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      <title>EVES</title>
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      <language>it</language>
      <copyright>Copyright 2010</copyright>
      <lastBuildDate>Wed, 09 Jun 2010 14:38:35 +0100</lastBuildDate>
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         <title>EVES Preview</title>
         <description><![CDATA[EVES Preview è un progetto di mostre itineranti per avvicinare il pubblico all'evento ufficiale che coinvolgerà vari artisti e diversi linguaggi espressivi audio visivi. Questa serie di mostre anticipano il nuovo EVES, mostra che si terrà presso gli spazi di Palazzo Ducale . Genova.


<strong>EVES Preview . 01</strong>
<img alt="EVES%20.%20James%20Kalinda%20%26%20Moneyless%20.%20Bignotti%20Cesare.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2010/06/09/EVES%20.%20James%20Kalinda%20%26%20Moneyless%20.%20Bignotti%20Cesare.jpg" width="512" height="384" />

EVES presenta presso la OpenLAb Art Gallery<strong> . James Kalinda & Moneyless</strong> . Figurativo e geometrico, due stili oposti, lontani gli uni dagli altri, che nonostante le differenze estetiche ed espressive, risultano simili inquanto rinnovatori dei linguaggi visivi trascorsi, proponendo la loro analisi nel contesto pubblico.
<strong>
Guarda l'alestimento:</strong> <a href="http://eves-eves.blogspot.com/2010/06/eves-preview-james-kalinda-moneyless.html">http://eves-eves.blogspot.com/2010/06/eves-preview-james-kalinda-moneyless.html</a>

<strong>James Kalinda</strong> . 1981 . Parma . Italy
James Kalinda si esprime per mezzo del disegno figurativo, ispirato alle produzioni murali e ai temi mistici di alcuni tra i primi street artist italiani, James riesce a evolvere il linguaggio stilistico del wall painting grafico tradizionale privo di profondità, per mezzo di una personale rappresentazione illustrativa, caratterizzata da ombre e volumi che conferiscono al soggetto personalità e innovazione.

<strong>Moneyless</strong> . Teo Pirisi . 1981 . Milano . Lucca
Moneyless interpreta ed evolve il tema dell'astrattismo geoetrico, riproponendolo nello spazio pubblico. Il suo lavoro è contaminato dai linguaggi grafici e teorici dell'attuale corrente post graffiti e dall'analisi delle arti razionaliste grafiche del 900.

All'inaugurazione aperitivo e sonorizazione audio a cura di : Useless Idea / EVES Music.
<a href="http://www.evesmusic.it">www.evesmusic.it</a>

Testi & Mostra a cura di . Cesare Bignotti - Artista e studioso del fenomeno delle nuove arti contemporanee / Supporto tecnico . Elena Saccardi - Gallerista d'arte contemporanea. Una mostra a cura di . Elena Saccardi & Bignotti Cesare / <strong>Orari</strong> . Dal Martedì al Sabato h.15.30 . 19.30 e su appuntamento . c/o Compagnia Unica, (1° Piano) Via San Vincenzo 102/104 r 16121 Genova.




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         <pubDate>Wed, 09 Jun 2010 14:38:35 +0100</pubDate>
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         <title>Exagonal . New Album Preview</title>
         <description><![CDATA[<img alt="Exagonal%20.%20EVES%20Music.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2010/05/29/Exagonal%20.%20EVES%20Music.jpg" width="400" height="261" />

EXAGONAL NEW ALBUM . EVES Music 2010

<strong>Ascolta la Preview</strong>
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Il nuovo lavoro di Nicola Locci in arte Exagonal si manifesta sotto le sembianze di raccolta delle migliori produzioni realizzate tra la fine degli anni 90 a oggi. Un album spontaneamente sperimentale e intuitivo.

