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   <title>EVES Preview</title>
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   <published>2010-06-09T13:38:35Z</published>
   <updated>2010-07-09T10:20:31Z</updated>
   
   <summary>EVES Preview è un progetto di mostre itineranti per avvicinare il pubblico all&apos;evento ufficiale che coinvolgerà vari artisti e diversi linguaggi espressivi audio visivi. Questa serie di mostre anticipano il nuovo EVES, mostra che si terrà presso gli spazi di...</summary>
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      <![CDATA[EVES Preview è un progetto di mostre itineranti per avvicinare il pubblico all'evento ufficiale che coinvolgerà vari artisti e diversi linguaggi espressivi audio visivi. Questa serie di mostre anticipano il nuovo EVES, mostra che si terrà presso gli spazi di Palazzo Ducale . Genova.


<strong>EVES Preview . 01</strong>
<img alt="EVES%20.%20James%20Kalinda%20%26%20Moneyless%20.%20Bignotti%20Cesare.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2010/06/09/EVES%20.%20James%20Kalinda%20%26%20Moneyless%20.%20Bignotti%20Cesare.jpg" width="512" height="384" />

EVES presenta presso la OpenLAb Art Gallery<strong> . James Kalinda & Moneyless</strong> . Figurativo e geometrico, due stili oposti, lontani gli uni dagli altri, che nonostante le differenze estetiche ed espressive, risultano simili inquanto rinnovatori dei linguaggi visivi trascorsi, proponendo la loro analisi nel contesto pubblico.
<strong>
Guarda l'alestimento:</strong> <a href="http://eves-eves.blogspot.com/2010/06/eves-preview-james-kalinda-moneyless.html">http://eves-eves.blogspot.com/2010/06/eves-preview-james-kalinda-moneyless.html</a>

<strong>James Kalinda</strong> . 1981 . Parma . Italy
James Kalinda si esprime per mezzo del disegno figurativo, ispirato alle produzioni murali e ai temi mistici di alcuni tra i primi street artist italiani, James riesce a evolvere il linguaggio stilistico del wall painting grafico tradizionale privo di profondità, per mezzo di una personale rappresentazione illustrativa, caratterizzata da ombre e volumi che conferiscono al soggetto personalità e innovazione.

<strong>Moneyless</strong> . Teo Pirisi . 1981 . Milano . Lucca
Moneyless interpreta ed evolve il tema dell'astrattismo geoetrico, riproponendolo nello spazio pubblico. Il suo lavoro è contaminato dai linguaggi grafici e teorici dell'attuale corrente post graffiti e dall'analisi delle arti razionaliste grafiche del 900.

All'inaugurazione aperitivo e sonorizazione audio a cura di : Useless Idea / EVES Music.
<a href="http://www.evesmusic.it">www.evesmusic.it</a>

Testi & Mostra a cura di . Cesare Bignotti - Artista e studioso del fenomeno delle nuove arti contemporanee / Supporto tecnico . Elena Saccardi - Gallerista d'arte contemporanea. Una mostra a cura di . Elena Saccardi & Bignotti Cesare / <strong>Orari</strong> . Dal Martedì al Sabato h.15.30 . 19.30 e su appuntamento . c/o Compagnia Unica, (1° Piano) Via San Vincenzo 102/104 r 16121 Genova.




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      <![CDATA[<strong>EVES Preview . 02</strong>

L'<strong>EVES Preview . 02</strong> si terrà il dal 19 al 21 Agosto persso l'ex centro sportivo di Bardineto, durante e grazie al BCC Festival. Alcuni degli artisti present in mostra: Alexander Binder . 108 . Peio Peev . Alfano . James Kalinda . Moneyless . Useless Idea . David 87 . Grm / New Homes Lost . Igor Okunew.

<img alt="Alexander%20Binder%20EVES%20WEB.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2010/06/09/Alexander%20Binder%20EVES%20WEB.jpg" width="500" height="329" />

<strong>Alexander Binder</strong> . Nei lavori di Alexander Binder emergono diversi elementi di ispirazione; le influenze dei film horror dei primi anni 80 e l’estetica Black Metal sono solo la superficie della sua espressività, andando in profondità risulta che proprio dagli ambienti apparentemente sterili dell’intrattenimento deriva la maggiore ispirazione, quella di natura spontanea, che ha a che fare con il gioco e con la voglia di divertirsi senza troppe pretese di volere apparire, di dimostrare ad ogni costo di fare qualcosa. Stimoli per occupare il tempo e la mente. E’ interessante anche l’aspetto autodidattico, la spontaneità e il fascino nel ricercare l’errore come elemento estetico, l’entusiasmo nel vedere emergere un progetto visivo che per scelta non utilizza nuovi media, ma diversamente, decide di avvalersi di un’estetica poco prodotta. <em>Testo a cura di: Cesare Bignotti</em>

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<strong>James Kalinda</strong> si esprime per mezzo del disegno figurativo, ispirato alle produzioni murali e ai temi mistici di alcuni tra i primi street artist italiani, James riesce a evolvere il linguaggio stilistico del wall painting grafico tradizionale privo di profondità, per mezzo di una personale rappresentazione illustrativa, caratterizzata da ombre e volumi che conferiscono al soggetto personalità e innovazione. <em>Testo a cura di: Cesare Bignotti</em>

<img alt="Alfano%20.%20EVES%20.%20%20Football%20team.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2010/06/09/Alfano%20.%20EVES%20.%20%20Football%20team.jpg" width="500" height="364" />

<strong>Alfano</strong> . I lavori presentati sono realizzati con matite e carboncino. Apparentemente li si potrebbe interpretare come schizzi, bozze. In realtà sono parte di una ricerca sulla spontaneità del gesto che l’artista porta avanti ormai da anni. L'immaginario è quello romantico/onirico dei ricordi, che spesso si fonde con l'assurdo e il grottesco. Questa ricerca sulla spontaneità è parte di altri lavori maggiormente legati al contesto del trip mentale. L'utilizzo frequente del foglio A4 è legato all' estrema accessibilità e "versatilità" di questo formato, la dimensione ideale per una ricerca dinamica, fugace e spontanea.

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<strong>Useless Idea</strong>. Multiforme creativo dal quale emerge un originale e complicata ricerca estetico formale e teorica che ha alla base il continuo e inarrestabile rinnovamento di se stessa, nei suoi lavori il figurativo e l'astratto si fondono in un'unica cosa, elementi ingrado di dare forma a uno stile grafico di impatto, forte e unico. Ultimamente i suoi lavori accusano un influenza tecnologica e fotografica, contaminata in modo spontaneo e continuativo per mezzo di audio e video.

<img alt="Igor_O_Vorokhta_2009_16.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2010/06/21/Igor_O_Vorokhta_2009_16.jpg" width="500" height="332" />

<strong>Igor Okunew</strong> is a photographer and artist, member of two collectives from Ukraine - THE EPS and Childrens Cruzade. Lives and works in Ukraine. Le sue fotografie documentano esperienze di un gruppo di giovani adolescenti russi, facenti parte della nuova generazione ucraina. Nelle sue fotografie è possibile percepire la vitalità delle sottoculture, come il punk, i graffiti, il metal e i party, diverse personalità che sembrano riuscire a convivere in una sola generazione.

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<strong>108</strong> è un artista che ha deciso di abbandonare l'aspetto estetico, inteso come ricerca stilistica definendolo "futile" preferendo concentrarsi sul soggetto minimale e sul messaggio che intaressa descrivere, il male. <em>Testo a cura di: Cesare Bignotti</em>

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<strong>Moneyless</strong> . interpreta ed evolve il tema dell'astrattismo geoetrico, riproponendolo nello spazio pubblico. Il suo lavoro è contaminato dai linguaggi grafici e teorici dell'attuale corrente post graffiti e dall'analisi delle arti razionaliste grafiche del 900. <em>Testo a cura di: Cesare Bignotti</em>

<img alt="Peio%20Peev%20.%20EVES%20.%20Cesare%20Bignotti.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2010/06/09/Peio%20Peev%20.%20EVES%20.%20Cesare%20Bignotti.jpg" width="502" height="392" />

<strong>Peio Peev </strong> . Disegni e schizzi sono una raccolta di suggestioni e visioni, trasferite su carta con un'immediatezza che congela in un disegno l'attimo in cui il corpo cede e mostra la propria deformità. Ogni incontro, ogni persona, attori di un film, giocattoli o eroi a fumetti sono dall'artista scorticati, indagati e mostrati su un foglio nel loro aspetto mostruoso, ridicolo, inquietante. La deformità è l'interazione emozionale con l'altro, senza filtri. Peio ricostruisce la realtà e i ricordi mescolando tratti somatici, situazioni, personaggi, sovrapponendo azioni e ruoli, che spiazza. Offre un cosmorama del suo interfacciarsi col mondo, che ricostruisce secondo il proprio sguardo. Con il suo sguardo vediamo personaggi e situazioni in cui il tempo è sospeso, così come sono sospesi ogni giudizio e ogni interpretazione. Resta solo lo scorticamento di quella patina lucidante che nell'odierno confondersi sempre maggiore di reale e virtuale, rende tutto finzione. Peio coglie ognuno nel momento di distrazione dal proprio ruolo e con un gesto rende la distrazione eterna. <em>Testo a cura di: Emanuela de Notariis</em>


<img alt="New%20Home%20Lost%20.%20GRM%20.%20EVES.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2010/07/05/New%20Home%20Lost%20.%20GRM%20.%20EVES.jpg" width="512" height="341" />

<strong>New Homes Lost </strong> è una progetto il cui obiettivo è l'esplorazione e la documentazione fotografica dei luoghi abandonati, il soggeto principale della documentazione è corpo nel contesto, l'uomo che invade lo spazio non designato. Grim autore delle fotografie, prende in esame luoghi che hanno apparentemente perso le loro funzioni, osservando ciò che ne rimane e documentando come un archeologo moderno la loro funzione in degrado attribuita nel contesto attuale. 

<img alt="Bez%20n%C3%A1zvu%2013.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2010/07/07/Bez%20n%C3%A1zvu%2013.jpg" width="496" height="326" />

<strong>David 87</strong> è definibile come un writer non convenzionale, i suoi lavori sono estranei d'interesse per la maggiorparte delle persone e degli stessi writer, ma non per questo significa che essi siano brutti, si tratta semplicemente di ricerca unita al divertimento. I mezzi espressivi di un vriter spesso passano in secondo piano al lavoro eseguito su muro. mentre in realtà, all'interno si cela un mondo nuovo, dove, in questo caso, la fotografia diventa elemento suggestivo, in grado di illustrarci una realtà nuova, differente da qualla estena alla fotografia, ogni foto, divine così un elemento in grado di esprimerci il carattere di chi stà al dilà dell'obiettivo.


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   <title>Exagonal . New Album Preview</title>
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   <published>2010-05-29T16:58:49Z</published>
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   <summary> EXAGONAL NEW ALBUM . EVES Music 2010 Ascolta la Preview Il nuovo lavoro di Nicola Locci in arte Exagonal si manifesta sotto le sembianze di raccolta delle migliori produzioni realizzate tra la fine degli anni 90 a oggi. Un...</summary>
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EXAGONAL NEW ALBUM . EVES Music 2010

<strong>Ascolta la Preview</strong>
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Il nuovo lavoro di Nicola Locci in arte Exagonal si manifesta sotto le sembianze di raccolta delle migliori produzioni realizzate tra la fine degli anni 90 a oggi. Un album spontaneamente sperimentale e intuitivo.

7 Brani in free download su EVES Music, a fine Giugno . <a href="http://www.evesmusic.it">http://www.evesmusic.it</a>

Mentre a Luglio sarà possibile acquistare il CD ufficiale compreso di brani inediti al costo di 5€]]>
      
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   <title>ARK . Andreas Ragnar Kasapis</title>
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   <published>2010-03-22T10:45:12Z</published>
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   <summary>. EVES Web Magazine Number Eleven: 22/03/2010 Interviews with: ARK . Andreas Ragnar Kasapis A.R.K. (Athene, Grecia 1981). A.R.K., ovvero Andreas Ragnar Kasapis, è un artista greco che ha interessato attraverso poster in bianco e nero di figure buffe e...</summary>
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<span style="font-family:arial;font-size:180%;color:#3366ff;">EVES Web Magazine</span>
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<span style="font-family:arial;"><span style="font-size:85%;color:#333333;">22<span style="color:#999999;">/</span>03<span style="color:#999999;">/</span>2010</span></span>

Interviews with: 
ARK . Andreas Ragnar Kasapis

A.R.K. (Athene, Grecia 1981). A.R.K., ovvero Andreas Ragnar Kasapis, è un artista greco che ha interessato attraverso poster in bianco e nero di figure buffe e malinconiche, lasciati nelle strade della capitale ellenica.

I personaggi raffigurati nei poster e nelle tele dell'artista, generalmente sono caratterizzati da tratti somatici realistici e proporzioni corporee astratte, quest'ultima lascia intuire un’influenza derivata dei fumetti e un esteso e altrettanto personale lavoro nell’illustrazione narrativa; elementi che dimostrano il background degli studi in Belle Arti.

Dal 2006 Ark ha partecipato ad esposizioni sia locali che estere. Recentemente concentratosi sul lavoro in studio; ha potuto lavorare sull’analisi delle anormalità e dei corpi “mutati”, mentre i volti mantengono caratteristiche realistiche seppur anche essi distorti. Le figure spesso giacciono nel nulla, senza mai guardare lo spettatore, sono spesso disegnate in posizioni che ricordano il sonno, o la morte. L’impressione di desolazione è spesso supportato anche da un uso molto ragionato del colore.

La somma di questi elementi porta ad un’atmosfera di introversione e spesso di trascendentalità; come ad esempio nel caso di opere dove gli scenari privi di struttura e colore sono contrastati da forme geometriche colorate. I legami tra corpi e forme accentuano una dimensione dove percepiamo la fragilità delle figure, in un’ipotetica comunicazione simbolica.

Al momento, l’artista ha iniziato una serie di falsi ritratti commemorativi, dove espande la tendenza introspettiva dei suoi lavori. Ark. è altresì titolare di un progetto musicale vicino al drone doom chiamato Rooms In Negative; anche in questo caso viene richiamata l’atmosfera dei disegni attraverso suoni trascendentali. 

<a href="http://www.flickr.com/photos/andreaskasapis">http://www.flickr.com/photos/andreaskasapis</a>
<a href="http://www.myspace.com/mute81">http://www.myspace.com/mute81</a>
<a href="http://www.myspace.com/roomsinnegative">http://www.myspace.com/roomsinnegative</a>

Selezione artista & Art Directon a cura di: Cesare Bignotti
Testo & intervista a cura di: Franziska Lietzmann
Traduzione & Critica a cura di: Stefano Rusca

<strong>English Text</strong>: <a href="http://eves-eves.blogspot.com/2010/04/ark-andreas-ragnar-kasapis.html">Ark</a>
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      <![CDATA[<img alt="ARK%20.%20Andreas%20Ragnar%20Kasapis%20.%20EVES%20.%20Bignotti%20Cesare.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2010/04/21/ARK%20.%20Andreas%20Ragnar%20Kasapis%20.%20EVES%20.%20Bignotti%20Cesare.jpg" width="492" height="236" />

A.R.K. signifca Andreas Ragnar Kasapis ovvero il mio nome. Ho ventotto anni e sono nato ad Atene, in Grecia dove risiedo e lavoro.

Sono disegnatore e pittore, condenso la mia produzione in soggetti umani od antropomorfi. Per la realizzazione dei miei lavori, principalmente utilizzo materiali tradizionali, penne, matite e carta. Negli ultimi tre anni ho utilizzato materiali lignei come supporti per dipingere con smalti, vernici e tempere. Mi piace anche la fotocopia come media espressivo.

Penso di non aver mai smesso di disegnare fin dopo l’asilo. Disegnare era qualcosa in cui ero bravo all’età di sei anni e mi ha dato un’identità, quindi mi sono legato al farlo. Ero molto bravo a copiare i loghi heavy metal ed a creare superoi che trattavo come miei alter ego. Mi ricordo la scoperta di Edvard Munch così come i fumetti underground europei, per esempio Battaglia, quando avevo circa 12, 13 anni. Mi motivò molto; non sono sicuro sia stata un’influenza importante, lo ricordo e basta. Il disegno poi si è evoluto in modo naturale, con il tempo, come se stessi imparando una lingua straniera.

Ho iniziato a lavorare in strada nello stesso periodo in cui scoprii molte grafiche ed illustrazioni degli anni 60 e 70, quando frequentavo il primo anno della scuola di belle arti. Penso che quelle illustrazioni siano molto belle, mi colpiscono ancora; così ho pensato che sarebbe stato interessante realizzare dei poster con un uso estetico piuttosto che commerciale: fu così che dipinsi un poster, un ritratto  con il tipico alto contrasto e andai ad incollarlo per strada. Era il 1999 credo.

Ai tempi non sapevo niente di graffiti e street art. Dopodichè andai a Praga per studiare ed incontrai dei cari amici che erano appassionati di street art e mi mostrarono libri e tecniche, era il 2003. Ho realizzato cose per strada, intensamente, per tre o quattro anni ma negli ultimi tempi sono molto meno assiduo.

Ho frequentato la scuola di belle arti di Atene dove ho studiato pittura e fotografia. Sono anche stato a Praga ma lì non ho studiato molto, ho più che altro cazzeggiato. Ho finito gli studi nel 2004 e ho una laurea che dimostra che sono un pittore. Al momento lavoro in un negozio di dischi ad Atene, dove ho la possibilità di ascoltare molta musica; non so se ha qualche influenza sui miei dipinti, ma ne ha sicuramente per la mia collezione di dischi.

