Anatomy Expressionism

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EVES Web Magazine
Number Seven:
18/4/2009

Interviews with:
Gubia & Andy Gilmore


Espressionismo Anatomico

Viviamo in un’epoca in cui l’elevata velocità dei mezzi di comunicazione ci permette di trascendere la nostra natura fisica, siamo veloci e viviamo in modo veloce, siamo fermi e allo stesso tempo siamo ovunque, rispetto la corporeità che ci caratterizza rendendoci, nostro malgrado, lenti rispetto a ciò che abbiamo creato. In questo caos di parole, segni, numeri e azioni, che ci lampeggiano di fronte agli occhi, dove va a finire la fisicità, che fine ha fatto il corpo umano?

L’idea del corpo è rinchiusa nell’ideale dell’autoperfezionamento per insoddisfatti cronici? E’ diventato soltanto un “tanto al chilo” per la pornografia? Cosa è successo al corpo, che in migliaia di anni di storia dell’arte ne è stato al centro. Il corpo umano è ancora presente è vivo, non è stato sconfitto dalle macchie, dall’astrattismo, e da altri cento anni di avanguardie storiche. Bisogna avere la vista aguzza per scorgerlo nelle molteplici trasfigurazioni che sono apparse nello sviluppo delle arti visive, dall'Espressionismo a Francis Bacon, fino alla Body art. Il corpo umano oggi é l’unica lettera di un alfabeto artistico volto a stupire.

I due artisti che presentiamo trattano la materia umana in modo differente l’uno dall’altro, l’elemento comune é la trasformazione della fisicità, la resa espressiva della carne, dei muscoli, di ciò che compone un corpo, piuttosto che la rappresentazione universale del corpo, nelle loro opere é il particolare che prende il sopravvento, mutando, adattandosi, evolvendosi, diviene soggetto.

Testo a cura di: Rusca Stefano
Selezione artisti e interviste a cura di: Bignotti Cesare

English Text: EVES Blog

Gubia
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Ho 24 anni sono di Guayaquil, Ecuador. Ho sentito di fare arte quando avevo 17 anni, iniziando a dipingere e disegnare in prevneza ritratti, con riferimenti all'immagine di famiglia, aggiungendo a questi una componente di dramma, in modo da renderli con sembianze di ossessione.

Percepisco il pensiero della pittura come un mezzo per comunicare cose che non ho potuto articolare ed esprimere in diverso modo. Nel 2005, mi sentivo come se le cose e i miei pensieri stessero uscendo, come succede nella vita, anche nell'arte arrivi a un punto in qui devi fare "carriera", devi crescere. Ho ricevuto attenzione grazie al Web, Internet e offre una buona visualizzazione per free-lance. Da poco si è conclusa la mia prima mostra personale, qui in Guayaquil, sento questo come un evento, sarà questa mostra a rendere le cose ufficiali, dopo anni che sono stato invitato a partecipare a spettacoli sparsi in tutto il mondo, dopo avere pubblicato su numerevoli artbooks, ed esposizioni on-line... vedo questa mostra come un debutto, non come qualcosa di privato e segreto, come di solito accade.

Sono consapevole di avere ricevuto innumerevoli influenze, la maggior parte delle quali, le ho ricevute da amici artisti on-line, Internet mi ha permesso di verificare i loro progressi e condividere qualcosa con loro, questa è la chiave, influenze inconsce.

La mia produzione artistica fino ad ora è limitata a medie dimensioni, in prevalenza su carta, poiché funziona bene sulla carta, mi piacerebbe lavorare su grandi superfici prendendo vantaggio dai materiali stessi. Quando disegno sono molto prolifico.

Ho unito la musica alla fotografia, come nella pittura, sono autodidatta sia nell'uno che nell'altra. Sono interessato a lavorare con tutti i supporti visivi, a volte uso la fonetica per migliorare l'espressione di ciò che faccio. La scultura è un altro media espressivo, lavoro con fili e porcellana, pittura digitale, progetto immagini in movimento su un muro e passo dopo passo, le registro, ma devo ancora capire come presentare questo lavoro alle gallerie.

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Quello che cerco di comunicare è quasi sempre un tentativo di provare e vedere chi sono, la creazione di un personale punto di vista su ogni argomento, la vita. Non sono interessato a rendere le cose chiare o dire qualcosa di rilevante, non ho niente da dimostrare, ci sono molte possibilità e modi di commentare un dato argomento, inoltre, la mia pittura ha a che fare con un essere umano. creatura. per l'anno prossimo vorrei introdurre qualche assurdo, strano tipo di umorismo nel mio lavoro, che tratti la fonetica e il visivo, penso che manchi questo in quello che ho prodotto fino ad ora.