7 Brani in free download su EVES Music, a fine Giugno . <a href="http://www.evesmusic.it">http://www.evesmusic.it</a>

Mentre a Luglio sarà possibile acquistare il CD ufficiale compreso di brani inediti al costo di 5€]]></description>
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         <pubDate>Sat, 29 May 2010 17:58:49 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>ARK . Andreas Ragnar Kasapis</title>
         <description><![CDATA[<span style="color:#ffffff;">.</span>
<span style="font-family:arial;font-size:180%;color:#3366ff;">EVES Web Magazine</span>
<span style="font-family:arial;color:#cc33cc;">Number Eleven: </span>
<span style="font-family:arial;"><span style="font-size:85%;color:#333333;">22<span style="color:#999999;">/</span>03<span style="color:#999999;">/</span>2010</span></span>

Interviews with: 
ARK . Andreas Ragnar Kasapis

A.R.K. (Athene, Grecia 1981). A.R.K., ovvero Andreas Ragnar Kasapis, è un artista greco che ha interessato attraverso poster in bianco e nero di figure buffe e malinconiche, lasciati nelle strade della capitale ellenica.

I personaggi raffigurati nei poster e nelle tele dell'artista, generalmente sono caratterizzati da tratti somatici realistici e proporzioni corporee astratte, quest'ultima lascia intuire un’influenza derivata dei fumetti e un esteso e altrettanto personale lavoro nell’illustrazione narrativa; elementi che dimostrano il background degli studi in Belle Arti.

Dal 2006 Ark ha partecipato ad esposizioni sia locali che estere. Recentemente concentratosi sul lavoro in studio; ha potuto lavorare sull’analisi delle anormalità e dei corpi “mutati”, mentre i volti mantengono caratteristiche realistiche seppur anche essi distorti. Le figure spesso giacciono nel nulla, senza mai guardare lo spettatore, sono spesso disegnate in posizioni che ricordano il sonno, o la morte. L’impressione di desolazione è spesso supportato anche da un uso molto ragionato del colore.

La somma di questi elementi porta ad un’atmosfera di introversione e spesso di trascendentalità; come ad esempio nel caso di opere dove gli scenari privi di struttura e colore sono contrastati da forme geometriche colorate. I legami tra corpi e forme accentuano una dimensione dove percepiamo la fragilità delle figure, in un’ipotetica comunicazione simbolica.

Al momento, l’artista ha iniziato una serie di falsi ritratti commemorativi, dove espande la tendenza introspettiva dei suoi lavori. Ark. è altresì titolare di un progetto musicale vicino al drone doom chiamato Rooms In Negative; anche in questo caso viene richiamata l’atmosfera dei disegni attraverso suoni trascendentali. 

<a href="http://www.flickr.com/photos/andreaskasapis">http://www.flickr.com/photos/andreaskasapis</a>
<a href="http://www.myspace.com/mute81">http://www.myspace.com/mute81</a>
<a href="http://www.myspace.com/roomsinnegative">http://www.myspace.com/roomsinnegative</a>

Selezione artista & Art Directon a cura di: Cesare Bignotti
Testo & intervista a cura di: Franziska Lietzmann
Traduzione & Critica a cura di: Stefano Rusca

<strong>English Text</strong>: <a href="http://eves-eves.blogspot.com/2010/04/ark-andreas-ragnar-kasapis.html">Ark</a>
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         <link>http://www.evesart.it/eves/2010/03/ark_andreas_ragnar_kasapis.html</link>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Artists</category>
        
        
         <pubDate>Mon, 22 Mar 2010 11:45:12 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>EVES Music . IDM &amp; Electronic Music Compilation </title>
         <description><![CDATA[<img alt="EVES%20Music%20.%20Compilation.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2010/02/28/EVES%20Music%20.%20Compilation.jpg" width="500" height="500" />

<strong>Music Dowload</strong>: <a href="http://evesmusic.it/release.html">http://evesmusic.it/release.html</a>

EVES Music was established in 2006 from the union of sound and image. EVES is research the estethic of sound at the border between art and marketable product. Music is an abstract concept, as such needs to be dressed as an aesthetic that gives identity to his perception. EVES. 08/03/2007

Released on Saturday 28th February 2010
<strong>
Tracklist</strong>:

