i pennini a punta finissima. Per la colorazione preferisco andare per tentativi, per istinto, se sbaglio qualcosa cerco di tirarne fuori lo spunto per qualche nuova tecnica e quindi da un errore è possibile che parta qualche nuovo elemento che caratterizzerà i miei disegni, per esempio sto sempre molto attento a cosa succede alle reazioni tra inchiostri diversi. Quando coloro i disegni generalmente tendo ad impiastrarmi le mani perché sono lo strumento principale che uso per mescolare i colori sul disegno o per stenderli e dare le sfumature. Capita poi che ogni tanto mi serva qualcosa di specifico e allora mi fabbrico il pennarello per fare i capelli, o quello a solvente per fare meglio le sfumature; purtroppo queste rare “botte di genialità” non impediscono di spendere comunque un sacco di soldi in penne e pennarelli di ogni tipo.
Come vedresti applicato il tuo lavoro ad altri media? E in che modo?Sono una persona curiosa e sono pochi i media con i quali difficilmente vorrei provare a realizzare qualcosa, però se dovessi dirti sotto quale altra forma vedrei meglio i miei disegni, ti dico l’animazione e la scultura. L’animazione è più difficile perché non ne so niente, spero in futuro di poter imparare o di venire aiutato perché sarebbe un’esperienza affascinante.Per quanto riguarda la scultura sono pronto da qualche mese con i materiali e le idee, quello che mi manca è il tempo.
Che significato dai a quello che fai e quali sono i tuoi obiettivi di creativo? Io credo molto in quello che faccio, lo faccio da quando ero piccolo e non mi vedo in altri panni se non quelli del creativo, al punto tale da esaltarmi per ogni minima occasione che mi capita e avere la stessa energia che avevo all’inizio, è un po’ come un innamoramento perfetto quello che ho con l’arte e la creatività. I miei obiettivi sono quelli di trovare supporti per il mio lavoro, il massimo sarebbe lavorare nel campo della musica, o dell’editoria; poi, ovviamente, spero di poter intraprendere o continuare rapporti artistici con la gente che stimo e fare la mia parte per diffondere e far apprezzare la mia e la loro produzione. Ah, il mio sogno segreto sta diventando avere una linea di giocattoli ispirati ai miei disegni.
So che ti è stato proposto di esporre alcuni tuoi lavori alla prossima Fiera del Libro che si terrà a Bologna, hai in mente di fare una storia a fumetti, un progetto illustrato con un tuo racconto allegato, oppure esporrai i tuoi personaggi singolarmente come in genere vengono proposti in mostra o su Web? L’occasione della Fiera di Bologna si è presentata attraverso l’accademia Ligustica di Belle Arti, dove studio, ma si tratterebbe solo di sottoporre i lavori all’attenzione degli editori, è già una cosa molto buona e spero che le cose si definiscano meglio quanto prima per prepararmi come si deve per questa cosa.Sotto il punto di vista editoriale però ho molte idee, sia a livello di racconti illustrati, sia con dei brevi fumetti in collaborazione con altri artisti.
Di recente ti è stato chiesto di collaborare con il gruppo Disorder Drama, per la creazione di poster inediti di importanti concerti indie, come consideri quest’opportunità? Ne sono molto felice, perché coniuga le mie due più grandi passioni ovvero il disegno e la musica indie, Disorder Drama porta a Genova molti grandi artisti nell’ambito della musica indie e pensare che ho la possibilità di promuoverli anche attraverso un mio disegno è una cosa magnifica per me.Spero inoltre che qualche gruppo voglia collaborare anche per eventuali packaging o cose del genere. Il futuro è ricchissimo di progetti, ci sono molti eventi in arrivo, occasioni per disegnare e collaborazioni in vista. Dopo aver coinvolto Acorn per la sua intervista e la collaborazione per la realizzazione dell'immagine di copertina, mi piacerebbe fare anche dell’altro con lui, lo reputo un bravissimo disegnatore, molto creativo e con gusti simili ai miei, spero ci sia l’occasione di coinvolgerlo in qualche progetto futuro. In oltre è da qualche tempo che sto portando avanti una collaborazione con Useless Idea, si tratta un incontro tra i suoi ed i miei personaggi, si tratta di due stili completamente diversi e credo che ne verrà fuori qualcosa di davvero fuori di testa.
Cosa pensi di internet e della comunità virtuale, credi ci sarà mai in Italia una nuova spinta all'innovazione capace di generare una possibile competizione costruttiva? Al giorno d’oggi internet è uno degli elementi fondamentali nella promozione e la scoperta di nuove realtà, se si trova il supporto ideale tra i mille possibili e ci si gestisce in modo consapevole è forse la più grande delle risorse per acquisire importanza. Vorrei però che un giorno o l’altro, magari presto, tutti quanti ci potessimo svegliare dal sogno di internet, in Italia c’è molta gente con talento, voglia di fare e l’energia giusta, è un peccato che dopo qualche mese di considerazione si sia ritornati nelle nostre “cripte”.