<img alt="ARK%20.%20Andreas%20Ragnar%20Kasapis%20.%20EVES%20.%20Bignotti%20Cesare%20%282%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2010/04/21/ARK%20.%20Andreas%20Ragnar%20Kasapis%20.%20EVES%20.%20Bignotti%20Cesare%20%282%29.jpg" width="492" height="279" />

Credo di scoprire i miei bisogni e i mezzi che definiscono com’è o come dovrebbe essere il mio lavoro. Ci sono stati numerosi momenti e ce ne saranno altri, dove sento che il mio lavoro prende una nuova direzione.

Sono appassionato di opere grafiche russe, polacche e ceche; che ho scoperto attraverso i lavori dei fratelli Quay, che sono in realtà americani, ma pur sempre grandissimi artisti! I miei autori preferiti sono Andrzej Klimowski, Jan Lenica, Jiri Trnka, Jan Svankmajer, Franciszek Starowieyski, Yuri Norstein, Waldemar Swierzy, Ladislaw Starewitch e molti altri, tutti estremamente importanti ed influenti per il mio lavoro.

Occasionalmente produco musica e scrivo. Sono anche un pessimo ballerino.

Ho fatto due esposizioni ad Atene ed una con uno spazio condiviso con D. Sotiropoulos. La prima nel 2006 al Vavel’s art space dentro alla fumetteria Vavel. Le altre due nel 2007 e 2008 presso la Gazon Rouge Gallery. Ho anche partecipato a numerosi eventi collettivi, sia in Grecia che all’estero.

Non saprei definire il termine arte, dunque non sono sicuro di poterlo usare, per descriverti che cosa è per me l'arte. Di certo c’è un bisogno di fare cose che assomigliano alla realtà, ricreare le strutture che esistono negli ambienti simbolici e materiali. Per quanto mi riguarda sento il bisogno di assecondare o di proiettare le mie necessità psicologiche in oggetti fatti da me. Non è una terapia, è più qualcosa come costruire degli specchi, qualcosa che riflette la mia personalità.

Nel mio lavoro non penso ci sia un messaggio, aldilà, ovviamente di quello dell’amore. Mi ispirano altri artisti, pittori, scultori; le foto recuperate in rete o nei giornali; vecchie illustrazioni, fumetti, copertine di dischi.

La parte migliore durante la lavorazione di un mio disegno è quando dico: “Lasciamolo da parte per un pò” e quando ritorni a guardarlo il lavoro è finito. Suona come una cosa da pigri e lo è.

Iniziare un lavoro è la parte più terribile. Vorrei sempre dare l’impressione di aver fatto le cose molto velocemente e in modo ottimale. Sono fissato sull’iniziare un disegno, perchè ci sono tre possibilità: la prima è mantenere le parti iniziali pure e fresche ed aggiungere altre cose separatamente; la seconda è finire tutto in una volta, ma capita raramente e la terza e più frequente è che rovino il lavoro, lo cancello e ricomincio da capo sulla stessa superficie. E’ contemporaneamente una cosa buona e cattiva. Un dipinto, anche se cancellato, lascia sempre una traccia, anche se pensi di aver rimosso tutto; se sei concentrato puoi ricavarne qualcosa, se non lo sei resti paralizzato e non procedi. Ho visto immagini venire fuori proprio da questa seconda possibilità.

<img alt="ARK%20.%20Andreas%20Ragnar%20Kasapis%20.%20EVES%20.%20Bignotti%20Cesare%20%283%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2010/04/21/ARK%20.%20Andreas%20Ragnar%20Kasapis%20.%20EVES%20.%20Bignotti%20Cesare%20%283%29.jpg" width="492" height="602" />

Mi piace di più lavorare in studio, anche i lavori incollati per strada sono realizzati in studio: Preferisco mostrare i lavori per strada, anche se ultimamente non capita spesso; il contesto in cui le opere sono presentate è importante, è un punto di vista estetico-politico ed influenza la funzionalità del lavoro; è la cosa che mi interessa di più assieme alla forma.

C’è stato un momento in cui dovevo in qualche modo creare un elemento per equilibrare le figure. Attraverso questa relazione spesso si creava una struttura geometrica; quasi come cancellare una figura e ridisegnarla, ridefinirla attraverso la geometria. Per me, ha a che fare con le strutture simboliche, in opposizione a quelle materiali; oltre che con la memoria e la fragilità. Ho smesso di usare queste forme dopo la mostra Bones Are Tight.

Cerco spesso di ricreare un’impressione. Il battito di un occhio e come si trasforma attraverso la malinconia. C’è qualcosa di estatico, ma non lo considero inserito in un contesto metafisico.
Credo ci sia una stato intermediario tra “prima” e “dopo”, tra coscienza ed incoscienza e mi interessa, o, più precisamente, trovo questo stato “rivelatorio”. Tendo a comportarmi  in base alle mie reazioni nervose durante lo sviluppo del lavoro. Non c’è nessuno processo ortologico che mi guida in queste situazioni; ma trovo questa via molto fruttuosa. Non c’è però un intento consapevole che si riferisca a qualche preciso studio psicologico.

Non penso alla morte nei miei dipinti. Credo che abbiano a che vedere con la fragilità, i limiti, i confini della materia e della natura. Ok, sembra proprio che abbia a che fare con la morte, ma per me si tratta di concentrarsi sui sentimenti menzionati prima. Odio la passività. E’ lo stato di conflitto tra l’immagine della realtà e la realtà stessa, oltre che la consapevolezza della materia, ciò che cerco. Come la maggior parte delle persone, sono terrorizzato quando penso alla morte.

Come già detto, occasionalmente copongo musica elettronica, ho un progetto che chiamo Rooms In Negative. Non la definirei musica elettronica, anche se prodotto principalmente con il mio portatile. Metto in loop, estendo e manipolo suoni pre registrati; è più vicino ai droni, piuttosto che alla musica vera e propria. Queste atmosfere hanno molto da spartire coi miei dipinti; sono due media differenti, utilizzati dalla stessa persona. Con i suoni tendo però ad essere più astratto, tendo realizzare atmosfere espanse, cosa che non succede nei disegni e nei dipinti dove uso linee narrative e forme. Forse con la musica soddisfo la mia voglia di creare ambientazioni.

<img alt="ARK%20.%20Andreas%20Ragnar%20Kasapis%20.%20EVES%20.%20Bignotti%20Cesare%20%284%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2010/04/21/ARK%20.%20Andreas%20Ragnar%20Kasapis%20.%20EVES%20.%20Bignotti%20Cesare%20%284%29.jpg" width="492" height="719" />

Quando ero un adolescente suonavo in alcune band. Una band Death Metal a 14 anni, e molte altre band dalla vita brevissima; poi gli amici con cui suonavo si sono concentrati sulla musica ed io sui disegni. Dopo quasi dieci anni di interruzione però, non potevo più parlare di musica con gli amici musicisti, nè tecnicamente nè esteticamente; così ho iniziato a produrre col mio computer. Ho recentemente comprato una nuova chitarra elettrica però, non si sa mai quindi cosa potrà succedere. 

Tutta la musica è importante, al momento ascolto molte librerie di registrazioni di Piero Umiliani ed Egisto Machi.

Vedo il mio lavoro applicabile in tipografia. Penso anche spesso a realizzare delle sculture ma non lo faccio mai.

Per quanto riguarda le forme di comunicazione moderne e il loro uso nella società, penso che, in termini di informazione è estremamente massiccia, ed è qualcosa di buono; se sei concentrato su ciò che ti interessa. Ricevere e dare informazioni è una forma di comunicazione ma alla fine è anche il contrario. Come nell' “arte” anche la “comunicazione” è solo un termine, una situazione, che alle volte si presenta ed altre no.

Ultimamente non leggo molto, ma spesso leggo saggi di arte, estetica e politica, quel che leggo mi influenza, in modi che non mi sono chiari; non posso utilizzare le mie conoscenze in modo cosciente, come se fossero un’arma, è un meccanismo differente che bisogna attivare.
E’ una questione di tempo. Mi piacciono anche le antologie di poesia e quando ero più giovane amavo la letteratura classica. Spero che tutte le letture demistificatrici che ho fatto ultimamente mi influenzino!





                                                                                                                                        
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   <title>EVES Music . IDM &amp; Electronic Music Compilation </title>
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   <published>2010-02-28T13:02:17Z</published>
   <updated>2010-02-28T13:13:55Z</updated>
   
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<strong>Music Dowload</strong>: <a href="http://evesmusic.it/release.html">http://evesmusic.it/release.html</a>

EVES Music was established in 2006 from the union of sound and image. EVES is research the estethic of sound at the border between art and marketable product. Music is an abstract concept, as such needs to be dressed as an aesthetic that gives identity to his perception. EVES. 08/03/2007

Released on Saturday 28th February 2010
<strong>
Tracklist</strong>:

01 . Koolmorf Widesen "BOB"
02 . SMK "IJM1"
03 . Automatofonic "My New Shiny Plane"
04 . Da Wei "Styr"
05 . Peter Kunert "Arena I"
06 . O for Odetta "Malapropos 7"
07 . Useless Idea "Ryan.3"
08 . Exagonal "Life of my Neighbours"
09 . Smider "2 Zonc"
10 . Volitune "Exoctica"
11 . Carledvin "Opians"
12 . Three Question Marks "Handwritten on paper"

Graphic Design: Bignotti Cesare
Aditional Mastering: Leonardo Barbadoro

<strong>Press/Contact</strong>:
eves.booking@yahoo.it <em>or</em> info@evesmusic.com

<strong>EVES Music</strong>: <a href="http://evesmusic.it">http://evesmusic.it</a>]]>
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   <title>Shannon Keller . Realtà &amp; Inconscio</title>
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   <published>2010-01-01T14:03:41Z</published>
   <updated>2010-01-03T21:34:42Z</updated>
   
   <summary>. EVES Web Magazine Number Nine: 1/11/2010 Interviews with: Shannon Keller A prima vista, i disegni in bianco e nero dell’artista losangelina Shannon Keller suggeriscono sensazioni tranquille ed innocue; essi possiedono un’affascinante, delicata bellezza che nasce grazie all’artista ed al...</summary>
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<span style="font-family:arial;"><span style="font-size:85%;color:#333333;">1<span style="color:#999999;">/</span>11<span style="color:#999999;">/</span>2010</span></span>

Interviews with: 
Shannon Keller 

A prima vista, i disegni in bianco e nero dell’artista losangelina Shannon Keller suggeriscono sensazioni tranquille ed innocue; essi possiedono un’affascinante, delicata bellezza che nasce  grazie all’artista ed al suo uso di carta e matita, dal suo acuto senso della linea, del pattern e della superficie. E’ notevole come Shannon Keller riesca a creare una struttura narrativa nelle sue opere, dato che rinuncia ad inserire sfondi che situerebbero i suoi soggetti in un contesto superiore. 

Che cosa sono però, i suoi soggetti? Corpi umani che si confondono e diventano forme botaniche, meccaniche o zoomorfe, in verità, queste figure sono mutate e la loro componente narrativa sta nella mutazione stessa. Compiendo un’azione simile, Shannon Keller riesce a creare nuove e sottili metafore. Per esempio nel disegno intitolato “Urthfamily” cinque strane figure, senza volto ed arti, sono ricoperte da una pelliccia che si origina da un solo blocco. Il pelo che li ricopre, che significa sicurezza e resistenza e il comportamento sia animale che umano di raggrupparsi evocano un fortissimo senso di vicinanza, di un legame indissolubile come quello familiare.

D’altra parte, alcuni disegni mostrano scenari brutali e dolorosi. In “Blackbird” per esempio un uccello sta estraendo le budella da una figura antropomorfa che giace morta al suolo. Nessun elemento del disegno ci aiuta a comprendere le cause del decesso e delle sue conseguenze. L’uccello è solo una proiezione della moltitudine di incidenti dolorosi e non specificati. Nel disegno l’attenzione è posta sul dolore e sulla sua intensità.

Shannon Keller realizza dei fermi-immagine nei suoi disegni, che mostrano le forme oscure e piacevoli della realtà, percependole soggettivamente attraverso il subconscio. Le sue opere sono un esempio particolare di un enorme fenomeno contemporaneo che include arte, cinema e musica e che trova le sue basi nel surrealismo e nel dadaismo; col comune desiderio di cercare una percezione interiore della realtà, per esprimerla nel modo più originale possibile.

Shannon Keller (Kansas City, Missouri USA 1971) inizia il suo percorso artistico a dodici anni; da allora si è espressa continuamente nell’ambito artistico. Ottiene un Bachelor Of Fine Arts ed un Master e lavora come consigliere per le ammissioni presso la Gnomon School of Visual Effects di Hollywood e vive a Los Angeles con il marito e i due figli.


Selezione artista a cura di: Cesare Bignotti
Testo & intervista a cura di: Franziska Lietzmann
Traduzione a cura di: Stefano Rusca

<strong>English Text</strong>: <a href="http://eves-eves.blogspot.com/2010/01/shannon-keller-unconscious-snapshots-of.html">Shannon Keller</a>]]>
      <![CDATA[<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Sj-V3LW7jKs/Sz4FMXtAFAI/AAAAAAAABOg/k32fwrw3i-4/s1600-h/Shannon+Keller+.+blackbird.jpg"><img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 289px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Sj-V3LW7jKs/Sz4FMXtAFAI/AAAAAAAABOg/k32fwrw3i-4/s400/Shannon+Keller+.+blackbird.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421776711479989250" border="0" /></a>

Ho 37 anni, ma mi ritengo bloccata in un periodo tardo-adolescenziale.
Sono nata a Kansas City ma sono cresciuta nella periferia di Washington DC in Virginia. Vivo a Los Angeles, qui da circa dieci anni.

Negli ultimi anni mi sono concentrata sul disegno; ma sono interessata a molte altre forme artistiche tra cui video, foto, scultura e film.

Per la realizzazione dei miei lavori,  utilizzo matite, recentemente sono passata ai portamine dopo molti anni passati tentando di mantenere una punta sottile alle matite di legno; ora uso entrambe ma penso che le matite a mina 03 siano le migliori per le mie linee.

Ho iniziato a disegnare durante la scuola media; più o meno a dodici anni, era l’unico modo di esprirmi e nel quale trovavo grande soddisfazioni. Mi aiutava a gestire le mie emozioni e a definire la mia personalità. 

<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Sj-V3LW7jKs/Sz4Fb9YLieI/AAAAAAAABOo/WGMd_BVMXjE/s1600-h/Shannon+Keller+.+floravsfauna.jpg"><img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 293px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Sj-V3LW7jKs/Sz4Fb9YLieI/AAAAAAAABOo/WGMd_BVMXjE/s400/Shannon+Keller+.+floravsfauna.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421776979291245026" border="0" /></a>
 
Ho partecipato alla mia prima lezione di figura disegnata a 16 anni, alla Corcoran School of Art, dopodichè ho frequentato solo scuole d’arte. Ho frequentato l’istituto Pratt a Brooklyn dove ho conseguito il mio titolo BFA in Disegno; ero nel corso di pittura e ho dovuto lottare per questo. Anche nei circoli artistici il disegno è spesso visto come uno schizzo preparatorio per il dipinto, sono così diventata una portabandiera per il disegno come legittima e cruciale forma d’arte. Molte persone, ancora oggi, commentano i miei disegni dicendo “Sarebbe un magnifico dipinto!”. Ho vissuto a Brooklyn per alcuni anni e ho deciso di conseguire anche l’MFA, così ho trovato il San Francisco Art Institute e me ne sono innamorata. Non avrei sopportato il corso di pittura così ho frequentato il corso “nuovi generi” e mi sono avventurata verso nuovi orizzonti. L’educazione ricevta al SFAI mi ha davvero formata ed ispirata e l’arte concettuale mi ha sedotta. 

Ho avuto molte “fasi” e molte influenze ma la prima volta che ho sentito l’arte dentro le mie budella è stato leggendo un articolo sulla serie di Andy Warhol intitolata Death and Disasters. Avevo 13 anni ed ero nell’ufficio di mio padre, c’era una forte tempesta di neve ed aspettavo di tornare a casa; così comprai un numero di Art in America in un’edicola . Mi ricordo che leggendo l’articolo capii e seppi subito che avevo trovato qualcosa in cui credere. 

<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Sj-V3LW7jKs/Sz4FqeIH2JI/AAAAAAAABOw/xc1sDCZimRM/s1600-h/Shannon+Keller+.+scalesandfeathers.jpg"><img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 303px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Sj-V3LW7jKs/Sz4FqeIH2JI/AAAAAAAABOw/xc1sDCZimRM/s400/Shannon+Keller+.+scalesandfeathers.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421777228600432786" /></a>

Sono madre di due figli, il che mi offre ispirazioni senza freni; considero la maternità una grandissima ispirazione artistica.

Ho partecipato a molti eventi, perlopiù collettivi. Nel 2009 ho preso parte a: Currently When Smoking Was Cool (Black Maria Gallery, Los Angeles CA), California Open Exhibit Juried Show (TAG Gallery, Santa  Monica, CA); All of The Above (New Puppy Gallery, Los Angeles CA); Nerves,  2 person Show (Show Cave, Los Angeles CA). In più ho pubblicato su Fanzine come Whore Eyes, Turbo Chainsaw e Good vs Evil zine.

Lavoro a tempo pieno alla Gnomon School of Visual Effects a Hollywood. E’ magnifico lavorare per un istituto di questo calibro, consigliare e seguire altri artisti ed essere coinvolta in un ambiente artistico con un pubblico diverso da quello che ho solitamente. La scuola è molta differente dal mio ambiente artistico ma mi trovo comunque molto bene.