01 . Koolmorf Widesen "BOB"
02 . SMK "IJM1"
03 . Automatofonic "My New Shiny Plane"
04 . Da Wei "Styr"
05 . Peter Kunert "Arena I"
06 . O for Odetta "Malapropos 7"
07 . Useless Idea "Ryan.3"
08 . Exagonal "Life of my Neighbours"
09 . Smider "2 Zonc"
10 . Volitune "Exoctica"
11 . Carledvin "Opians"
12 . Three Question Marks "Handwritten on paper"

Graphic Design: Bignotti Cesare
Aditional Mastering: Leonardo Barbadoro

<strong>Press/Contact</strong>:
eves.booking@yahoo.it <em>or</em> info@evesmusic.com

<strong>EVES Music</strong>: <a href="http://evesmusic.it">http://evesmusic.it</a>]]></description>
         <link>http://www.evesart.it/eves/2010/02/eves_music_idm_electronic_musi.html</link>
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         <pubDate>Sun, 28 Feb 2010 14:02:17 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Shannon Keller . Realtà &amp; Inconscio</title>
         <description><![CDATA[<span style="color:#ffffff;">.</span>
<span style="font-family:arial;font-size:180%;color:#3366ff;">EVES Web Magazine</span>
<span style="font-family:arial;color:#cc33cc;">Number Nine: </span>
<span style="font-family:arial;"><span style="font-size:85%;color:#333333;">1<span style="color:#999999;">/</span>11<span style="color:#999999;">/</span>2010</span></span>

Interviews with: 
Shannon Keller 

A prima vista, i disegni in bianco e nero dell’artista losangelina Shannon Keller suggeriscono sensazioni tranquille ed innocue; essi possiedono un’affascinante, delicata bellezza che nasce  grazie all’artista ed al suo uso di carta e matita, dal suo acuto senso della linea, del pattern e della superficie. E’ notevole come Shannon Keller riesca a creare una struttura narrativa nelle sue opere, dato che rinuncia ad inserire sfondi che situerebbero i suoi soggetti in un contesto superiore. 

Che cosa sono però, i suoi soggetti? Corpi umani che si confondono e diventano forme botaniche, meccaniche o zoomorfe, in verità, queste figure sono mutate e la loro componente narrativa sta nella mutazione stessa. Compiendo un’azione simile, Shannon Keller riesce a creare nuove e sottili metafore. Per esempio nel disegno intitolato “Urthfamily” cinque strane figure, senza volto ed arti, sono ricoperte da una pelliccia che si origina da un solo blocco. Il pelo che li ricopre, che significa sicurezza e resistenza e il comportamento sia animale che umano di raggrupparsi evocano un fortissimo senso di vicinanza, di un legame indissolubile come quello familiare.

D’altra parte, alcuni disegni mostrano scenari brutali e dolorosi. In “Blackbird” per esempio un uccello sta estraendo le budella da una figura antropomorfa che giace morta al suolo. Nessun elemento del disegno ci aiuta a comprendere le cause del decesso e delle sue conseguenze. L’uccello è solo una proiezione della moltitudine di incidenti dolorosi e non specificati. Nel disegno l’attenzione è posta sul dolore e sulla sua intensità.

Shannon Keller realizza dei fermi-immagine nei suoi disegni, che mostrano le forme oscure e piacevoli della realtà, percependole soggettivamente attraverso il subconscio. Le sue opere sono un esempio particolare di un enorme fenomeno contemporaneo che include arte, cinema e musica e che trova le sue basi nel surrealismo e nel dadaismo; col comune desiderio di cercare una percezione interiore della realtà, per esprimerla nel modo più originale possibile.

Shannon Keller (Kansas City, Missouri USA 1971) inizia il suo percorso artistico a dodici anni; da allora si è espressa continuamente nell’ambito artistico. Ottiene un Bachelor Of Fine Arts ed un Master e lavora come consigliere per le ammissioni presso la Gnomon School of Visual Effects di Hollywood e vive a Los Angeles con il marito e i due figli.