Per dipingere utilizzo diversi materiali: acquerelli, vernici a olio, carta, tela, pennelli, marcatori solubili in acqua , gouache bianco, pastelli morbidi, inchiostri, matite colorate, carbone, le penne e la graffite sono i materiali più utilizzati. Penso di mischiare sia il digitale che l'analogico per diversi mezzi di comunicazione, ultimamente sto cercando di fare uscire questo da ciò che faccio.

Ho preso parte a diverse mostre, per la maggior parte si trattava di collettive, ho appena avuto una esposizione in Portland, Oregon alla Ear Gallery, a Hong Kong si è svolta la promozione di un artbook inglese circa la ritrattistica contemporanea. Ho contribuito donando due pezzi per un progetto riguardante la scrittura e la legge, ho condiviso una mostra con un artista tedesco, Estella Mare, a Monaco di Baviera svolta dalla galleria Culver City, ho partecipato a mostre in California a New York sulla ritrattistica contemporanea. Ho ricevuto un invito a partecipare ad un evento internazionale sulla libertà di espressione come uno diritto umano che si è svolto a Toronto, in Canada e un altro lavoro per Amnesty International.

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Raramente leggo libri, guardo per lo più film e ascolto musica. La mia attenzione è interessata a tutto ciò che ha un sogno dentro, osservo tutto come se si fosse mezzi-svegli, con tranquillità e un approccio rivoluzionario, ripetitivo e giocoso, ultimamente non ho ascoltato musica che mi piaccia particolarmente, esiste molta musica ignara che si scontra con la mia percezione a causa del suo cattivo gusto, tra le cose che ascolto voglio che coinvoglino anche i pensieri delle persone e i loro stili di vita. A volte immagino il mio approccio alle cose come un antropologo.

Cose come recensioni di alcuni filmati e registrazioni possono stimolare in me idee. Ma parlando con alcuni gruppi di creativi è emerso che in molti usano principalmente la musica per mantenere vivo il disegnare o il dipingere.

La comunicazione moderna, per il più delle volte fà emergere un abuso di essa, all'interno della società.

Web: Gubia Neurasthenic

Intervista a cura di: Bignotti Cesare / EVES Ottobre 2008.

Andy Gilmore
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Mi chiamo Andy Gilmore, ho 34 anni, sono di Rochester, New York. Da ragazzo ho assistito mio padre mentre disegnava il ritratto di un cavallo eseguito a memoria, è stato sorprendente come egli potesse creare questa illusione di forma e luce, senza nessuna linea di riferimento, fisica o fotografica. Quel momento mi scosse a tal punto da dare il via al disegno come esperienza di mano, occhio e mente, la mia attenzione si soffermò su questi aspetti.

Il disegno mi ha portato a lavorare come un artista macchinoso, oppure come tecnico di stampa e Foto ritocco, mentre l’illustrazione si presta a commissioni occasionali. Mi sono addestrato al lavoro, venendo con il tempo a conoscere gli strumenti del mestiere e della progettazione, le idee e le applicazioni sviluppate in un corpo di lavoro che ora occupa il mio tempo di giorno, mentre il disegno occupa il mio tempo di notte.

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Lo sviluppo artistico del mio lavoro ha avuto un influenza artistica in un’estate, mi trovavo sulla montagna Adirondack, è possibile considerare a mia produzione artistica come esperienza di disegno, per vestire il design nella musica, questo è ciò a cui si presta la mia produzione.

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Anni fa, ho rilasciato una serie di CD-R ", e una manciata di tracce di chitarra strumentali, sull’etichetta carbonrecords, Web: www.carbonrecords.com - Presto pubblicheranno una nuova registrazione nel corso del prossimo anno. La cosa strana è che mi esercito in rare occasioni.

Ho anche svolto il ruolo di curatore grazie all'arte e alla musica per lo spazio A \ V uno spazio espositivo chiuso nella fiera della città di Rochester. Operare con diversi media ha reso il mio lavoro in direzioni che non sono mai riuscito ad'anticipate. Mi piacerebbe molto progettrare soluzioni in architettura, per il design dell'ufficio, lavorare con il metallo e con i tessuti.

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Tra gli strumenti e materiali che utilizzo: Penne a Sfera, Matite colorate, Carta, Photoshop e Illustrator. Ho esposto il mio lavoro in Gallerie a Rochester e LA. Leggo Non-Fiction in primo luogo e ascolto molto. Senza la comunicazione tramite Web, non avrei vivere come faccio oggi, specialmente senza e-mail.


Web: Andy Gilmore

Intervista a cura di: Bignotti Cesare / EVES Ottobre 2008.