<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Sj-V3LW7jKs/Sz4F8fHtkOI/AAAAAAAABO4/d33jAEMMXQY/s1600-h/Shannon+Keller+.+threes.jpg"><img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 336px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Sj-V3LW7jKs/Sz4F8fHtkOI/AAAAAAAABO4/d33jAEMMXQY/s400/Shannon+Keller+.+threes.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421777538104791266" /></a>

L’arte mi ha fortemente definito fin dall’età di 13 anni, ne ho fatto uso per accrescere la consapevolezza di me stessa e degli altri, è un mezzo per esprimermi e lanciare un messaggio, è uno strumento educativo e le permetto di ispirarmi in continuazione.

Lavoro principalmente con la matita, concentrandomi sulla linea, sui dettagli e le forme; cerco sempre di spingermi al livello successivo, provo ad aprirmi ad essere meno rigida. Lavorare con linee ultra fini può diventare stancante, così mi permetto di realizzare opere più libere. Cerco la completezza in un lavoro dove la carta è rovinata e macchiata, dove le linee cancellate creano un’atmosfera, una pelle; sono sempre stata appassionata alle “pagine vissute”.

La mia arte parla della fragilità e della debolezza dell’umanità. Parla della (disc)connessione tra corpo e mente, di ciò che ci riempie e di ciò che lo racchiude. Uso le metafore per reinterpretare parti anatomiche con forme biologiche, botaniche, animali e meccaniche. Sono però convinta che il vero significato dell’arte si trova nell’esperienza degli spettatori e non in quella degli artisti.

Generalmente amo lavorare su più pezzi per volta, è una delle cose rimastemi dopo gli studi artistici più formali; in questo modo sento meno frustrazione se non riesco ad ultimare un lavoro, posso sempre cambiare strumenti e concentrarmi su altri progetti. Il mio metodo è sviluppare un’idea, ricercare immagini come materiale d’ispirazione, fare molti schizzi, impaginare (molto sommariamente) e poi andare all’attacco.

<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Sj-V3LW7jKs/Sz4GK3MzhOI/AAAAAAAABPA/5XdjX4Ly5vw/s1600-h/Shannon+Keller+.+urthfamily.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 276px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Sj-V3LW7jKs/Sz4GK3MzhOI/AAAAAAAABPA/5XdjX4Ly5vw/s400/Shannon+Keller+.+urthfamily.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421777785086772450" /></a> Traggo la mia ispirazione dai miei figli che scoprono piccole verità ed enigmi della vita, dai miei sogni, dall’anatomia, musica, cose morte, letteratura ed altri artisti  che solitamente sono una grande ispirazione. In tutti e due i momenti tra inizio e fine di un opera, può sopraggiungere frustrazione, ma per me la fine è più difficile, per questo motivo solitamente non finisco o scelgo di lasciare un “punto d’ingresso”. La fine è come una “piccola morte”. La vita è un circolo, la morte porta vita e noi non siamo altro che fertilizzante per il prossimo giro di questo cerchio. Siamo però molto complicati per via della nostra forza vitale, della nostra energia, io cerco di lasciare dei suggerimenti a questo proposito all’interno dei miei lavori.

Cerco sempre di scongiurare l’uso all’inconscio sia nella pratica che nella teoria, per diminuire l’uso di espedienti. L’inconscio per me è uno stato nel quale ci muoviamo, ma è una buona pratica quello di riuscire a stabilircisi. La sensualità nei miei lavori può essere una chiave d’accesso, dato che sono molto indulgente con i sensi.

Preferisco non essere associata a nessun movimento. Anche se potrebbe diminuire l’impatto dei miei lavori non mi importa, mi basta che la mia arte venga vista.

Per realizzare i miei lavori solitamente non spendo molto, sono selettiva per quel che riguarda la carta ma non è una spesa così grande, così come quella per matite e gomme. La maggiore spesa è quella per incorniciare i disegni, cosa che per me è una sorta di male necessario.

Non mi considerò solo una disegnatrice, anche se uso il disegno come mio media di riferimento. Mi piacerebbe portare il mio lavoro verso nuove stratificazioni o verso l’animazione. Mi interesso ad installazioni, video e voglio sempre realizzare elementi scultorei.

La comunicazione e l'utilizzo del Web credo sia magnifico, sono in grado di incontrare artisti e persone affini a me provenienti da ogni dove, credo sia uno strumento grandioso.
 
Vorrei poter leggere di più, tendo ad usare il mio tempo libero per disegnare. Sto rileggendo Bataille e De Sade perchè vorrei inserire temi erotici nelle mie opere. Amo la musica, di ogni tipo, forte ed aggressive, lenta ed emotiva, cacofonica e melodica. la musica stimola le emozioni. Avrei sempre voluto essere una musicista, credo che non sia mai troppo tardi per iniziare!


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   <title>Alexander Binder . La Foresta Nera </title>
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   <published>2009-11-04T11:53:35Z</published>
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   <summary>. EVES Web Magazine Number Nine: 4/11/2009 Interviews with: Alexander Binder Nei lavori di Alexander Binder emergono diversi elementi di ispirazione; le influenze dei film horror dei primi anni 80 e l’estetica Black Metal sono solo la superficie della sua...</summary>
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<span style="font-family:arial;"><span style="font-size:85%;color:#333333;">4<span style="color:#999999;">/</span>11<span style="color:#999999;">/</span>2009</span></span>

Interviews with: 
Alexander Binder

Nei lavori di Alexander Binder emergono diversi elementi di ispirazione; le influenze dei film horror dei primi anni 80 e l’estetica Black Metal sono solo la superficie della sua espressività, andando in profondità risulta che proprio dagli ambienti apparentemente sterili dell’intrattenimento deriva la maggiore ispirazione, quella di natura spontanea, che ha a che fare con il gioco e con la voglia di divertirsi senza troppe pretese di volere apparire, di dimostrare ad ogni costo di fare qualcosa. Stimoli per occupare il tempo e la mente.

E’ interessante anche l’aspetto autodidattico, la spontaneità e il fascino nel ricercare l’errore come elemento estetico, l’entusiasmo nel vedere emergere un progetto visivo che per scelta non utilizza nuovi media, ma diversamente, decide di avvalersi di un’estetica poco prodotta.


Testo & Selezione artista a cura di: Cesare Bignotti
Intervista a cura di: Franziska Lietzmann & Cesare Bignotti 
Traduzione a cura di: Stefano Rusca

<strong>English Text</strong>: <a href="http://eves-eves.blogspot.com/">eves-eves.blogspot.com/</a>

<img alt="Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B%2B%2B%2B.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/11/04/Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B%2B%2B%2B.jpg" width="500" height="376" />

Sono nato nella notte di Halloween del 1976, nei pressi della Foresta Nera, una zona rurale nella Germania sud-occidentale.

Ho iniziato i miei primi passi con la fotografia a 14 anni, quando i miei genitori mi diedero una macchina fotografica economica. Non c’è mai stato un momento speciale nella mia produzione - è stata più o meno un’evoluzione. Si cresce e si assorbono numerose influenze, per ogni singola idea si compie un passo in avanti nello sviluppo del proprio stile e del proprio messaggio.

Non ci sono molte cose da fare nella mia città, quindi ho speso molto tempo al videonoleggio. Il consumo elevatissimo di ogni genere di horror e thriller mi ha fornito una base per la mia libreria visuale personale. Ancora oggi amo gli horror dei primi anni ottanta: Texas Chainsaw Massacre, Halloween o Evil Dead (La Casa). La maggior parte dei miei lavori è influenzato dall’estetica e dai simboli di questo genere cinematografico.

Molte delle lenti che uso per le mie macchine fotografiche sono autocostruite, ricavate da giocattoli ottici, plastica e nastro isolante; le uso per creare l’effetto di diffusione dei miei lavori. Poi uso strumenti più semplici, un corpo macchina Olympus ed un vecchio pc con Photoshop. Evitando l’utilizzo del fotoritocco, per fortuna non necessito di apparecchiature troppo sofisticate.

<img alt="Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/11/04/Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B.jpg" width="500" height="476" />

Se lo dovessi chiedere al mio consulente bancario, quanto spendo solitamente per creare le apparecchiature che utilizzo per la realizzazione delle mie opere, mi risponderebbe così: Troppo! Sono un one-man-show e gli oggetti e le maschere che vorrei utilizzare per realizzare le mie idee a volte sono decisamente costose.

Ho questo genere di immagini nella mia testa, ogni giorno, fino a dove riesco ad arrivare con i miei ricordi; penso che condividerle con altre persone sia una specie di psicoterapia per me.

Il mio lavoro, nella sua completezza è un’interpretazione moderna del “memento mori” medievale. Come alcuni dipinti degli artisti fiamminghi ci spingono a ricordare la nostra mortalità, oltre che motivarci e spingerci a pensare a ciò che potrebbe esserci dopo la vita ed ai poteri spirituali che ci influenzano.

I miei lavori sono adatti a qualsiasi tipo di media visivo, ho partecipato a mostre online, proiezioni, foto incorniciate ed altre cose più grandi; anche se, alla fine preferisco la classica foto stampata.

<img alt="Alexander%20Binder%20EVES%20WEB.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/11/04/Alexander%20Binder%20EVES%20WEB.jpg" width="500" height="329" />

Ho un’attitudine ambigua verso la comunicazione moderna. Se da un lato ci mette in condizione di stare in contatto con chiunque, ovunque e sempre, d’altra parte c’è chi diventa drogato di informazioni, sviluppa una soglia d’attenzione di tre secondi al massimo e non è capace di stare qualche giorno senza connessione internet e le ultime notizie.

All’inizio della mia cosidetta carriera artistica ho speso tutte le mie energie per le pubblicazioni, ma ho avuto modo di partecipare ad alcune grandi esposizioni, per esempio “Means To An End” alla galleria Heaven di Chicago (2008) con Melanie Schiff, Jason Lazarus ed altri grandi fotografi; e “I Don’t Believe In Miracles” presso Spacewomb a New York (2009), mostra curata da Alana Celii.

Da adolescente ho divorato i libri di Aleister Crowley ed ancora oggi ho una forte passione per i libri che trattano fenomeni occulti o paranormali. Nel mio scaffale dei dischi si trova uno strano mix di stili differenti; specialmente black metal di band quali Emperor, Nortt o i primi lavori dei Venom e musica elettronica di Aphex Twin o Kraftwerk. Per quel che riguarda le influenze è facile rispondere: basta guardare i miei lavori, alcune persone mi hanno già consigliato di venderli come immagini per le cover degli album metal.

<img alt="Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B%2B.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/11/04/Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B%2B.jpg" width="500" height="333" />

Quando avevo circa vent’anni ho iniziato un progetto di musica elettronica ispirata ad Autechre e Squarepusher, è stata un’esperienza divertente e abbiamo suonato in alcune feste illegali. Non abbiamo mai avuto ambizioni più grandi di quella, così abbiamo smesso dopo qualche anno.

In passato ho utilizzato drum machines analogiche e sintetizzatori; principalmente strumenti dei primi anni 80, Roland TB303, TR909, Jx3P, un vecchio campionatore ed un sequencer analogico. L’intero complesso di strumenti era collegato via MIDI e questo mi faceva sentire un pò come agli albori della musica elettronica, ogni volta il suono cambiava leggermente siccome ogni pezzo dell’equipaggiamento doveva essere ricollegato. Oggi concentro le mie ambizioni musicali erano nella creazione di colonne sonore per i miei video. Ho venduto tutti i miei vecchi strumenti, eccetto il mio adorato Roland Jx3P e sono passato ad un software di produzione musicale come Ableton Live, il più intuitivo programma musicale dal mio punto di vista. Posso usare solo il mio laptop ed è molto più facile comporre colonne sonore con questo software.

<img alt="Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B%2B%2B.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/11/04/Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B%2B%2B.jpg" width="500" height="333" />

Ho creato la maggior parte dei miei pezzi di notte, a casa ed in solitudine. Creare un pezzo in studio è, per me, un’esperienza molto diversa dal suonarlo dal vivo. A casa non ho nessuna pressione da parte di chi si aspetta una fantastica esibizione, nessuno ha pagato per assistere ad uno spettacolo; si ha tutto il tempo di sperimentare, combinare differenti suoni e campioni e per fare ciò che si vuole; per questo motivo apprezzo molto di più lavorare per conto mio nello studio.

Nella maggior parte dei miei lavori cerco di combinare digitale ed analogico; per esempio nel mio video “Pluton/Calabi Yau” ho usato un vecchio registratore vocale degli anni 80 per ottenere samples e voci ed Ableton Live mi ha aiutato ad arrangiare i diversi suoni sul mio computer.

<strong>Web</strong>: <a href="http://www.alexanderbinder.de/">www.alexanderbinder.de</a> </span></div>]]>
      
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   <title>About EVES </title>
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   <published>2009-10-29T14:21:05Z</published>
   <updated>2010-02-28T13:17:49Z</updated>
   
   <summary>EVES Presentazione: EVES si propone come Agenzia Multimediale di ricerca e produzione creativa. Attualmente EVES lavora nell’ambito della multimedialità, per mezzo di una stretta collaborazione tra servizio grafico e linguaggio audio. L’immagine, ha un ruolo molto importante nel metodo operativo...</summary>
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      <![CDATA[<strong>EVES Presentazione:</strong>

EVES si propone come Agenzia Multimediale di ricerca e produzione creativa. Attualmente EVES  lavora nell’ambito della multimedialità, per mezzo di una stretta collaborazione tra servizio grafico e linguaggio audio. L’immagine, ha un ruolo molto importante nel metodo operativo di EVES a partire dallo studio grafico, fino a progetti d’immagine coordinanta, garantendo personalità e valore estetico ad ogni prodotto.

Il progetto nasce nel 2004 e si concretizza nel 2006 come una “Creative Corporation” per mezzo della mostra EVES 2006 (Loggia dei Banchi, Museo d’arte contemporanea di Villa Croce, sezione BAG Borsa Arte Giovane). Il suo intento è quello di indagare i linguaggi audiovisivi contemporanei decifrandone i codici espressivi al fine di creare un servizio di comunicazione culturale sostenibile anche a livello commerciale.

<strong>Servizi:</strong>

- Ricerca di nuovi linguaggi espressivi e loro diffusione, tramite il Web Mag.
- Agenzia Multimediale di servizio Audio & Video, per progetti di immagine coordinata.
- Concept per mostre ed eventi.
- Utilizzo delle nuove tecnologie per l’interazione uomo-macchina.
- Futura Netlabel . <a href="http://www.qoob.tv/i_am_eves">EVES Music</a> on QOOB.


<strong>EVES Staff</strong>

<strong> Art Direction & Design:</strong>
Cesare Bignotti (Genova 1981) grafico non convenzionale e artista visual audio, studioso del fenomeno dei graffiti e delle nuove arti contemporanee. Ha collaborato in progetti legati alla creatività per alcune tra le più prestigiose sedi di ricerca dell’arte contemporanea, tra le quali: Pompidou Center in Paris, Fondazione Bevilacqua La Masa, Shiodomeitalia Creative Center, Triennale di Mialno, Museo D'arte Contemporanea di Villa Croce, Genova.

<strong>Translations & Co.Curator:</strong>
Stefano Rusca (Genova 1985) in arte Detrocboi, laureando in Decorazione presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti è un illustratore e talent scout di giovani artisti. Queste sue attività si muovono su binari paralleli portandolo ad approfondire nuovi ambiti dell’arte visiva e ad evolvere il suo stile, oltre che a proporre concept originali per eventi ed argomenti di divulgazione. E’ corresponsabile della sezione “visions” di EVES dedita alla scoperta di nuovi talenti nel panorama delle arti visive, scrivendo articoli e occupandosi della gestione della comunicazione, in particolare con l’estero. 

<strong>Text editing:</strong>
Franziska Lietzmann (Wittenberg 1980), laureata in Storia dell’Arte, Storia e Germanistica in Germania nel 2009. Nel passato si è occupata di ricerca sui linguaggi narrativi e visuali nella Letteratura ed Arte Medioevale, del Grand Tour nell'Europa del Settecento e Ottocento e dell’estetica del Cinema fantastico. Nutrendo da sempre una passione per l’arte dello "storytelling" in ogni sua forma, preferisce lavorare interdisciplinariamente, orientando la sua attività alla pratica, p.e.: organizzare o partecipare a spettacoli teatrali ed eventi artistici. 
Al momento collabora con EVES per il Web Magazine, occupandosi di ricerca e stendendo articoli sull’ arte contemporanea.

<strong>Sound live:</strong>
Leonardo Barbadoro (Firenze, 9 dicembre 1987), è uno degli autori italiani più giovani e sperimentali di musica elettronica. Il suo stile è un'unione tra vari generi come IDM, Acid, Ambient e Breakcore. 

<strong>Multimedia:</strong>
Guido Moltalcini (Genova 1985), in arte Smider, artista audio/visivo laureato alla Facoltà di Informatica Musicale di Milano dirige il collettivo EVES nella sua parte multimediale e legata alle installazioni interattive e al Live Media.




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   <title>EVES Music Web Site</title>
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   <id>tag:www.evesart.it,2009:/eves//1.67</id>
   
   <published>2009-07-16T09:06:11Z</published>
   <updated>2009-10-27T14:57:58Z</updated>
   
   <summary>Siamo momentaneamente occupati nella relaizzazione del nuovo sito. Prossimamente EVES Music la parte attinente alla ricerca sonora, avrà un sito proprio, dividendosi da EVES in modo da offrire più contenuto e più professionalità nel campo dell&apos;immagine e del suono contemporaneo....</summary>
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.evesart.it/eves/">
      <![CDATA[Siamo momentaneamente occupati nella relaizzazione del nuovo sito.