Selezione artista a cura di: Cesare Bignotti
Testo & intervista a cura di: Franziska Lietzmann
Traduzione a cura di: Stefano Rusca

<strong>English Text</strong>: <a href="http://eves-eves.blogspot.com/2010/01/shannon-keller-unconscious-snapshots-of.html">Shannon Keller</a>]]></description>
         <link>http://www.evesart.it/eves/2010/01/shannon_keller_immagini_incons.html</link>
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         <pubDate>Fri, 01 Jan 2010 15:03:41 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Alexander Binder . La Foresta Nera </title>
         <description><![CDATA[<span style="color:#ffffff;">.</span>
<span style="font-family:arial;font-size:180%;color:#3366ff;">EVES Web Magazine</span>
<span style="font-family:arial;color:#cc33cc;">Number Nine: </span>
<span style="font-family:arial;"><span style="font-size:85%;color:#333333;">4<span style="color:#999999;">/</span>11<span style="color:#999999;">/</span>2009</span></span>

Interviews with: 
Alexander Binder

Nei lavori di Alexander Binder emergono diversi elementi di ispirazione; le influenze dei film horror dei primi anni 80 e l’estetica Black Metal sono solo la superficie della sua espressività, andando in profondità risulta che proprio dagli ambienti apparentemente sterili dell’intrattenimento deriva la maggiore ispirazione, quella di natura spontanea, che ha a che fare con il gioco e con la voglia di divertirsi senza troppe pretese di volere apparire, di dimostrare ad ogni costo di fare qualcosa. Stimoli per occupare il tempo e la mente.

E’ interessante anche l’aspetto autodidattico, la spontaneità e il fascino nel ricercare l’errore come elemento estetico, l’entusiasmo nel vedere emergere un progetto visivo che per scelta non utilizza nuovi media, ma diversamente, decide di avvalersi di un’estetica poco prodotta.


Testo & Selezione artista a cura di: Cesare Bignotti
Intervista a cura di: Franziska Lietzmann & Cesare Bignotti 
Traduzione a cura di: Stefano Rusca

<strong>English Text</strong>: <a href="http://eves-eves.blogspot.com/">eves-eves.blogspot.com/</a>

<img alt="Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B%2B%2B%2B.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/11/04/Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B%2B%2B%2B.jpg" width="500" height="376" />

Sono nato nella notte di Halloween del 1976, nei pressi della Foresta Nera, una zona rurale nella Germania sud-occidentale.

Ho iniziato i miei primi passi con la fotografia a 14 anni, quando i miei genitori mi diedero una macchina fotografica economica. Non c’è mai stato un momento speciale nella mia produzione - è stata più o meno un’evoluzione. Si cresce e si assorbono numerose influenze, per ogni singola idea si compie un passo in avanti nello sviluppo del proprio stile e del proprio messaggio.

Non ci sono molte cose da fare nella mia città, quindi ho speso molto tempo al videonoleggio. Il consumo elevatissimo di ogni genere di horror e thriller mi ha fornito una base per la mia libreria visuale personale. Ancora oggi amo gli horror dei primi anni ottanta: Texas Chainsaw Massacre, Halloween o Evil Dead (La Casa). La maggior parte dei miei lavori è influenzato dall’estetica e dai simboli di questo genere cinematografico.

Molte delle lenti che uso per le mie macchine fotografiche sono autocostruite, ricavate da giocattoli ottici, plastica e nastro isolante; le uso per creare l’effetto di diffusione dei miei lavori. Poi uso strumenti più semplici, un corpo macchina Olympus ed un vecchio pc con Photoshop. Evitando l’utilizzo del fotoritocco, per fortuna non necessito di apparecchiature troppo sofisticate.

<img alt="Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/11/04/Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B.jpg" width="500" height="476" />

Se lo dovessi chiedere al mio consulente bancario, quanto spendo solitamente per creare le apparecchiature che utilizzo per la realizzazione delle mie opere, mi risponderebbe così: Troppo! Sono un one-man-show e gli oggetti e le maschere che vorrei utilizzare per realizzare le mie idee a volte sono decisamente costose.

