Ericailcane & Tommaso Gorla

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EVES Web Magazine
Number Four:
7/6/2008

Interviews with:
Ericailcane / Tommaso Gorla


ERICAILCANE

EVES ha avuto occasione d'intervistare Ericailcane a Genova durante l'allestimento di EVES 2006 / dalle risposte alle nostre domande ne è emersa una personalità surreale come i suoi lavori, modesta quanto sicura di quello che fà, il testo che seguirà non sarà in prima persona data l'origine del progetto, ci limiteremo a illustrarvelo sinteticamente in tutte le sue vesti.

Iintervista a cura di: Bignotti Cesare

English text: Ericailcane

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Ericailcane e' un ex-writer, attivo da anni a Bologna, ma è anche il nome di un Collettivo, il cui lavoro è l'insieme di svariati metodi espressivi: wall painting, video, incisioni, disegni, in tutti i linguaggi, i soggetti comuni che viengono rappresenti sono un mondo multiforme nel quale sono visibili le possibili influenze da La fattoria degli animali di George Orwell, dove personaggi dalle sembianze animali, vivono e raccontano per immagini una silenziosa fiaba dagli oscuri retroscena.

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I suoi lavori abitano il tessuto urbano, le periferie, della citta', nel suo stile è possibile vedere un abilità e tecnica rapresentativa fuori dal comune, derivata dallo studio accademico unito a un impegno costante di natura street .

L'opera di Ericailcane utilizza la tecnica del sogno, attingendo dal quotidiano, genera un universo paradossale e contradittorio, dove figure dalle sembianze umane vengono ibridate a personaggi, dalle sembianze animali, le sue produzioni sono da considerarsi opere apparentemente amichevoli.

INTERVISTA

Ericailcane non ha un'identità individuale, Ericailcane non è una singola persona, Ericailcane è creazione e collaborazione tra diverse persone, non necessariamente legate fra loro.

Quello che vedi di Ericailcane non è altro che un mix tra la relatà e la fantasia, da qui poi si trae il meglio o il peggio di ciò che ci piace o ci infastidisce.

Quando disegno non esiste un prima, ma solo un durante, che comincia nel momento in cui appoggio la punta della penna Stilo su un foglio. Siamo coscenti che si stà disegnando ma non cosa, sensazioni che prendono forma su una superficie, pensieri trasferiti su carta, sogni che raccontati al mattino perdono la propria magia di colori e rumori. Chi guarda un mio lavoro deve interpretarlo in modo personale, l'interpretazione dell'autore è privata e non gli interessa condividerla. Aldilà della superficie del foglio o del muro, c'è un altro mondo che può essere solo intuito e non rappresentato del tutto.

I lavori di Ericailcane vogliono lasciare la libera interpretazione, anche se al loro interno si manifesta una certa politica e una certa poetica di pensiero, le mie parole, il resto allo sprettatore.

Ericailcane

VIDEO

Title: Il Galeone / Video was directed by Ericailcane
Song for: Ronin

Ronin is: Dorella Denio Ghost folk songs


Title: Giugno / Video was directed by Ericailcane
Song for: La Quiete


TOMMASO GORLA

Ho ventisei anni e considero quello che faccio come una domanda, chissà cosa avrebbe scoperto Colombo se l'America non gli avesse sbarrato la strada.

Per raggiungere questo risultato espressivo penso di avere raggiunto alcune "evoluzioni" del disegno tradizionale: potrei dire direttamente dei nomi come Henry Darger. Tra l'altro, tra le prime cose che facevo, e che continuo a fare oggi, ci sono dei libri unicamente di immagini completamente fatti e confezionati a mano. Forse per questo mi ha colpito quando, poco dopo, ho scoperto Henry Darger. Ma indubbiamente fa la sua parte anche la storia che lo circonda.

Penso che buona parte delle influenze che ho avuto abbiano direttamente a che fare con l'ambiente della "musica indipendente", chiamiamolo così. E' qui che ho incontrato la maggior parte delle persone con cui poi è nato un rapporto di amicizia e collaborazione artistica.