Prossimamente EVES Music la parte attinente alla ricerca sonora, avrà un sito proprio, dividendosi da EVES in modo da offrire più contenuto e più professionalità nel campo dell'immagine e del suono contemporaneo. EVES Music è un collettivo artistico multimediale, che si occupa di ricerca e sperimentazione tecnologica di avanguardia: live elettronics, video installazioni interrattive, software autoprodotti, ricerca grafica e progetti di immagine coordinata.

La musica è un concetto astratto, in quanto tale ha bisogno di essere vestito con un valore estetico per dare impulso alla sua percezione e identità. L'ambiente ideale per vivere nella continua ricerca visiva e percettiva è l'ascolto di musica elettronica. 

<strong>EVES Music</strong>: <a href="http://www.qoob.tv/i_am_eves">http://www.qoob.tv/i_am_eves</a>
Link Provvisorio in attesa del sito ufficiale di EVES Music. 


<em>Music is an abstract concept, as such needs to be dressed by an aesthetic for boost its perception and identity. The ideal environment to experience continuous research in visual and perceptual listening is the electronic music. EVES Music is the section within EVES that deals with the search for esthetic Sound.</em> 

<strong>EVES Music</strong>: <a href="http://www.qoob.tv/i_am_eves">http://www.qoob.tv/i_am_eves</a>
<em>Provisional Link, pending the official site of EVES Music.</em>

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      Per tanto l&apos;attuale sito di evesart rimmarrà attivo, proseguendo la ricerca nelle nuove culture undergrond, proponendo eventi collegati a esse.

EVES Staff.
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   <title>EVES 2010</title>
   <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.evesart.it/eves/2009/05/eves_2010.html" />
   <id>tag:www.evesart.it,2009:/eves//1.66</id>
   
   <published>2009-05-28T11:31:51Z</published>
   <updated>2009-07-13T11:17:22Z</updated>
   
   <summary>EVES 2010 Mostra d’arte contemporanea sull’immagine e sul suono contemporaneo. Progetto a cura di: Bignotti Cesare / EVES Art Director. Web: www.evesart.it Allestimento Mostra &amp; Progetto Grafico: Bignotti Cesare &amp; EVES Vision. Media Video &amp; Web Publicity: Montalcini Guido ....</summary>
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         <category term="Projects" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   
   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.evesart.it/eves/">
      <![CDATA[<strong>EVES 2010</strong>
Mostra d’arte contemporanea sull’immagine e sul suono contemporaneo.
Progetto a cura di: Bignotti Cesare / EVES Art Director.
<strong>Web</strong>: <a href="http://www.evesart.it">www.evesart.it</a>

Allestimento Mostra & Progetto Grafico: <em>Bignotti Cesare & EVES Vision</em>.
Media Video & Web Publicity: <em>Montalcini Guido . EVES Corp</em>.
Relazioni Pubbliche estere: <em>Rusca Stefano . EVES Creative Corp</em>.


<strong>EVES Prevede:</strong>
EVES Visions: <em>Mostra di Arte Contemporanea - Palazzo Ducale</em>. 
EVES Music: <em>Mostra Sonora - Teatro della Tosse</em>.
EVES Cinema: <em>Proiezioni Video Art - Auditorium Galata, MuMa</em>.

Durata: 30 Giorni - Tramite l’acquisto di un biglietto unico sarà possibile visitare spazi dislocati in tutto il centro della città, come:

Palazzo Ducale, <em>dove verrà esposta la mostra di EVES Vision, saranno coinvolti alcuni tra i più significativi e importanti artisti del panorama indipendente internazionale</em>.

Teatro della Tosse, <em>dove verrà allestito un palco scenografico sul quale si esibiranno i nuovi autori della scena nazionale di musica IDM / Intelligent Dance Music. Uno spettacolo audio, da ascoltare, conservando il biglietto della mostra EVES Vision a Palazzo Ducale, si ha la possibilità di avere uno sconto sull'ingresso EVES Music, al Teatro della Tosse</em>.

Galata, MuMa, <em>dove avverranno le proiezioni video della scena indipendente Web, internazionale, (Spettacolo Gratuito per la promozione dell’evento EVES al Ducale).</em>

Nel progetto, saranno coinvolte alcune Gallerie d’Arte Contemporanea, con l’intento di intensificare il programma, per un ulteriore scoperta del contemporaneo e della promozione culturale della città di Genova. La mostra comprenderà al suo interno un Bookshop - una sala conferenze esterna alla zona Mostra e aperta al pubblico, dove avverranno: Workshop, incontri, dibattiti, presentazioni di libri e progetti aperti al pubblico e attinenti al programma della mostra.





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      <![CDATA[<strong>EVES Music Show</strong> 
Dove: Teatro della Tosse - Spettaco attinente alla ricerca del suono, il Teatro della Tosse, si è offerto di inserire EVES Music all'interno della sua programmazione, l'appuntamento in questione farà parte dell'evento generale, alimentando ulteriormente l'impatto mediatico del progetto mostra residente a Palazzo Ducale.

EVES significa Extraordinary Visions and Esthetic Sounds. Indaga sui linguaggi enigmatici ricercando i creativi di oggi inserendoli all'interno di progetti concreti e all'avanguardia. Crea concetti ed eventi che riguardano la ricerca nell’immagine e nel suono contemporaneo.

Il Progetto EVES Music Show è allegato all’evento EVES 2010 (evento di Atre Contemporanea  che si svolgerà presso Palazzo Ducale). EVES Music è una mostra sonora, un concerto di musica elettronica d’impronta Ambient & IDM - Intelligence Dance Music. EVES Music immerge lo spettatore all’interno di un mondo onirico, popolato da suoni e atmosfere uniche accentuate dalla forte estetica scenografica, costituita da installazioni di carta e giochi di luce e video prodotti degli artisti, Ufo5 & Useless Idea.

<strong>EVES Music</strong>: <a href="http://www.qoob.tv/i_am_eves">EVES Radio</a>

<strong>ARTISTI AUDIO</strong>
<img alt="Kollmorf%2520Widesen%2520EVES%2520Music.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/Kollmorf%2520Widesen%2520EVES%2520Music.jpg" width="500" height="250" />
<strong>Koolmorf Widesen</strong> -  Leonardo Barbadoro (Firenze, 9 dicembre 1987), è uno degli autori italiani più giovani e sperimentali di musica elettronica, in Italia. Il suo stile è un'unione tra vari generi come IDM, Acid, Ambient e Breakcore. Nel 2007 esce la sua prima release omonima per l'etichetta romana ECG. Nel maggio 2008 esce il promo del suo nuovo album "Melodies Fork Now" in uscita ad Febbraio 2009 per EVES.

<img alt="SMK.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/SMK.jpg" width="500" height="253" />
<strong>SMK</strong> è un duo costituito da un pianista jazz / Saimonk e da un compositore di musica elettronica Smider. Tutto ha ha inizio nel 2007 quando accidentalmente iniziò un progetto basato sull' improvvisazione del pianoforte su basi sintetiche di tamburo modificate, creando un mix tra IDM e Post Jazz. Smider è un ex batterista che attualmente studia la sintesi tra questi suoni e audio digitale. E 'stato responsabile di una corretta progettazione per vari videoclip, attualmente lavora in tempo reale applicazioni audio con un software personalizzato il S.noisePlug. Saimonk è un pianista jazz classico, il suo stile emerge nell'improvvisazione, da anni si dedica allo studio dello strumento e alla ricerca armonica.

<img alt="Useless%20idea%20Broken%20Sound%20EVES%20Music.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/Useless%20idea%20Broken%20Sound%20EVES%20Music.jpg" width="502" height="327" />
<strong>Useless Idea</strong> - La sua è una "musica umoristica”, dagli innesti rumorosi con suoni estetici e campioni originali. Il suo sound è conferma di ricerca e sviluppo, definito da critici e Dj produttori come un suono intelligente. Il suo live è al confine tra performance e musica dal vivo, un interessante esibizione ottenuta tramite la sonorizzazione di video disegnati, eseguiti e diretti dallo stesso Use.





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<strong>EVES Vision </strong>
<img alt="Skriepa%20EVES%20www.evesart.it.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/Skriepa%20EVES%20www.evesart.it.jpg" width="502" height="602" />
<strong>Skriepa</strong>. Olanda. All'età di 11 Collin ha cominciato a dèpingere per strada, anni più tardi ha frequentato l'accademia di belle arti, di Goes nei Paesi Bassi, dove ha appreso le antiche tecniche di pittura e la teoria per dipingere con la vernice. Nel 1996 si è laureato come miglior studente ed è stato accettato per un 4 anni di pittura e grafica a St.Lucas in Boxtel, Paesi Bassi. Ha studiato l'illustrazione per 4 anni e si è laureato con un titolo di bachelor nel 2004. Durante il periodo presso l'Accademia Collin e un paio di amici, hanno avviato una galleria per i giovani artisti. Dopo la laurea si è trasferito a Maastricht, il Nethelands e ha iniziato un nuovo progetto di galleria d'arte per il contemporaneo, situata nel centro città, Galerie Groen lLicht. Attualmente lavora come gallerista, illustratore e pittore. Collin Dal 2004 collabora a vari progetti nazionali ed internazionali, raggiungendo l'obbiettivo di sapere misciare assieme sia la tecnica pittorica accademica, che l'avvanguardia generaa dall'espressività della strada.


<img alt="Ericailcane%2B%20EVES%20www.evesart.it.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/Ericailcane%2B%20EVES%20www.evesart.it.jpg" width="502" height="238" />
<strong>Ericailcane</strong>. Italia. Ericailcane e' un ex-writer, attivo da anni a Bologna, ma è anche il nome di un Collettivo, il cui lavoro è l'insieme di svariati metodi espressivi: wall painting, video, incisioni, disegni, in tutti i linguaggi, i soggetti comuni che vengono rappresenti sono un mondo multiforme nel quale sono visibili le possibili influenze da La fattoria degli animali di George Orwell, dove personaggi dalle sembianze animali, vivono e raccontano per immagini una silenziosa fiaba dagli oscuri retroscena.

<strong>Web</strong>: <a href="http://www.flickr.com/photos/acornsgrow ">www.ericailcane.org </a>


<img alt="Acorn%20EVES%20www.evesart.it.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/Acorn%20EVES%20www.evesart.it.jpg" width="502" height="759" />
<strong>Acorn</strong>. Canada. Nelle sue illustrazioni Acorn dimostra una grandissima attenzione per il dettaglio, accompagnato da un grande amore per le atmosfere magiche di Hayao Miyazaki e una più generale influenza avuta dallo sterminato mondo dei manga.Nel piccolissimo spazio di un foglio da disegno Acorn crea un mondo cucito addosso ai suoi personaggi, sottoforma di decine di minuziosi, coloratissimi particolari, a sua volta, queste ricchissime figure sono inserite in spazi perlopiù naturali, che rendono il tutto rappresentazioni cariche di un forte, mistico, naturalismo. 

<strong>Web</strong>: <a href="http://www.flickr.com/photos/acornsgrow ">www.flickr.com/photos/acornsgrow </a>


<img alt="Useless%20Idea%20EVES%20www.evesart.it.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/Useless%20Idea%20EVES%20www.evesart.it.jpg" width="502" height="602" />
<strong>Useless Idea</strong>. Italia. Il suo interesse per l’arte emerge nel 1993, quando a tredici anni fu respinto dalla scena per le sue modalità espressive lontane dal purismo Hip Hop. Oggi continua questo percorso in modo spontaneo allontanandosi da ogni classificazione canonica e alimentando più che mai il bisogno di uno sfogo espressivo senza compromessi. In Useless Idea, emerge un originale e complicata ricerca estetico formale che ha alla base il continuo e inarrestabile rinnovamento di se stessa, nei suoi lavori il figurativo e l'astratto si fondono in un'unica cosa, elementi in grado di dare forma a uno stile grafico di impatto, forte e unico. Le sue opere sono state esposte in alcune dei principali centri d’arte contemporanea internazionale, tra i più significativi: Shiodomeitalia Crative Center, Shangai Art Museum, Triennale Milano, Pompidou Center in Paris. 
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<strong>Web</strong>: <a href="http://www.uselessidea.blogspot.com/">http://www.uselessidea.blogspot.com/</a>


<img alt="sHANNONKELLER%20EVES%20www.evesart.it.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/sHANNONKELLER%20EVES%20www.evesart.it.jpg" width="502" height="354" />
<strong>Shannon Keller</strong>. Stati Uniti. Shannon Keller fa parte di una numerosa cerchia di disegnatori americani, accomunati da una sola parola: “weird”(bizzarro). E’ uno stile che nel folto mondo sotterraneo statunitense abbraccia svariati campi dell’arte, dalla musica fino alle arti visive. Shannon Keller reinterpreta con un tratto ricco e dettagliato le figure umane, le deforma senza renderle mostruose, le rende più graziose, in qualche modo attraenti e allo stesso tempo repellenti, è questo il grande segreto della weird art, è un’enigma indecifrabile e anche per questo risulta estremamente intrigante. 

<strong>Web</strong>: <a href="http://www.flickr.com/shannonkeller ">http://www.flickr.com/shannonkeller </a>


<img alt="Basik%20EVES%20Curator%20Bignotti%20Cesare%20%282%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/Basik%20EVES%20Curator%20Bignotti%20Cesare%20%282%29.jpg" width="500" height="381" />
<strong>Basik</strong> It was 1977, while both disco music and punk ruled the world, I started my own life's journey during a -hot as usual- italian summer. Since childhood I spent much more time on paper than playing soccer as most of other italian kids did; this could be weird in some ways (for any italian "mr. Smith"), but who cares? Painting fascinated me and I just wanted to do it.

When I was 12 I saw for the first time some strange paintings on a wall of my city: that was the time I met and discovered Graffiti (or much more correctly Writing), one of the most important things I've dealt with in my whole life. Being a writer has become massively for about ten years -and more- my way, it's been the reason why I passed hours and hours sketching and many nights outside on mission, getting frozen by cold weather.

2001: time to push things forward. Feeling limited about letters and spraycans, I put my whole attention to characters, evolving that figures I often painted next to my pieces. So, I began a research about lines, shapes and solid aspects of the colours, using human bodies as a message of my concepts. Now I can focus on play with colours' matter, which is powered by the large range of signs I can create as I put a different touch and sensibility on works. Human lines become idealized, renewed and unreal, strokes become like bones of the figure, matter turns into flesh.

I love to put my works on useless and broken items, giving them a new dimension and a new dignity. The work itself gets stronger by the eroded support.

<strong>Web</strong>: <a href="http://www.basikinstinkt.com">http://www.basikinstinkt.com</a>



<img alt="Detrocboi%20EVES%20www.evesart.it.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/Detrocboi%20EVES%20www.evesart.it.jpg" width="502" height="397" />
<strong>Detrocboi</strong>. Italia. Detrocboi è un giovane illustratore, nel suo lavoro compare un insieme variopinto di linguaggi e influenze del disegno, i quali sono tati assorbiti in anni di esperienze con l'obbiettivo finale di creare un proprio stile. Il mondo di Zeta Zero Zap, è quello che egli esprime nelle sue "illustrazioni", una rappresentazione ideale della realtà, nella quale il modernariato POP e il costume etnicho, si mescolano a personaggi e creature di fantasia, con il risultato di uno stile unico, New POP. 

<strong>Web</strong>: <a href="http://www.flickr.com/detrocboi">http://www.flickr.com/detrocboi</a>


<strong>LA LISTA DEGLI ARTISTI NON E' ANCORA COMPLETA - VERRA' AGGIORNATA QUANDO SI DEFINIRA' UNA DATA CON LA FONDAZIONE PALAZZO DUCALE.</strong>

Poichè molti artisti e sponsor, anche se interessati non hanno potuto dare disponibilità immediata senza sapere una data precisa e la durata dell'evento in questione.]]>
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   <title>Arte 2.0</title>
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   <id>tag:www.evesart.it,2009:/eves//1.65</id>
   
   <published>2009-05-26T18:36:56Z</published>
   <updated>2009-05-30T22:50:07Z</updated>
   
   <summary>Arte 2.0 Mercoledi 17 Giugno dalle ore 10.30 alle ore 19 Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova. Presentazione multimediale Audio &amp; Video: Paesaggio Sonoro a cura di Smider - EVES Music Label, progetto a cura di Leonardo Barbadoro...</summary>
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         <category term="Events" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   
   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.evesart.it/eves/">
      <![CDATA[<strong>Arte 2.0</strong> Mercoledi 17 Giugno dalle ore 10.30 alle ore 19 Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova.

Presentazione multimediale Audio & Video: Paesaggio Sonoro a cura di Smider - EVES Music Label, progetto a cura di Leonardo Barbadoro & Cesare Bignotti - EVES Vision Creative Corporation, progetto a cura di Cesare Bignotti & Stefano Rusca.

Convegno a cura di: Cesare Bignotti & Guido Smider.

Ingresso Libero.

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      <![CDATA[<strong>Temi trattati da Bignotti Cesare  </strong>
La rivoluzione Digitale, trasformazione del modo di vivere. 
Il Web alla portata di tutti - Soggetto Autonomo & Utente Passivo.
Che cosa sono il Web - World Wide Web & la Web Art.
Informazione interattiva & Condivisione della conoscenza. Net Art - l'utilizzo di Internet come principale strumento di ispirazione. 
Arte Digitale & Video Art - Internet come supporto per la fruizione dei contenuti, evoluzione, modificazione e addattamento per mezzo dell'evoluzione informatica che la Rete Web propone. 
Net Art come strumento per evolvere il Web, sistemi di interazione e comunicazione.
L'interazione tra Arte & ITC - Interactive Tecnology of Comunication - Tecnologia interattiva per la comunicazione.