Ho questo genere di immagini nella mia testa, ogni giorno, fino a dove riesco ad arrivare con i miei ricordi; penso che condividerle con altre persone sia una specie di psicoterapia per me.

Il mio lavoro, nella sua completezza è un’interpretazione moderna del “memento mori” medievale. Come alcuni dipinti degli artisti fiamminghi ci spingono a ricordare la nostra mortalità, oltre che motivarci e spingerci a pensare a ciò che potrebbe esserci dopo la vita ed ai poteri spirituali che ci influenzano.

I miei lavori sono adatti a qualsiasi tipo di media visivo, ho partecipato a mostre online, proiezioni, foto incorniciate ed altre cose più grandi; anche se, alla fine preferisco la classica foto stampata.

<img alt="Alexander%20Binder%20EVES%20WEB.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/11/04/Alexander%20Binder%20EVES%20WEB.jpg" width="500" height="329" />

Ho un’attitudine ambigua verso la comunicazione moderna. Se da un lato ci mette in condizione di stare in contatto con chiunque, ovunque e sempre, d’altra parte c’è chi diventa drogato di informazioni, sviluppa una soglia d’attenzione di tre secondi al massimo e non è capace di stare qualche giorno senza connessione internet e le ultime notizie.

All’inizio della mia cosidetta carriera artistica ho speso tutte le mie energie per le pubblicazioni, ma ho avuto modo di partecipare ad alcune grandi esposizioni, per esempio “Means To An End” alla galleria Heaven di Chicago (2008) con Melanie Schiff, Jason Lazarus ed altri grandi fotografi; e “I Don’t Believe In Miracles” presso Spacewomb a New York (2009), mostra curata da Alana Celii.

Da adolescente ho divorato i libri di Aleister Crowley ed ancora oggi ho una forte passione per i libri che trattano fenomeni occulti o paranormali. Nel mio scaffale dei dischi si trova uno strano mix di stili differenti; specialmente black metal di band quali Emperor, Nortt o i primi lavori dei Venom e musica elettronica di Aphex Twin o Kraftwerk. Per quel che riguarda le influenze è facile rispondere: basta guardare i miei lavori, alcune persone mi hanno già consigliato di venderli come immagini per le cover degli album metal.

<img alt="Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B%2B.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/11/04/Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B%2B.jpg" width="500" height="333" />

Quando avevo circa vent’anni ho iniziato un progetto di musica elettronica ispirata ad Autechre e Squarepusher, è stata un’esperienza divertente e abbiamo suonato in alcune feste illegali. Non abbiamo mai avuto ambizioni più grandi di quella, così abbiamo smesso dopo qualche anno.

In passato ho utilizzato drum machines analogiche e sintetizzatori; principalmente strumenti dei primi anni 80, Roland TB303, TR909, Jx3P, un vecchio campionatore ed un sequencer analogico. L’intero complesso di strumenti era collegato via MIDI e questo mi faceva sentire un pò come agli albori della musica elettronica, ogni volta il suono cambiava leggermente siccome ogni pezzo dell’equipaggiamento doveva essere ricollegato. Oggi concentro le mie ambizioni musicali erano nella creazione di colonne sonore per i miei video. Ho venduto tutti i miei vecchi strumenti, eccetto il mio adorato Roland Jx3P e sono passato ad un software di produzione musicale come Ableton Live, il più intuitivo programma musicale dal mio punto di vista. Posso usare solo il mio laptop ed è molto più facile comporre colonne sonore con questo software.

<img alt="Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B%2B%2B.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/11/04/Alexander%20Binder%20EVES%20WEB%20%2B%2B%2B.jpg" width="500" height="333" />

Ho creato la maggior parte dei miei pezzi di notte, a casa ed in solitudine. Creare un pezzo in studio è, per me, un’esperienza molto diversa dal suonarlo dal vivo. A casa non ho nessuna pressione da parte di chi si aspetta una fantastica esibizione, nessuno ha pagato per assistere ad uno spettacolo; si ha tutto il tempo di sperimentare, combinare differenti suoni e campioni e per fare ciò che si vuole; per questo motivo apprezzo molto di più lavorare per conto mio nello studio.