Non mi riferisco ad influenze di tipo estetico, anche se va da sé che uno scambio reciproco ci sarà inconsciamente stato. Si tratta soprattutto di una questione di approccio. Credo che il DIY abbia incornciato e legittimato ulteriormente ciò che molti di noi già favevano da prima, ma dando una enorme spinta creativa a chi l'ha voluta cogliere. Io e Ericailcane siamo amici. Ci siamo conosciuti a Bologna. "Dance tonight, revolution tomorrow!" è un risultato di una collaborazione tra me e lui: è un lavoro a quattro mani, un' incisione ad acquaforte, nata, se non sbaglio, la primavera dell'anno scorso. In questo caso lui ha disegnato il gallo e io ho costruito la situazione attorno. Ce ne sono diverse altre così, da qualche parte.

Non è molto che ho intrapreso questo tipo di percorso, direi un paio d'anni. Fino ad oggi le mie precedenti esperienze artistiche riguardano alcuni progetti musicali in cui mantengono un impegno praticamente quotidiano. Quello che faccio lo cedo applicabile ovunque finché vivo.
Non ho messaggi da comunicare, non ho arte. Per realizzare le mie opere utilizzo strumenti tradizionali, come la matita. Fino all'animazione, anch'essa prevalentemente fatta a mano frame by frame, by frame.

Recentemente ho fatto una piccola esposizione personale presso gli atelier della fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia, organizzata dall'associazione Mobeel. Poi una personale da Zuni a Ferrara. Per quanto riguarda le collettive, in questa prima metà del 2008 ho partecipato a mostre a Milano da Limited, a Bologna alla fiera del libro, a Roma da Mondo Pop, a Ferrara al museo Ariosto e ho esposto a Taranto tramite il progetto "Outrarte".

La comunicazione è un processo per cui si comunica poco o niente. Quando conversiamo con qualcuno sul tempo, comunichiamo ma non ci diciamo assolutamente nulla. Eppure, stiamo cercando o prolungando un contatto sociale. In queste occasioni diciamo cose sempre uguali o diverse: l'unica cosa che non muta è il fatto stesso di essere in "comunicazione". Anche di fronte ai mass media, si ha oggi la stessa sensazione. Quello che ci viene detto è quasi sempre parziale e relativo: il messaggio in toto è il processo di comunicazione stessa, e la sua autorità. In questo senso la comunicazione è quasi una domanda retorica: vuole verificare se ci stiamo e diamo l'ok. Una specie di test perpetuo, finalizzato a vedere se rispondo: un modo per verificare se condividiamo ancora lo stesso codice e anche lo stesso mondo. Per questo non è davvero importante che quello che ci dice sia vero o falso: nel rispondere, accettiamo automaticamente la verità della comunicazione. Graciàn scriveva che ciò che la gente non vede, non esiste, e forse oggi noi non vediamo proprio perché ci illuminano
troppo.

Sono abituato ad una fruizione della creatività senza troppa frenesia nei confronti di uno "status" condiviso. Del resto, l'arte ha un proprio campo specifico e le sue regole di attività specialistica. Oggi, tutto ciò che viene ufficialmente definito come arte, è arte. Trattandosi di un prodotto "inutile", l'oggetto artistico è ben cangiante: è anche per questo che qualunque cosa, con le dovute procedure, può in potenza divenire arte.

L'arte ha bisogno non solo di titoli e senza titoli. Ha bisogno dipubblico, di aquirenti, di critici, di luoghi in cui mostrarsi, insomma, di tutti quegli elementi che fanno l'arte "da fuori", legittimandola come tale. E' possibile riconoscere se un'opera d'arte è importante anche solo dalla sua visibilità! In certe occasioni, alcuni prodotti non definiti artistici come ad esempio il fumetto e l'illustrazione, (per non parlare di alcuni prodotti della musica di consumo o della televisione), possono acquisire la "dignità" di opere d'arte riconosciute. Questi prodotti fanno un salto di qualità che non trasforma le loro caratteristiche estetiche, eppure porta automaticamente a nuove, e non indifferenti, valutazioni economiche e di prestigio. Non posso che ripetere che tendo a non valutare in base a queste dinamiche, ci sono diverse cose che mi hanno colpito che si sono imposte al di là degli ambienti ufficiali.