<strong>EVES Music </strong> - "Vestire" la musica di un valore estetico per dare impulso alla sua percezione e identità. Ricerca visiva e percettiva nell'ascolto di musica elettronica.
Anteprima del progetto grafico di EVES Music.

<strong>EVES Vision</strong> - Ricerca della creatività, per mezzo del Web.


<strong>Temi trattati da Smider </strong>
La rivoluzione delle applicazioni Wireless applicate alle installazioni multimediali.
Realizzazione di installazioni tramite l'utilizzo della Rete.
Midi & Open SOund Control a confronto (OSC) Protocol.
UDP Protocol and TCP Protocol, breve introduzione sul Bluetooth. 

<strong>Neural</strong>: installazione multimediale generativa che sfrutta il protocollo OSC per permettere la comunicazione tra due macchine che autogenerano audio e video. 

<strong>Wiizen</strong>: installazione interattiva che permette la modulazione di audio e video in tempo reale tramite il telecomando della console Nintendo. Sfrutta OSC sia in invio sia in ricezione e utilizza Bluetooth.

<strong>Noiseplug</strong>: applicazione modulare in tempo reale che permette la connessione all'interno di una rete virtuale nata per le performance live di musica elettronica. 

<strong>SMK Live</strong>: una performance live di musica elettronica & Post Jazz  che sfrutta la rete per inviare comandi Midi in pacchetti OSC e generare video in base alle note suonate dal pianista.]]>
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   <title>Other </title>
   <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.evesart.it/eves/2009/04/ektor.html" />
   <id>tag:www.evesart.it,2009:/eves//1.63</id>
   
   <published>2009-04-23T20:48:35Z</published>
   <updated>2009-05-23T10:08:32Z</updated>
   
   <summary>Non sempre la novità piace, ma in alcuni casi ciò che non é usuale, ha la capacità di creare stupore e interesse, anche se semplice nell&apos;esecuzione e nell&apos;idea. Quello che vi mostreremo in questo articolo, é un abilità nella sperimentazione,...</summary>
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.evesart.it/eves/">
      <![CDATA[Non sempre la novità piace, ma in alcuni casi ciò che non é usuale, ha la capacità di creare stupore e interesse, anche se semplice nell'esecuzione e nell'idea. Quello che vi mostreremo in questo articolo, é un abilità nella sperimentazione, un qualcosa che per molti potrà sembrerà superfluo, ma che in realtà, per altri è un qualcosa da valorizzare, la ricerca è personale e in alcuni casi, come nel nostro è anche parte di un percorso intimo e spontaneo.

Testo a cura di: Bignotti Cesare.


<strong>JOE.83</strong>
<img alt="JOE83%20EVES%20interview%20by%20bignotti%20cesare%20%288%29%2B.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/04/23/JOE83%20EVES%20interview%20by%20bignotti%20cesare%20%288%29%2B.jpg" width="486" height="360" />
Sono un ragazzo ho 25 anni, provengo da un piccolo paesino della Polonia. Considero il mio lavoro pittura, all'aperto e al chiuso. 

Non posso dire chiaramente se quando ho iniziato a fare arte, vi sia stato un momento particolare in cui si sentivo come un nuovo percorso, ho sempre disegnato e dipinto sin da quando posso ricordarlo. Un giorno c'è stata una rottura in quel che facevo, questo successe una sola volta un pò di tempo fà, da quel giorno qualcosa è cambiato nel mio modo di esprimermi ed ora spero che sia sempre così. 

Mi sono laureato alla scuola d'arte e durante il mio sviluppo artitico ho ricevuto molte influenze artistiche, ma la principale influenza è una costante osservazione. Credo che sia impossibile non essere influenzati da ciò che ci circonda. 

Vedo il mio lavoro applicato a diversi media. La questione non è capire quali, ma come. Purtroppo non ho avuto ancora la possibilità e la voglia di affiancare altre discipline artistiche al mio lavoro, ma sono interessato a comprare e di imparare a suonare l'armonica. Ho quasi dimenticato, che come adolescente ho osato produrre e registrare musica rap.

Nel mio lavoro non vi è alcuna trasmissione di contenuto. Ci sono alcune opere che hanno un messaggio specifico, ma principalmente, non voglio dire nulla di più di quello che uno spettatore può leggere attraverso i suoi occhi. Per la realizzazione delle mie opere utilizzo principalmente, vernici, carta e plastilina. 

Ho fatto un progetto comune insieme a ZBK, che è stato esposto a Praga e Londra in alcune mostre importanti e alcune collettive, tra cui quella internazionale di composizione a Wroclaw, in Polonia. 

Non leggo molto. Per quanto riguarda la musica, racentemente ne ascolto di varia, come: Quinn Walker, Arthur Russell, David Bowie...Ciò che ho letto e ascoltato ha influenzato la mia produione artistica. Sono un fan della navigazione veloce su Internet, il flusso di informazioni veloci si adatta molto bene alla mia persona.

<strong>Web:</strong> <a href="http://www.flickr.com/photos/joe83">JOE.83</a>



<strong>USELESS IDEA</strong>
<img alt="useless%20idea%20EVES%20interview%20by%20Bignotti%20Cesare.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/04/25/useless%20idea%20EVES%20interview%20by%20Bignotti%20Cesare.jpg" width="500" height="390" />
Puntualizzo che non sono un writer conforme agli standard di ciò che viene oggi inteso come writing, pur essendo cosciente di questo, mi sento writer a tutti gli effetti. Sono 16 anni che segno il territorio con la mia tag, ovunque vada. Ho sempre studiato le mie lettere, con l’intento di evolverle, possiedo righe di quaderni con mirati studi, alfabeti, prospettive, forme, idee, disegni. Le mie lettere apparentemente possono sembrare semplici, ma al contrario, sono continui perfezionamenti associati a differenti tipologie di stile e studio di font.

Ci sono le lettere a Diamante, (eseguite a Spray), lettere a Origami, (preferibilmente eseguite a Pennello), poi ci sono le lettere a Raggio Laser o a Costellazione, (che eseguo con scotch, vernice e spray Fluorescenti), mentre l’ultimo studio riguarda le lettere a Shadow Painting, eseguite a rullo per il font e a spray per l’ombra.

Una delle caratteristiche più importanti del mio rapporto con le lettere è l’atteggiamento nei confronti dell’azione, come l’istintività, che è ben visibile nei font a Diamante eseguiti solo in out line, (preferibilmente privi di riempimento).

La ricerca del segno è dovuta al forte interesse nei confronti dei primi tentativi di writing degli anni 60 – 70.

Mi ha sempre affascinato l’idea che i primi writers non avessero idea di ciò che stessero facendo, agli inizi non esisteva uno stile “canonico”, non essendoci regole al di fuori dello scrivere il proprio nome, i writers dell’epoca sperimentavano, ingrandirono le dimensioni del proprio nome tag, aggiungendo idee, come Spessori, Pass, Loop, 3D. Era una ricerca, una vera ricerca grafica dettata dall’insistenza e dall’istinto di chi sapeva osare. Con questi obiettivi ho iniziato a scrivere in modo personale, una ricerca individuale che oggettivamente non voleva essere bella, il suo obiettivo era ed è quello di evolversi pezzo dopo pezzo. Non ho mai dipinto con l’intento di fare qualcosa che potesse piacere a qualcuno. Anche nelle tag ho adottato la stessa attenzione, nonostante queste cambiassero negli anni, la forma e la grafia era possibile ricondurle alla stessa persona.

Un altro aspetto del mio lavoro, riconducibile al writing primordiale è la ricerca del tratto con lo spray, utilizzo spray vecchi e originali come quelli da carrozzeria, con tappini vintage, con i quali non puoi regolare facilmente la pressione e il tratto dello spruzzo, se vuoi dare un certo tipo di “estetica” devi farlo con gli stessi mezzi. Possiedo spray da carrozzeria di ogni tipo e marca, i miei preferiti sono le Very Well, violentissime sia nel tratto che nell’odore di vernice da carrozzeria. Con quegli spray eseguivi roba veramente cruda, cruda ma vera.

<strong>Web:</strong> <a href="http://destroytheuseless.blogspot.com/">Destroytheuseless</a>




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   <title>Anatomy Expressionism </title>
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   <published>2009-02-18T19:49:31Z</published>
   <updated>2009-10-27T15:04:03Z</updated>
   
   <summary>. EVES Web Magazine Number Seven: 18/4/2009 Interviews with: Gubia &amp; Andy Gilmore Espressionismo Anatomico Viviamo in un’epoca in cui l’elevata velocità dei mezzi di comunicazione ci permette di trascendere la nostra natura fisica, siamo veloci e viviamo in modo...</summary>
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<span style="font-family:arial;font-size:180%;color:#3366ff;">EVES Web Magazine</span>
<span style="font-family:arial;color:#cc33cc;">Number Seven: </span>
<span style="font-family:arial;"><span style="font-size:85%;color:#333333;">18<span style="color:#999999;">/</span>4<span style="color:#999999;">/</span>2009</span></span>

Interviews with: 
Gubia & Andy Gilmore


<strong>Espressionismo Anatomico</strong>

Viviamo in un’epoca in cui l’elevata velocità dei mezzi di comunicazione ci permette di trascendere la nostra natura fisica, siamo veloci e viviamo in modo veloce, siamo fermi e allo stesso tempo siamo ovunque, rispetto la corporeità che ci caratterizza rendendoci, nostro malgrado, lenti rispetto a ciò che abbiamo creato. In questo caos di parole, segni, numeri e azioni, che ci lampeggiano di fronte agli occhi, dove va a finire la fisicità, che fine ha fatto il corpo umano?

L’idea del corpo è rinchiusa nell’ideale dell’autoperfezionamento per insoddisfatti cronici? E’ diventato soltanto un “tanto al chilo” per la pornografia? Cosa è successo al corpo, che in migliaia di anni di storia dell’arte ne è stato al centro. Il corpo umano è ancora presente è vivo, non è stato sconfitto dalle macchie, dall’astrattismo, e da altri cento anni di avanguardie storiche. Bisogna avere la vista aguzza per scorgerlo nelle molteplici trasfigurazioni che sono apparse nello sviluppo delle arti visive, dall'Espressionismo a Francis Bacon, fino alla Body art. Il corpo umano oggi é l’unica lettera di un alfabeto artistico volto a stupire. 

I due artisti che presentiamo trattano la materia umana in modo differente l’uno dall’altro, l’elemento comune é la trasformazione della fisicità, la resa espressiva della carne, dei muscoli, di ciò che compone un corpo, piuttosto che la rappresentazione universale del corpo, nelle loro opere é il particolare che prende il sopravvento, mutando, adattandosi, evolvendosi, diviene soggetto.

Testo a cura di: Rusca Stefano 
Selezione artisti e interviste a cura di: Bignotti Cesare 

<strong>English Text:</strong> <a href="http://eves-eves.blogspot.com/2008/10/eves-web-art.html">EVES Blog</a>

<strong>Gubia</strong> 
<img alt="Gubia%20eves%20bignotti%20cesare.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/02/18/Gubia%20eves%20bignotti%20cesare.jpg" width="459" height="500" />

Ho 24 anni sono di Guayaquil, Ecuador. Ho sentito di fare arte quando avevo 17 anni, iniziando a dipingere e disegnare in prevneza ritratti, con riferimenti all'immagine di famiglia, aggiungendo a questi una componente di dramma, in modo da renderli con sembianze di ossessione.

Percepisco il pensiero della pittura come un mezzo per comunicare cose che non ho potuto articolare ed esprimere in diverso modo. Nel 2005, mi sentivo come se le cose e i miei pensieri stessero uscendo, come succede nella vita, anche nell'arte arrivi a un punto in qui devi fare "carriera", devi crescere. Ho ricevuto attenzione grazie al Web, Internet e offre una buona visualizzazione per free-lance. Da poco si è conclusa la mia prima mostra personale, qui in Guayaquil, sento questo come un evento, sarà questa mostra a rendere le cose ufficiali, dopo anni che sono stato invitato a partecipare a spettacoli sparsi in tutto il mondo, dopo avere pubblicato su numerevoli artbooks, ed esposizioni on-line... vedo questa mostra come un debutto, non come qualcosa di privato e segreto, come di solito accade.

Sono consapevole di avere ricevuto innumerevoli influenze, la maggior parte delle quali, le ho ricevute da amici artisti on-line, Internet mi ha permesso di verificare i loro progressi e condividere qualcosa con loro, questa è la chiave, influenze inconsce.

La mia produzione artistica fino ad ora è limitata a medie dimensioni, in prevalenza su carta, poiché funziona bene sulla carta, mi piacerebbe lavorare su grandi superfici prendendo vantaggio dai materiali stessi. Quando disegno sono molto prolifico.

Ho unito la musica alla fotografia, come nella pittura, sono autodidatta sia nell'uno che nell'altra. Sono interessato a lavorare con tutti i supporti visivi, a volte uso la fonetica per migliorare l'espressione di ciò che faccio. La scultura è un altro media espressivo, lavoro con fili e porcellana, pittura digitale, progetto immagini in movimento su un muro e passo dopo passo, le registro, ma devo ancora capire come presentare questo lavoro alle gallerie.

<img alt="Gubia%20EVES%20Bignotti%20Cesare.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/02/21/Gubia%20EVES%20Bignotti%20Cesare.jpg" width="493" height="225" />

Quello che cerco di comunicare è quasi sempre un tentativo di provare e vedere chi sono, la creazione di un personale punto di vista su ogni argomento, la vita. Non sono interessato a rendere le cose chiare o dire qualcosa di rilevante, non ho niente da dimostrare, ci sono molte possibilità e modi di commentare un dato argomento, inoltre, la mia pittura ha a che fare con un essere umano. creatura. per l'anno prossimo vorrei introdurre qualche assurdo, strano tipo di umorismo nel mio lavoro, che tratti la fonetica e il visivo, penso che manchi questo in quello che ho prodotto fino ad ora.

Per dipingere utilizzo diversi materiali: acquerelli, vernici a olio, carta, tela, pennelli, marcatori solubili in acqua , gouache bianco, pastelli morbidi, inchiostri, matite colorate, carbone, le penne e la graffite sono i materiali più utilizzati. Penso di mischiare sia il digitale che l'analogico per diversi mezzi di comunicazione, ultimamente sto cercando di fare uscire questo da ciò che faccio.

Ho preso parte a diverse mostre, per la maggior parte si trattava di collettive, ho appena avuto una esposizione in Portland, Oregon alla Ear Gallery, a Hong Kong si è svolta la promozione di un artbook inglese circa la ritrattistica contemporanea. Ho contribuito donando due pezzi per un progetto riguardante la scrittura e la legge, ho condiviso una mostra con un artista tedesco, Estella Mare, a Monaco di Baviera svolta dalla galleria Culver City, ho partecipato a mostre in California a New York sulla ritrattistica contemporanea. Ho ricevuto un invito a partecipare ad un evento internazionale sulla libertà di espressione come uno diritto umano che si è svolto a Toronto, in Canada e un altro lavoro per Amnesty International.

<img alt="Gubia%20EVES%20Interview%20by%20Bignotti%20Cesare.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/02/21/Gubia%20EVES%20Interview%20by%20Bignotti%20Cesare.jpg" width="508" height="500" />

Raramente leggo libri, guardo per lo più film e ascolto musica. La mia attenzione è interessata a tutto ciò che ha un sogno dentro, osservo tutto come se si fosse mezzi-svegli, con tranquillità e un approccio rivoluzionario, ripetitivo e giocoso, ultimamente non ho ascoltato musica che mi piaccia particolarmente, esiste molta musica ignara che si scontra con la mia percezione a causa del suo cattivo gusto, tra le cose che ascolto voglio che coinvoglino anche i pensieri delle persone e i loro stili di vita. A volte immagino il mio approccio alle cose come un antropologo.

Cose come recensioni di alcuni filmati e registrazioni possono stimolare in me idee. Ma parlando con alcuni gruppi di creativi è emerso che in molti usano principalmente la musica per mantenere vivo il disegnare o il dipingere.

La comunicazione moderna, per il più delle volte fà emergere un abuso di essa, all'interno della società.

Web: <a href="http://gubia.neurasthenic.net">Gubia Neurasthenic</a>

Intervista a cura di: Bignotti Cesare / EVES Ottobre 2008. ]]>
      <![CDATA[<strong>Andy Gilmore </strong>
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Mi chiamo Andy Gilmore, ho 34 anni, sono di Rochester, New York. Da ragazzo ho assistito mio padre mentre disegnava il ritratto di un cavallo eseguito a memoria, è stato sorprendente come egli potesse creare questa illusione di forma e luce, senza nessuna linea di riferimento, fisica o fotografica. Quel momento mi scosse a tal punto da dare il via al disegno come esperienza di mano, occhio e mente, la mia attenzione si soffermò su questi aspetti.

Il disegno mi ha portato a lavorare come un artista macchinoso, oppure come tecnico di stampa e Foto ritocco, mentre l’illustrazione si presta a commissioni occasionali. Mi sono addestrato al lavoro, venendo con il tempo a conoscere gli strumenti del mestiere e della progettazione, le idee e le applicazioni sviluppate in un corpo di lavoro che ora occupa il mio tempo di giorno, mentre il disegno occupa il mio tempo di notte. 

<img alt="Andy%20Gilmore%20_%20EVES%20Bignotti%20Cesare%20_%20Stefano%20Rusca%20%282%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/03/18/Andy%20Gilmore%20_%20EVES%20Bignotti%20Cesare%20_%20Stefano%20Rusca%20%282%29.jpg" width="502" height="400" />

Lo sviluppo artistico del mio lavoro ha avuto un influenza artistica in un’estate, mi trovavo sulla montagna Adirondack, è possibile considerare a mia produzione artistica come esperienza di disegno, per vestire il design nella musica, questo è ciò a cui si presta la mia produzione. 

<img alt="Andy%20Gilmore%20_%20EVES%20Bignotti%20Cesare%20_%20Stefano%20Rusca%20%283%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/03/18/Andy%20Gilmore%20_%20EVES%20Bignotti%20Cesare%20_%20Stefano%20Rusca%20%283%29.jpg" width="502" height="400" />

Anni fa, ho rilasciato una serie di CD-R ", e una manciata di tracce di chitarra strumentali, sull’etichetta carbonrecords, Web: <a href="http://www.carbonrecords.com">www.carbonrecords.com</a> - Presto pubblicheranno una nuova registrazione nel corso del prossimo anno. La cosa strana è che mi esercito in rare occasioni. 

Ho anche svolto il ruolo di curatore grazie all'arte e alla musica per lo spazio A \ V uno spazio espositivo chiuso nella fiera della città di Rochester. Operare con diversi media ha reso il mio lavoro in direzioni che non sono mai riuscito ad'anticipate. Mi piacerebbe molto progettrare soluzioni in architettura, per il design dell'ufficio, lavorare con il metallo e con i tessuti.

<img alt="Andy%20Gilmore%20_%20EVES%20Bignotti%20Cesare%20_%20Stefano%20Rusca.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/03/18/Andy%20Gilmore%20_%20EVES%20Bignotti%20Cesare%20_%20Stefano%20Rusca.jpg" width="502" height="695" />

Tra gli strumenti e materiali che utilizzo: Penne a Sfera, Matite colorate, Carta, Photoshop e Illustrator. Ho esposto il mio lavoro in Gallerie a Rochester e LA. Leggo Non-Fiction in primo luogo e ascolto molto. Senza la comunicazione tramite Web, non avrei vivere come faccio oggi, specialmente senza e-mail. 


Web: <a href="http://birdbrid.blogspot.com">Andy Gilmore</a>

Intervista a cura di: Bignotti Cesare / EVES Ottobre 2008. ]]>
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   <title>Koolmorf Widesen New Album</title>
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   <published>2009-02-04T19:50:21Z</published>
   <updated>2010-05-29T16:54:08Z</updated>
   
   <summary> Melodies fork now - New Album by Koolmorf Widesen. Listen Preview: Press release Anticipato nel Maggio 2008 da un promo, esce per EVES il secondo album di Koolmorf Widesen: Melodies Fork Now. Un lavoro completo ed allo stesso tempo...</summary>
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.evesart.it/eves/">
      <![CDATA[<img alt="Kollmorf%20Widesen%20EVES%20Music.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/02/04/Kollmorf%20Widesen%20EVES%20Music.jpg" width="500" height="250" />
<strong>Melodies fork now - New Album by Koolmorf Widesen.</strong>

<strong>Listen Preview:</strong>
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<strong>Press release </strong>

Anticipato nel Maggio 2008 da un promo,  esce per EVES il secondo album di Koolmorf Widesen: Melodies Fork Now. Un lavoro completo ed allo stesso tempo asciutto, senza ombra di dubbio più maturo. Sono stati due anni intensi quelli che separano questo nuovo lavoro dal timido esordio dell'omonimo disco uscito per ECG nel 2007: un intensa attività live (Inghilterra, Scozia, Belgio, Austria e Italia, dove Koolmorf ha condiviso il palco con artisti come: Apparat, Dj Spooky, The Bug, per citarne alcuni. All'attività live si è affiancata una altrettanto intensa attività di composizione minuziosa. Ed è forse qui che si possono trovare origine le due pulsioni che animano il nuovo lavoro dal titolo, Melodies Fork Now: un disco che prende forma e fisicità della jungle più nervosa e dai nuovi ritmi break-core, dell’electro-acid e della dubstep; da una parte emerge la predilezione per un suono analogico, dall'altra invece l'anima più intellettiva della musica di ricerca digitale, in perfetta armonia con imprevedibili incursioni ambient, generate della composizione tradizionale ed elettroacustica per archi e pianoforte. Non ultima una ricca serie di citazioni cinematografiche che gli ascoltatori più attenti potranno ritrovare in tutta la durata del disco. Un disco quindi, ricco di influenze, di contaminazioni e sperimentazione. 

A cura di Dimitri Berti



<strong>Elettro Wave Challenge 2009</strong>
Finale categorie: Dj Producer Drum'n Bass - IDM

Line UP: ST&P vs. KILL REF vs. NOXIUS vs. KOOLMORF WIDESEN 
2 Magggio - Ex Wide - Pisa.

<strong>Other Dates:</strong>
15/16 - Re:festival - Oudenaarde - Belgio - Koolmorf Widesen - DMX Krew - 808 State - Cylob - Doubtful Guest - Bit Shifter - Mochipet & Rotator... 

30 Maggio - Arcadia - Vicenza 
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      <![CDATA[<strong>
RECENSIONI KOOLMORF WIDESEN</strong>

"...This album is a special one – that kind of albums you are constantly in search for for years. “Melodies Fork Now” by the Italian genius Leonardo Barbadora aka Koolmorf Widesen is one of these. Music that goes new unknown paths, music that pleases your ears and soul. Music that merges different musical directions and let them shine in a new light.. “Melodies Fork Now” is a wonderful musical experience, a kind of cinematic album dispersing a kind of concept album feeling. Its an album with two faces, representing the genius of its artist, on one side you have these wonderful cinematic soulful experimental chamber music flavoured with wonderful piano, violin and experimental guitar. On the other side you have tracks with fast experimental electronica, breackcore, dubstep, jungle and drum and bass sounds produced with mainly analogue gear. But both directions fit together perfectly, the different sounds of this album Music harmonise together because of its genius arrangement and intelligent producing. But there is much more, you can feel that this music comes straight out of Leonardo' s heart, so these soulful compositions will please your ears and can also be heard with your heart. Two worlds collide and create a never heard before sound and mood. A wonderful album, a risky mission that turns out in one of the most beautiful albums of the year.My favourite album – 100% approveable.."
<strong>CUEMIX MAGAZINE</strong>

"Ecco quello che posso definire un disco indispensabile. Un talento giovanissimo evidentemente cresciuto “dentro” la musica, artista che dimostra di essere prima di tutto un musicista che ha ben appreso le nozioni di melodia e ritmo e che sa tradurre in musica elettronica le sue idee con precisione e sentimento.
Questo “Melodies Fork Now” è un concentrato apocalittico di molteplici derivazioni stilistiche, studi sui generi e concreta applicazione sulle strumentazioni..."
<strong>ELECTRONIQUE.IT</strong>

"..Ha un tratto aphexiano il promettente Leonardo Barbadoro e lo fa convivere adeguatamente con un'intensa matrice elettroacustica. Tra IDM e contemporanea, e sappiamo quanto può essere labile il confine, con grande sensibilità e dote produttiva..."
<strong>BLOW UP</strong>

"...Leonardo Barbadoro, in arte Koolmorf  Widesen, è il classico esempio di bambino prodigio; nato nel 1987 e con già due album all’attivo, oggi è acclamato da molti cultori della musica elettronica come l’erede di Aphex Twin.  Tra la lunga serie di epiteti che gli sono stati appioppati dalla stampa specializzata mi limito a citare “pioniere di un genere che Aphex Twin aveva appena assaggiato”, “maestro di tecnica e gusto della divisione del tempo” e  “talento giovanissimo cresciuto dentro alla musica”. Se volessimo usare un'immagine per descrivere questo disco, potremmo dire che è come un bicchiere di cristallo che cade a terra e si rompe in mille piccoli pezzettini. La puntigliosità e la cura per il dettaglio sono maniacali; ogni canzone è composta da un'infinità di “schegge” sonore che si frantumano, si sovrappongono e dopo un'istante svaniscono. Armoniosamente...Questo disco è parecchio sottovalutato. Non da chi lo ascolta, sia chiaro (il net è pieno di appassionati che dopo aver ascoltato questo disco gridano al miracolo), ma dalla solita logica mainstream che preferisce commercializzare una certa elettronica di caratura di gran lunga inferiore..."
<strong>MPNEWS.IT</strong>

"...In Italia la musica elettronica è presente. Non parlo di discoteche o rave, parlo di musica elettronica di qualità elevatissima. Se si deve far rientrare “Melodies Fork Now” in un qualche genere per indirizzare chi ancora non ha avuto il piacere di ascoltarlo si può farlo rientrare nella breakcore, le sonorità sono quelle del già citato Aphex Twin in “Drukqs”, ma qui Koolmorf Widesen dà l’impressione di voler approfondire ciò che Aphex ha assaggiato, creando con attenzione maniacale tracce composte da frammenti sonori attentamente misurati. La bravura di questo giovanissimo ragazzo sta proprio nell’attenzione che mette nei dettagli. Ogni cosa è al suo posto, ogni elemento che va a formare il pezzo influisce in modo determinante alla sua completa riuscita. Ascoltandolo si ha l’impressione che ogni suono non possa essere creato in modo migliore, come se cambiando anche solo un piccolo particolare il fluire della traccia venisse interrotto irrimediabilmente rovinando tutto..." 
<strong>INDIE FOR BUNNIES</strong>

"...un progetto a dir poco originale e assai intellettuale, dove, già dal primo ascolto, si percepisce una certa classe ed estetica del suono; Koolmorf Widesen ci assegna un percorso musicale di 12 tracce curatissime, in cui elementi assai diversi tra loro si integrano perfettamente; è un album puramente elettronico permeato da un’ anima e un’ intelligenza chiaramente rock; il rock con la “R” maiuscola, e da qui non si scappa.
<strong>UNDERGROUNDATTACK.IT</strong>

"...beat intrecciati, multiformi e carichi di bassi, melodie affascinanti e cangianti, nonché brani pianistici ispirati da grandi pionieri della musica contemporanea, quali ad esempio John Cage. E' eccellente la scelta, l’originalità e la cura dei suoni, così come si conferma di assoluta eccellenza la partecipazione di Andrea L. Cito al violino, già protagonista nel precedente lavoro di performance straordinarie...."
<strong>AUDIODROME.IT</strong>

"...La sua chimica sonora è perfettamente godibile da ogni lato la si osservi. Sicuramente il dato più maturo di “Melodies Fork Now” è quello ritmico: Koolmorf potrebbe tenere lezioni di “tecnica e gusto della divisione del tempo”. È un cattedratico del 4/4, ne fa quello che vuole come un prestigiatore o, meglio, un mago. Siamo di fronte ad un disco di IDM in cui la I è molto grossa, l'ispirazione innegabile e il piacere d'ascolto assicurato..."
<strong>SALTINARIA.IT</strong>

"...Se la passione per l’elettronica di nuova concezione è indiscutibile, in questo album vengono a galla anche le lezioni più serie della musica d’avanguardia, contemporanea ed elettroacustica. Una eccellente ricerca sui suoni che sbigottisce per la capacità di assemblaggio e di evoluzione. Con un collaboratore altrettanto eccellente come Andrea Cito (violino in Doppelgänger e A Trial Swan I Toy), Barbadoro compie un passo fondamentale nella direzione più sincera dell’IDM..."
<strong>FARDROCK</strong>

"...Circoscrivere un songwriting come quello di Leonardo sotto la dicitura IDM, nonostante i molti possibili sbocchi ed i confini 'ampliabili' del filone stesso, suonerebbe in un certo qual modo riduttivo, tante sono le influenze attraverso le quali spazia il Nostro. Si tratta di un lavoro ricco di influenze, contaminazioni e sperimentazione sottolineando la bontà di un'opera compatta pur nel suo essere variegata, segno di una maturità artistica invidiabile che si somma a dei suoni davvero notevoli ed alla grande abilità in fase di arrangiamento. E fa piacere sapere che gli artisti validi e capaci in un settore difficile, dove la sperimentazione è spesso pretestuosa e fine a sé stessa, li abbiamo in casa, senza bisogno di guardare sempre all'estero: prendete nota e ponetevi fiduciosi all'ascolto della musica di Koolmorf Widesen." 
<strong>DARKROOM MAGAZINE</strong>

"...fa piacere quindi ritrovare quelle parti di violino che arricchivano anche il debutto omonimo e lasciarsi trasportare per tre quarti d’ora di grande elettronica tra sprazzi di drum’n’bass, jungle, synth acidi, intermezzi pianistici e una cura per arrangiamenti e dettagli che riflettono la dedizione e l’impegno di chi nella musica ci vive..."
<strong>ROCKLAB.IT</strong>

"...E' un progetto che va ben oltre i confini nazionali il secondo album del fiorentino Koolmorf Widesen, all'anagrafe Leonardo Barbadoro, autore di uno straordinario lavoro con questo "Melodies Fork Now" edito per la piccola ma alcontempo grande EVES. Già darvi un contenitore entro il quale fare entrare questo lavoro è difficile, perchè dirvi elettronica sarebbe riduttivo e soprattutto svilente per un lavoro che va oltre il confine dell'elettronica intesa nei termini tradizionali. Un lavoro che nei salotti della musica eclettica europea figurerà tra i migliori dischi del 2009..."
<strong>TROUBLEZINE.IT</strong>

"...Secondo album di Leonardo Barbadoro, in arte Koolmorf Widesen, Melodies Fork Now è la prova sonora di un’evoluzione eccellente: elettronica allo stato puro, emozionante, vibrante. Da una parte il suono che esce da questo disco è evidentemente elaborato, pensato, frutto di lavoro e riflessione; dall’altra è altrettanto evidente la fisicità della musica, le elaborazioni musicali in “Melodies Fork Now” arrivano dritte alla gola e allo stomaco come un pugno, ma un pugno che vale la pena di sentire..."
<strong>EXTRA MUSIC MAGAZINE</strong>

"...Но все же музыка KOOLMORF WIDESEN остается очень сложной и тонкой субстанцией, зачастую подверженной неожиданным звуковым мутациям и переменам в настроении. Согласитесь, соседство на одном альбоме трагической скрипичной ("Doppelganger") или клавишной ("Candlestick") классической музыки и экспериментального брейкора ("K21") с примесью электро ("Bob") можно трактовать как паранойю гениального музыканта или как вызов слушателю-обывателю. Что ж, если вы готовы принять вызов KOOLMORF WIDESEN и с одинаковым удовольствием слушаете брейкор, джангл, эмбиент и классику, то, быть может, альбом "Melodies Fork Now" вам очень и очень понравится..."
<strong>MACHINIST MUSIC</strong>

"...The rhythms are sometimes mixed with quickly as well sequence of acid analogue sounds making together with drums the highly explosive chemical reaction..."
"...Ритмы, порой, перемешаны с такой же быстрой чередой кислотных аналоговых звуков, вступающих с барабанами во взрывоопасную химическую реакцию.
Скоростная и отвязная часть альбома переплетается со спокойными эмбиентными темами, на передний план в которых выходят инструменты симфонического оркестра..."
<strong>SOUNDPROECTOR.COM</strong>

"...Hinter diesem kryptisch anmutenden Namen verbirgt sich ein gewisser Leonardo Barbadoro aus Florenz – ein klassischer Musiker, der sich sein Wissen um die Klangerzeugung unter anderem per Studium aneignete. Und es scheint eine Gesetzmäßigkeit vorzuherrschen, in der gerade akademische Musiker sich immer etwas auf ihre Kopf verlassen. Das Problem: Viele der Stücke wirken zwar modern und ausgefallen, aber es fehlt das Bauchgefühl. Das ist bei Koolmorf Widesen aber gottlob nicht der Fall. Zugegeben, die Stücke sind alles andere als einfach zu handhaben – der Musiker wechselt zwischen sphärischen Soundscapes, vertackten Industrial-Rhythmen und surrealen Versatzstücken – und dennoch macht „Melodies Fork Now“ ein sehr authentischen Eindruck. Das liegt auch vielleicht daran, dass Barbadoro Stücke entwirft, die so wirken, als habe der Italiener nie etwas anderes gemacht. Das Ergebnis ist ein in sich geschlossenes Werk mit überraschenden Sounds, die selten aus Computerprogrammen und Synthesizern herausgekitzelt wurden, und einer sehr verschrobenen Atmosphäre..."
<strong>ELEKTRAUMA.DE</strong>
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   <title>The Contempory Expression</title>
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   <published>2008-11-22T10:26:09Z</published>
   <updated>2010-07-07T10:18:23Z</updated>
   
   <summary>. EVES Web Magazine Number Six: 22/11/2008 L&apos;aspetto estetico nell&apos;arte è in qualche modo fenomeno di un apparente disettenzione di ciò che stà dietro alla creazione, ovvero l&apos;idea, il concetto, la personalità, la scarnificazione dell&apos;estetica è un qualche cosa che...</summary>
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<span style="font-family:arial;font-size:180%;color:#3366ff;">EVES Web Magazine</span>
<span style="font-family:arial;color:#cc33cc;">Number Six: </span>
<span style="font-family:arial;"><span style="font-size:85%;color:#333333;">22<span style="color:#999999;">/</span>11<spanstyle="color:#999999;">/</span>2008</span></span>

L'aspetto estetico nell'arte è in qualche modo fenomeno di un apparente disettenzione di ciò che stà dietro alla creazione, ovvero l'idea, il concetto, la personalità, la scarnificazione dell'estetica è un qualche cosa che viene sempre meno utilizzato, nel disegno; ciò sembra fare intendere che la creatività debba essere per forza di cose al servizio dell'estetica e alla merchè dello spettatore. Con questo articolo sostengo la necessità per alcuni, di esprimersi, l'immettere energia nel fare un qualcosa, qualunque cosa essa sia,  per il primo piacere di chi la fà e non di chi osserva.

Testo di: Bignotti Cesare - EVES Creative Corp.


<strong>Olivier Kosta Théfaine.</strong> . <strong>Stak</strong>
<img alt="Oliver%20Stak%20EVES.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/10/13/Oliver%20Stak%20EVES.jpg" width="488" height="326" />

<strong>Eglisgh Text</strong>: <a href="http://eves-eves.blogspot.com/2008/12/stak.html">Stak</a>

Sono nato nel 1972 nella periferia ovest di Parigi. Quando ero un bambino disegnavo molto, alla fine degli anni 80 ho iniziato a scrivere il mio nome sui muri della città e nel 1995 ho avuto la mia prima mostra.

Sicuramente ho ricevuto delle influenze specifiche nel corso della mia crescita artistica, ma posso dire che la più grande influenza l’ho ricevuta dal luogo in cui sono nato, mi considero come un puro prodotto della città, e il mio lavoro ha le sue radici in questo.Considero la mia produzione artistica Ironica e politica

Oltre alle esperienze artistiche legate a un linguaggio puramente visivo, sono anche un cuoco. Mi considero un artista, faccio mostre… Se mi si chiede se sono in grado di customizzare oggetti per case di moda  la mia risposta è solo una “No, grazie”.

<img alt="STAK%20EVES%20%284%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/12/04/STAK%20EVES%20%284%29.jpg" width="510" height="334" />

Nel mio lavoro non c’è un solo messaggio, ce ne sono molti, Per capire meglio bisogna semplicemente leggerli, nel mio lavoro gioco con i codici ed i clichè della cultura popolare. Uso i linguaggi ed i codici delle città e delle loro province, cambiandoli o modificando il loro significato cosicché possa essere capito da un pubblico più ampio. La mia riflessione è basata essenzialmente sulla riabilitazione degli spessi poco considerati elementi che compongono la città. Il fascino che subisco dalle province è diventato una passione essenziale per il mio lavoro quotidiano; la città è la musa, la spinta per la mia ispirazione artistica. Provo a decifrare un mondo screditato, attraverso semplici ed ironici meccanismi che poi faccio confluire nelle gallerie d’arte.

<img alt="STAK%20EVES%20%281%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/12/04/STAK%20EVES%20%281%29.jpg" width="510" height="680" />

Introducendo il linguaggio popolare nel “cubo bianco”, uso i tanti clichè della provincia, gioco con la verità e distorco gli elementi della cultura pop. Mi burlo di me stesso; mentre gli altri portano la cravatta e cercano di migliorare le proprie buone maniere a tavola, io sono orgoglioso di essere un chav al 38% e lo affermo forte e chiaro. Il mio lavoro è più ironico che serio, confermo il mio orgoglio dell'appartenere all’universo concreto delle province, al confine tra glam e pop.

I materiali che usano dipendono dal messaggio che voglio dare, posso usare mezzi economici, come vernici con brillantini, o fiamme d’accendino, così come mezzi più costosi come luci al neon, non ho regole. Ho fatto moltissime Mostre, sia in Francia che all’estero, sono anche rappresentato da una giovane galleria piena di energie la A.L.I.C.E. di Bruxelles

Leggo principalmente riviste e libri sull’arte contemporanea. Per la musica ascolto musica gabber, coldwave, flamenco.Tempo fa la musica hardcore olandese era una grande influenza per me. La comunicazione moderna sembra il modo migliore per essere famoso in poco tempo. Non c’è bisogno nemmeno di uscire di casa. Gli artisti che mi piacciono sono troppi per menzionarli tutti, ma loro sanno chi sono.

Web: <a href="http://www.olivierkostathefaine.com/">olivierkostathefaine</a>

<strong>New Homes Lost</strong>
<img alt="Grim%2520EVES%2520New%2520Home%2520Lost.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/10/24/Grim%2520EVES%2520New%2520Home%2520Lost.jpg" width="488" height="326" />

<strong>Eglisgh Text</strong>: <a href="http://eves-eves.blogspot.com/2008/12/new-home-lost.html">New Homes Lost</a>

Il nostro è un tentativo di spiegare il mondo che ci circonda e invade, ma non con l’intento di dare delle risposte, dato che credo non ce ne siano.

E’ più come una collezione di frammenti, di pezzi di un puzzle che non verrà mai ultimato. Non sarai mai in grado di vedere dietro le facciate del sistema in cui sei intrappolato, anche se involontariamente ne fai parte; ci vuole moltissimo lavoro intellettuale per averne una conoscenza più ampia, per trovare alcune parti delle spiegazioni. Credo sia necessario coinvolgere il corpo come un’estensione di se stessi che invade e sonda questo mondo, devi avere fiducia della tua consapevolezza sia fisica che psicologica.

In un certo senso credo che New Homes Lost sia questo, il risultato fisico del desidero di spazi dove sia possibile creare qualcosa di nuovo; spazi dove vedi come il sistema, che credi sia invincibile, in realtà potrebbe non esserlo. Bisogna solo trovare i punti giusti dove puoi fargli perdere l’equilibrio, per vedere la costruzione di questo mondo attraverso il suo disfacimento.

Guardare davvero da vicino gli edifici crollare potrebbe essere l’unico modo per vedere come e perché sono stati costruiti e scoprire quanto sia stato inutile in relazione a quello che vorremmo davvero. In delle piccole crepe potrebbe essere possibile scoprire quanto è essenziale trovare uno spazio vuoto, da riempire con l’immagine di un’utopia sempre sfocata e in evoluzione; e anche rendersi conto della necessità di negare ed opporsi allo status quo. New Home Lost potrebbe essere un archivio; quello che vedi sul sito è una parte del materiale raccolto attraverso gli anni, non sono sicuro che sia il modo giusto di mostrare queste cose, è un sito semi pubblico dato che attraverso i motori di ricerca non è accessibile.

Oltre alle foto, ho molto materiale video e penso di poterne fare un libro con DVD per aprire gli archivi a chi è interessato, ma non sono in grado di raccogliere i soldi per questa release e temo che non riuscirei a distribuirla nel modo giusto. Ci sono alcuni punti che non mi convincono, ho sentito molte descrizioni a riguardo, reazioni di varie persone e questo mi toglie un po’ di sicurezza, anche perché il fenomeno delle esplorazioni urbane ha degli aspetti che non sempre condivido e sarei infastidito se ne venissi assimilato, inoltre trovo la fotografia artistica dei luoghi abbandonati noiosa nella maggior parte dei casi.

<img alt="New%20Home%20lost%20_%20EVES%20_%20www.evesart%20%283%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/11/22/New%20Home%20lost%20_%20EVES%20_%20www.evesart%20%283%29.jpg" width="500" height="332" />

<strong>Quanti luoghi esplorate ogni anno? Come venite a conoscenza dei luoghi che esplorate?</strong>

Dipende da diverse cose, come:
a) la mia condizione (che è abbastanza instabile), influiscono la salute, il tempo a disposizione, la motivazione.
b) avere qualcuno che venga con me (non sempre, mi piace anche andare solo) nei luoghi pericolosi o quando non ho voglia di parlare da solo; in più mi piace che ci siano legami e fiducia in chi ti accompagna in queste situazioni.
c) se viaggio (non lo faccio abbastanza), odio la città in cui vivo, ma la lascio poche volte, il mio raggio è limitato usando la bici come principale mezzo di trasporto
d) la situazione metereologica, è principalmente un problema nei luoghi sotterranei, ma anche per gli spostamenti in bici.

Non conto i posti che ho esplorato, ma credo varino tra i 10 e i 30 ogni anno, dò un’occhiata ai posti passando per caso quando scopro che sono disabitati, altre volte entro in posti che mi interessano anche se c’è gente dentro, altre volte sono gli amici a segnalarmi i luoghi, io sono contro l’uso dei satelliti per generare le mappe e quindi non uso mai risorse del genere.

New Home Lost è un gruppo variabile formato da me e i miei amici.

<strong>Non credi che esplorare luoghi abbandonati possa essere molto pericoloso?</strong>

Lo è o può esserlo sicuramente, ho avuto due pesanti avvelenamenti da amianto finora.

<img alt="New%20Home%20lost%20_%20EVES%20_%20www.evesart%20%286%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/11/22/New%20Home%20lost%20_%20EVES%20_%20www.evesart%20%286%29.jpg" width="500" height="332" />

<strong>Sei mai finito nei guai durante le tue esplorazioni?</strong>

Siccome amo praticare l’arte della “furtività” e dello “svanire” non sono mai stato fermato da polizia o guardie di sicurezza, anche se spesso ho dovuto nascondermi o scappare. L’esperienza più esaltante è stata quando sono salito sul tetto di un complesso di uffici attraverso i condotti della ventilazione; mentre ero sul tetto godendomi la vista una macchina della sicurezza stava venendo verso l’edificio, le guardie sono corse fuori e sono entrate, salendo verso di me, sono riuscito a scendere attraverso i condotti mentre stavano percorrendo le scale.

<strong>Quali sono le tue sensazioni quando entri in un luogo abbandonato e mentre lo esplori?</strong>

Prima di tutto sono molto curioso, qualche volta spaventato dato che temo di finire nei guai, in ogni caso i miei sensi sono attivi fino all’estremo; dopo un po’ inizio a sentirmi male perché il posto in cui mi trovo potrebbe essere distrutto presto, salgono la rabbia e la frustrazione per il “mondo Esterno” che si insinua ovunque e questo mi fa impazzire. Quel che rimane sono solo memorie dentro di me e sulle mie mani, oltre alle foto o ai video.

<strong>Qual è il posto più strano che hai visitato? Ne hai delle immagini da condividere con noi?</strong>

Non so decidere, perché tutti i posti che ho visitato fanno parte della nostra vita quotidiana in qualche modo. I posti interessanti sono quelli dove non avresti mai dovuto essere, ad esempio il sistema fognario con le fragole che galleggiavano su un mucchio di escrementi (http://42loop.de:8888/less-public/1135), i tunnel che collegano le varie sezioni di un ospedale costruito durante la crisi economica, la stanza per le autopsie di un laboratorio medico con i suoi armadietti frigoriferi per contenere feti o mutazioni, l’interno dei condotti di ventilazione ricoperti da spessi strati di ragnatele e polvere (http://42loop.de:8888/less-public/798), le camere di combustione delle centrali elettriche, più grandi di qualsiasi stanza dove ho vissuto (http://42loop.de:8888/less-public/791), gli hangar sotterranei, enormi e bui, che custodivano gli animali macellati quando ancora non esitevano le celle frigorifere (http://42loop.de:8888/less-public/1131), i saloni bruciati del mercato con tutta la merce in cenere (http://42loop.de:8888/less-public/109), i padiglioni abbandonati dell’Expo2000, incredibile esempio di architettura usa e getta (http://42loop.de:8888/less-public/1053)

<img alt="New%20Home%20lost%20_%20EVES%20_%20www.evesart%20%282%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/11/22/New%20Home%20lost%20_%20EVES%20_%20www.evesart%20%282%29.jpg" width="500" height="333" />

<strong>In alcune immagini ho notato delle composizioni simili ad assemblaggi dadaisti, realizzati con oggetti trovati sul luogo, è una tua pratica usuale o capita raramente?</strong>

In New Homes non amo l’idea di lasciare segni, come tag, o rifiuti, ma qualche volta assemblo le cose che trovo per rappresentare cosa sento. L’immagine di cui parli, quella con la pecora morta è stato fatto in un antico forte ad Alessandria, ed è composto da 4 elementi, la scritta “famiglia” fatta col carbone, un ibrido tra una pecora quasi mummificata e un passeggino arrugginito, una gabbia per uccelli vuota appesa ad un chiodo della parete e una colonna bianca con una radice secca rivolta verso l’alto. Appena finito ho dovuto scappare perché un cane da guardia mi aveva trovato, non so se avrei disfatto tutto, quindi potrebbe essere ancora intero. In generale mi piace poca arte fatta nei luoghi abbandonati e specialmente non amo le tag o i graffiti, che appartengono alla strada.

<strong>So che Grimm è anche un artista di graffiti, cosa puoi dirci del tuo stile, del tuo bisogno di dipingere? Da dove arriva, hai avuto qualche influenza?</strong>

Non entrerò nella discussione di cosa è graffiti e cosa no, ero un writer quando ero un ragazzino, ma ho smesso di credere nell’hip hop quando ho capito che non ero una persona di colore e che quindi quel che facevo io era un’invenzione dell’industria pop.

Sono stato nei boschi per un po’ e poi mi sono trasferito in una grande città, lì ho sentito il bisogno di ricominciare a fare writing. Non semplicemente scrivendo il mio nome, ma come un tentativo di liberare la mia rabbia, provocata dal luogo in cui mi trovavo, ho iniziato numerose campagne (http://42loop.de:8888/less-public/675), e dopo un po’ le cose che facevo erano state adottate da tutti, si chiamava street art e la amavano tutti, ho cercato di far capire che non si tratta solo di un nome, una tag, un logo, ma che era una forma di agitazione, che al contrario della propaganda dovrebbe purificare dall’ideologia collettiva e lasciare spazio al pensiero individuale.

Ho partecipato a varie mostre e pubblicazioni su libri, ad un certo punto mi sentivo davvero frustrato, ho compreso che pochi si erano resi conto del significato di quel che facevo e che molti altri lo facevano solo per fare carriera, soldi o per essere popolari. C’è solo un writer che ammiro davvero, lo fa da sempre ed è stato in carcere per anni, dato che non smetteva di fare writing ogni notte, si evolve sempre ed ora scrive i nomi di altri writer e delle crew in modo semplicissimo, con spray nero, trovo sia un’idea geniale e quindi ho iniziato ad imitarlo.

<strong>Hai anche un progetto musicale, la tua musica suona apparentemente caotica e rumorosa, ho pensato che fosse connessa a New Homes Lost, come se fosse un corto circuito con la calma apparente dei luoghi abbandonati, oppure un contrasto con essa, la rappresentazione della violenza del nostro mondo, quello al di fuori dei luoghi abbandonati, puoi dirci qualcosa in più? Registri mai i suoni dei luoghi che visiti per usarli nella tua musica?</strong>

Tutto ciò che faccio è collegato, i miei progetti audio vengono dalla stessa fonte di tutto il resto, alcune registrazioni usate per TOTSTELLEN (http://telenautik.de/grimm/totstellen) sono state fatte in luoghi trovati durante le mie esplorazioni. Molto spesso il concept di alcune tracce o dell’intera release è basato sulle registrazioni di una costruzione, per esempio la parte acustica del progetto TUNNEL BRUECKE, che è stato registrato interamente nella struttura di un ponte stradale. Siccome i suoni che uso sono tutti registrati sul luogo non c’è da meravigliarsi che siano legati a New Homes Lost.

Non sono d’accordo quando dici che la mia musica suona rumorosa e caotica, perché è anche molto calma e strutturata talvolta, dipende da cosa avevo in mente o dai risultati dei miei esperimenti acustici che ho fatto per generare i suoni.

Di certo non mi importa delle strutture musicali, che ci sono state imposte fin dalla nascita, ma ogni tanto appaiono solo per affondare nel rumore di uno schianto, che non è altro che un’altra struttura musicale che risuona nelle nostre orecchie da anni. Non oso dichiarare cosa è musica e cosa no, durante gli anni passati ho definito TOTSTELLEN come ambineti sonori basati su field recordings concreti, pulsanti come industrie che lavorano continuamente e calmi come i luoghi abbandonati che spariscono nello sviluppo accelerato delle città. La percezione egocentrica nello spazio urbano e sociale. 

Web: <a href="http://42loop.de:8888/less-public/667">New home lost</a>

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      <![CDATA[<strong>108<strong>
<img alt="108%20EVES.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/10/09/108%20EVES.jpg" width="488" height="326" />

Dal 1999 circa lavoro come 108. Sono nato e vivo in una città di quasi 100.000 anime del Piemonte chiamata Alessandria, grigia e sempre più morta. Non c’è il mare qui, solo vecchie fabbriche chiuse e la cosa più bella è la nebbia. Per alcuni anni mi sono spostato a Milano, ma è stato anche peggio. Ora vivo di nuovo ad Alessandria, in una vecchia casa del centro, in cui ho anche il mio piccolo laboratorio dove dipingo, costruisco cose e suono...Negli ultimi anni, per gran parte del tempo, sono stato in giro per il mondo come Artista.

Ho studiato Design al Politecnico di Milano, pensavo che non avrei mai finito, detestavo quel posto e ciò che studiavo. Purtroppo andare avanti per strade sbagliate fa parte del mio percorso. Dopo 9 anni, il giorno del solstizio d’inverno, sono riuscito a chiudere quel periodo deprimente. Ora odio il 90% del Design. Il mio processo creativo emerge di solito quando cammino per strada, mi piace camminare, ma se è possibile, preferisco farlo nei boschi, in collina o in montagna.

<img alt="108%20EVES%20%281%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/12/04/108%20EVES%20%281%29.jpg" width="510" height="368" />

Penso troppo e ho letto parecchi libri di svariati argomenti. Le idee migliori provengono dai sogni, soprattutto incubi, visioni molto veloci dove non ho il tempo di capire realmente ciò che "vedo". Queste immagini surreali mi danno la spinta iniziale per disegnare, a volte traccio automaticamente, altre volte scrivo ciò che ho “visto” per non dimenticarlo, ma solo dopo giorni, addirittura mesi, forse, trovo una buona forma da raffigurare nel disegno, di solito molto semplice con significati interni a me conosciuti o sconosciuti, così facendo inizio a lavorare su tale forma, idea.

Negli ultimi anni sono stato invitato a svariati eventi internazionali all’interno di Gallerie e Musei, svariate esperienze che hanno avuto un loro inizio concreto a Parigi nel 2004 fino a portarmi in mostra alla Biennale a Venezia nel 2007 e nel 2008 a Los Angeles. A volte è stato interessante partecipare a queste esposizioni ufficiali, altre volte per niente.

<img alt="108%20EVES%20%282%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/12/04/108%20EVES%20%282%29.jpg" width="510" height="406" />

Sono sempre stato un soggetto dal carattere frustrato, non sono una persona positiva e quello che faccio di solito mi aiuta a esternare quello che ho dentro. Ho momenti di gioia totale e periodi di buio completo. Quando mi vengono fatte richieste particolari, non inclini al mio carattere, ne soffro, sono una persona molto sensibile. Con il tempo è successo che anche il mio lavoro è iniziato a essere frustrante, proprio perchè ha cominciato a prendere le sembianze di un "lavoro", per evitare l'appiattimento, ho cercato di tagliare tutti i compromessi tra arte e lavoro, limitandomi e a fare solo quello che voglio. Non mi piace lavorare con le Gallerie, da loro non ho mai ricevuto un soldo, forse morirò povero, pazienza. C'è chi pensa che la mia arte sia molto difficile da capire, di fatti essa viene recepita da anni come uno dei più estremi lavori di “post-graffiti”, sono orgoglioso di questo. Credo che cose come la frustrazione e l'angoscia siano parte integrante del mio lavoro, forse addirittura la sua ispirazione stessa.

Negli ultimi 8-9 anni ho sempre lavorato in luoghi per lo più sconosciuti, prenndo ispirazione da lavori di altri artisti, ma cercando di mantenete un impronta mia andando dove solo io volevo e dove nessuno sembra essere ancora stato. Questa è la cosa più difficile, perchè è molto complicato perfezionare qualcosa di nuovo e inaspettato, per questo motivo ho deciso di mettere la tecnica in secondo piano, prediligendo la sperimentazione. A volte mi capita di osservare miei lavori di alcuni anni fa, ai miei occhi appaiono grezzi e incompleti, ma a prescindere da ciò, sono quasi sempre soddisfatto di ciò che vedo. Lavorando in questo modo si hanno solo soddisfazioni personali, purtroppo, sarebbe sicuramente molto più facile emergere coprando l’ultimo numero di Juxtapoze - Magazine di Street Culture Americano - copiare qualche lavoro di qualche mediocre artista, anche male, per avere un riscontro in Italia. Questo, non fa per me.

Negli ultimi mesi ho avuto la fissazione di una forma ovale nera. Una forma sbilanciata verso il basso, pesante, collegata al numero 3, al cerchio, alla ruota e a tutti i suoi significati, una forma che è diretta conseguenza del triangolo nero - altra forma che ho utilizzato in più lavori -Ogni volta c’è qualche piccola variazione. La realtà è che quando scopro una forma che per me è quasi “perfetta” trovo soddisfazione a disegnarla e a perfezionarla fino a quando non ne trovo un’altra. Dipingo solo per me, i miei lavori, anche quelli pubblici non hanno alcuna valenza sociale positiva. Sono un individualista. Realizzo i miei lavori in luoghi pubblici perchè mi piace, trovo che habbiano molta più energia. Ovviamente lavorando all’aperto faccio comunicazione e in un certo senso anche politica, ma dato che penso che la maggior parte della gente sia troppo stupida, non mi interessa realizzare lavori semplici facilmente comprensibili da tutti. Non coloro i muri per rendere la città meno grigia è una battaglia persa a cui non sono interessato, perciò dipingo tutto di nero.

<img alt="108%20EVES%20%283%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/12/04/108%20EVES%20%283%29.jpg" width="510" height="210" />

Preferisco realizzare i miei lavori velocemente. Il tempo più importante è quello che spendo a pensare e ad'aspettare che le idee si presentino da sole. Non ho mai avuto simpatia per i gran lavoratori, i secchioni e gli sgobboni, di solito la vita di questa gente è vuota e poco interessante, come i loro lavori. Preferisco la roba grezza e spontanea. Le dimensioni sono un’altra fregatura. Ora tutti si sono messi a dipingere su grandi superfici, anche a me è capitato molte volte. Ma è ovvio che lo stesso disegno ingrandito ha tutto un altro impatto, trovo molto più difficile realizzare un bel segno di pochi centimetri con un solo colore.

Provo stima per molti artisti dell’Europa contemporanea, persino per qualche asiatico. Non sono interessato al baraccone americano. In Italia mi piace il lavoro di AIX - Aris - lo trovo raffinato e spirituale, Dem con cui collaboro spesso è uno dei pochi a fare figurativo che mi emoziona per davvero, naturalmente mi piacccino molto i lavori degli altri OK, la Crew di cui faccio parte.

Per "altri OK" intendo personaggi come Peio o Pira666, direi che è scontato nominarli in quanto sono cresciuto con loro e ci siamo ispirati luno con l'altro, non solo artisticamente, troppo profondamente per poterlo spiegare a parole. E' impossibile al momento nominare tutti gli OK poichè sono molti e sparsi in tutta Europa; come Diry, che risiede a Berlino, oppure Fiat alle isole Svalbard, oppure Punto, che sta a New York, altri sono in Cina.

Il gruppo OK si formò nel 1999 dall'unione della PRC con gli AKS, l'intento era quello di formare una crew dai risvolti "esoterici", formata da gente simpatica con l'hobby delle pitture verticali e con un piede fuori dal mondo reale.

Il lato "grafico" è solo uno degli aspetti del mio lavoro. Ci sono produzioni tridimensionali che sono legate a un'aspetto visuale moto più concettuale, ultimamente stò lavorando su alcuni video, ma è tutto in fase di sperimentazione, uno degli aspetti più conosciuti assieme a quello visivo è la ricerca "sonora".

Ho un Background Punk Hardcore ( ancora oggi suono in un gruppo HC ) ma come nei graffiti a finire degli anni '90 ho incominciato a interessarmi a cose più strane e "organiche". A partire dal 1999 ho realizzato alcune cassette e alcuni CDr in tirature ultra limitate. Questa serie di lavori, vengono firmati con il nome di LARVA. Il Progetto Larva, si esprime attraverso un noise puro composto da strati di progressivi di rumore e drones astratti, fino ad arrivare a lavori di ambient elettronici.

Mi piace ricreare atmosfere cupe ed evocative, senza l'idea di una vera e propria canzone, lavorare con la vernicie o con il suono, per me è uguale. Ho un progetto Dark Ambient parallelo, che condivido con un amico chiamato CORPOPARASSITA. Ascolto di tutto ma preferisco lavorare con uno stile di suoni molto aperti alla sperimentazione, un aspetto che considero autentico ed europeo.

Web: <a href="http://www.108nero.com/">http://www.108nero.com/</a>


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   <title>Geometric Concept</title>
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   <published>2008-11-15T09:32:20Z</published>
   <updated>2010-06-09T15:37:46Z</updated>
   
   <summary>. EVES Web Magazine Number Five: 15/11/2008 Interviews with: Graphic Surgery - Annex CT &amp; Kurz Intervista a cura di: Bignotti Cesare / EVES Ottobre 2008. GRAPHIC SURGERY English text: Graphic Surgery Ci chiamiamo Gysbert Zijlstra e Erris Huigens, entrambi...</summary>
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<span style="font-family:arial;font-size:180%;color:#3366ff;">EVES Web Magazine</span>
<span style="font-family:arial;color:#cc33cc;">Number Five: </span>
<span style="font-family:arial;"><span style="font-size:85%;color:#333333;">15<span style="color:#999999;">/</span>11<spanstyle="color:#999999;">/</span>2008</span></span>

Interviews with: 
Graphic Surgery - Annex CT & Kurz 

<span style="font-size:85%;">Intervista a cura di: Bignotti Cesare / EVES Ottobre 2008. </span></p><p><span style="font-size:85%;"></span></p><p><span style="font-size:85%;">

<img alt="EVES%20Web%20Mag%20N.5%20_%20www.evesart.it.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/11/15/EVES%20Web%20Mag%20N.5%20_%20www.evesart.it.jpg" width="472" height="668" />

<strong>GRAPHIC SURGERY</strong>
<strong>English text</strong>: <a href="http://eves-eves.blogspot.com/2008/11/graphic-surgery.html"><span style="color:#339999;">Graphic Surgery</span></a>

Ci chiamiamo Gysbert Zijlstra e Erris Huigens, entrambi abbaimo 30 anni. Siamo nati nello stesso mese, ci sono solo 4 giorni di differenza dalle nostre date di nascita. Entrambi viviamo e lavoriamo in Amsterdam, nei Paesi Bassi.

Fin da quando eravamo molto giovani il nostro stile è stato influenzato dal disegno e dall'assemblaggio di collage di linee e forme "geometriche". Si è iniziati a creare Arte & Design ai tempi dell'Accademia d'arte. Entrambi eravamo interessati allo stesso linguaggio visivo, ispirandoci da simili immagini come: graffiti, architettura, arte, e naturalmente la città, questo è il motivo per cui abbiamo cominciato a lavorare insieme. In un primo tempo escusivamente a  lavori e progetti scolastici, ma infine, nel 1999, si è iniziato sempre insieme ad affiancare la nostra ricerca alla pittura e al disegno grafico facendo opere per vari clienti.

<img alt="Graphic%20Surgery%20EVES%20www.evesart%20%283%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/11/15/Graphic%20Surgery%20EVES%20www.evesart%20%283%29.jpg" width="500" height="315" />

Nuovi percorsi sono stati presi da quando abbiamo "scoperto" nuove tecniche, come ad esempio la fotografia: Lavoriamo in una camera oscura e facciamo collage con le nostre immagini e textures su un foglio, in modo da manipolare le foto. Dopo questo primo passaggio è venuto il momento dello scanner, e successivamente la fotografia digitale. Combiniamo questi passaggi con l'utilizzo di Software come Photoshop e Illustrator, questo passaggio contemporaneo, ci ha portato verso nuove direzioni. La stampa a schermo: ci ha dato al possibilità di "dipingere con le foto", e di appricare la pittura alla grafica. La foto incisione è una tecnica sulla quale abbiamo iniziato a lavorare di recente, ancora dobbiamo valutarne la sperimentazione. L'interactive Media è una delel cose che ci interessa di più recentemente, perche ci permette di lavorare al fianco di alcuni Programmatori e Interaction Designer, un unione tra Design & Ingegneria informatica. Inoltre, il nostro nuovo stagista lavora con noi sul linguaggio dei media interattivi è difficile spiegare esattamente che cosa si intende con media espressivo, ma speriamo di poterlo mostrare un giorno.

<img alt="Graphic%20Surgery%20EVES%20www.evesart.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/11/15/Graphic%20Surgery%20EVES%20www.evesart.jpg" width="444" height="526" />

Durante il nostro sviluppo artistico abbaimo ricevuto diverse influenze, è naturale ricevere modifiche lungo il proprio cammino. Comunque le più influenti derivano dall'Arte & Design, si vede attorno per le strade della città, da altri Artisti, dai libri e il mondo intorno a noi è una costante ispirazione. Arte in spazi pubblici, </span><a href="http://www.stick-it.nl/"><span style="font-size:85%;color:#339999;">http://www.stick-it.nl</span></a><span style="font-size:85%;">, Stencil Revolution, POP Art, sono stati tutti grandi fenomeni di inspirazione per noi, anche se è importante fare emergere che non abbiamo mai voluto essere parte di una particolare scena o sottocultura.

Siamo solo al punto di partenza della nostra "carriera" artistica. Vogliamo lavorare multi-disciplinari sulla grafica e sul linguaggio dell'arte, stampare e applicare le nostre visioni su architettura e mobili, ricreando situazioni e installazioni interattive.

<img alt="Graphic%20Surgery%20EVES%20www.evesart%20%20%2B.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/11/15/Graphic%20Surgery%20EVES%20www.evesart%20%20%2B.jpg" width="469" height="518" />

Uno di noi ha lavorato come Signmaker, facciamo Workshop che hanno l'obbiettivo di svolgere un insegnamento in materia di disegno e pittura. Oltre a ciò abbiamo entrambi un paio di anni di esperienza in studi di Design Grafico, che ci hanno formato. Salvo che vogliamo fare il nostro lavoro, invece di lavorare per un padrone.

Il nostro lavoro è adatto a vestire tutte le applicazioni di differenti mezzi di comunicazione. Prima di tutto, abbiamo sempre provato a lavorare con materiali diversi e tecniche per creare le nostre immagini, fare Grandi Pitture - Screenprints - Collage e Wall Paintings, ma adesso ci sentiamo come se dovessimo trovare altri modi per interagire con lo spettatore. Ad esempio c'è finalmente la possibilità di sperimentare con immagini animate e film. Ci interessa creare impianti e Media interattivi.

Dare un messaggio, si tratta di una questione difficile. Non specificamente attraverso la nostra arte, ma più attraverso il nostro modo di vivere. In realtà noi vogliamo semplicemente fare quello che ci sentiamo di fare. Tramite il nostor lavoro non abbiamo mai avuto intenzione di voler dire qualcosa per alle persone.

Tra gli strumenti che utilizziamo ci sono soprattutto molti materiali. Su ciò che è grafico applichiamo chirurgia su tutto. Il nome vi suggerisce che usiamo scalpello, forbici, strumenti per effettuare lavori di grafica per così dire. L'elenco dei materiali è troppo lungo per raccontarlo a parole scritte.

</span><a href="http://4.bp.blogspot.com/_Sj-V3LW7jKs/SQg7be9cZxI/AAAAAAAABHU/O5n3GSM2nNQ/s1600-h/ehgz6.jpg"><span style="font-size:85%;"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5262521507935708946" style="WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 267px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Sj-V3LW7jKs/SQg7be9cZxI/AAAAAAAABHU/O5n3GSM2nNQ/s400/ehgz6.jpg" border="0" /></span></a><span style="font-size:85%;">

Abbiamo fatto due mostre personali a De Zwarte Hond Architetti (nel 2003 e 2005) a Rotterdam e hanno preso parte a diverse mostre collettive. Per citarne solo alcuni: 'Under Construction', Vlaardingen (organizzata dalla Galerie MAMA), NL (2003) Mostre in Punct, Tilburg, Paesi Bassi (2005 / 2006) 'Intersezioni, Boaz Bruxelles, BE (2006) 'Artbeat', museumnight, Amsterdam, NL (2006) 'Rituale Tendencies'-Wallpainting con Zedz, N8, Amsterdam, NL (2007) 'Beats &amp; gocciola', Galerie L'problema, Parigi, FR (2008) - http://www.lissue.com * Prossimi: Una mostra a Extrabold, Lussemburgo, L (marzo 2009) - </span><a href="http://www2.extrabold.eu/"><span style="font-size:85%;color:#339999;">http://www2.extrabold.eu</span></a><span style="font-size:85%;">

Leggiamo molti libri: Molti libri pubblicati da: Die gestalten Verlag, Thames e Hudson, Laurence King, BRI Actar, Index Book, Rockport. Libri su Arte &amp; Design offcourse. Più occasionali riviste e blog. Ascoltiamo anche molta musica: Jon Kennedy, Flying Lotus, Bonobo, Amon Tobin, Quattro TET, Radiohead e molti molti altri ... Attualmente in riproduzione Wax Tailor e Dubstep vari dischi in somma.

Il quotidiano ha mota influenza sul nostro modo di vivere, in molti modi. Non solo libri, la musica ed il lavoro di altri artisti sono una fonte d'ispirazione, ma ogni giorno la vita stessa è una costante ispirazione.

<div align="justify"><span style="font-size:85%;"><img height="341" alt="Graphic%20Surgery%20EVES.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/10/24/Graphic%20Surgery%20EVES.jpg" width="510" />

Pensiamo divese cose sulla Comunicazione Moderna, sul lato positivo vediamo il fatto che si può sparare le foto dal telefono cellulare e inviarle direttamente al tuo computer e sul web, per un comunicatore grafico tutto ciò è folle, nel senso di grandioso. Ma al contempo ha anche aspetti negativi: I cartelloni devono essere per scopi culturali non pubblicitari. La Pubblicità oggi è comunque folle, è assurdo quante volte al giorno essa ti assalga senza fermarsi mai, le persone vengono costantemente bombardate con messaggi e annunci per consumare.</span></div><p><strong><span style="font-size:85%;"><span style="color:#336666;">Personal Web:</span> </span><a href="http://www.ehgz.nl/"><span style="font-size:85%;">http://www.ehgz.nl/</span></a></strong></p><p>]]>
      <![CDATA[<strong>
ANNEX - CT & Kurz </strong><strong><span style="font-family:arial;"> / CT &amp; Kurz Summer Tour 2008</span></strong>
<img alt="3%5B1%5D.%20eindhoven%20%28kurz%20-%20ct%20-%20zime%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/10/09/3%5B1%5D.%20eindhoven%20%28kurz%20-%20ct%20-%20zime%29.jpg" width="488" height="326" />

Quelli che erano solo dei nomi senza volto presenti su riviste e libri - tutto d'un tratto si materializzano - in qui momenti ti rendi conto che i sacrifici fatti fino a quel momento sono valsi a qualche cosa - è giusto imparare da chi ha più esperienza ed è altrettanto doveroso essere umili nella ricerca quotidiana - senza fatica e senza cuore si rimane nel limbo dei mediocri. CT & KURZ - Holland - France Tour.2008.

<a href="http://eves-eves.blogspot.com/2008/09/ct-kurz-holland-france-tour2008.html"><span style="color:#339999;">CT &amp; Kvrz</span></a>
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