Nella maggior parte dei miei lavori cerco di combinare digitale ed analogico; per esempio nel mio video “Pluton/Calabi Yau” ho usato un vecchio registratore vocale degli anni 80 per ottenere samples e voci ed Ableton Live mi ha aiutato ad arrangiare i diversi suoni sul mio computer.

<strong>Web</strong>: <a href="http://www.alexanderbinder.de/">www.alexanderbinder.de</a> </span></div>]]></description>
         <link>http://www.evesart.it/eves/2009/11/alexander_binder.html</link>
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         <pubDate>Wed, 04 Nov 2009 12:53:35 +0100</pubDate>
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         <title>About EVES </title>
         <description><![CDATA[<strong>EVES Presentazione:</strong>

EVES si propone come Agenzia Multimediale di ricerca e produzione creativa. Attualmente EVES  lavora nell’ambito della multimedialità, per mezzo di una stretta collaborazione tra servizio grafico e linguaggio audio. L’immagine, ha un ruolo molto importante nel metodo operativo di EVES a partire dallo studio grafico, fino a progetti d’immagine coordinanta, garantendo personalità e valore estetico ad ogni prodotto.

Il progetto nasce nel 2004 e si concretizza nel 2006 come una “Creative Corporation” per mezzo della mostra EVES 2006 (Loggia dei Banchi, Museo d’arte contemporanea di Villa Croce, sezione BAG Borsa Arte Giovane). Il suo intento è quello di indagare i linguaggi audiovisivi contemporanei decifrandone i codici espressivi al fine di creare un servizio di comunicazione culturale sostenibile anche a livello commerciale.

<strong>Servizi:</strong>

- Ricerca di nuovi linguaggi espressivi e loro diffusione, tramite il Web Mag.
- Agenzia Multimediale di servizio Audio & Video, per progetti di immagine coordinata.
- Concept per mostre ed eventi.
- Utilizzo delle nuove tecnologie per l’interazione uomo-macchina.
- Futura Netlabel . <a href="http://www.qoob.tv/i_am_eves">EVES Music</a> on QOOB.


<strong>EVES Staff</strong>

<strong> Art Direction & Design:</strong>
Cesare Bignotti (Genova 1981) grafico non convenzionale e artista visual audio, studioso del fenomeno dei graffiti e delle nuove arti contemporanee. Ha collaborato in progetti legati alla creatività per alcune tra le più prestigiose sedi di ricerca dell’arte contemporanea, tra le quali: Pompidou Center in Paris, Fondazione Bevilacqua La Masa, Shiodomeitalia Creative Center, Triennale di Mialno, Museo D'arte Contemporanea di Villa Croce, Genova.

<strong>Translations & Co.Curator:</strong>
Stefano Rusca (Genova 1985) in arte Detrocboi, laureando in Decorazione presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti è un illustratore e talent scout di giovani artisti. Queste sue attività si muovono su binari paralleli portandolo ad approfondire nuovi ambiti dell’arte visiva e ad evolvere il suo stile, oltre che a proporre concept originali per eventi ed argomenti di divulgazione. E’ corresponsabile della sezione “visions” di EVES dedita alla scoperta di nuovi talenti nel panorama delle arti visive, scrivendo articoli e occupandosi della gestione della comunicazione, in particolare con l’estero. 

<strong>Text editing:</strong>
Franziska Lietzmann (Wittenberg 1980), laureata in Storia dell’Arte, Storia e Germanistica in Germania nel 2009. Nel passato si è occupata di ricerca sui linguaggi narrativi e visuali nella Letteratura ed Arte Medioevale, del Grand Tour nell'Europa del Settecento e Ottocento e dell’estetica del Cinema fantastico. Nutrendo da sempre una passione per l’arte dello "storytelling" in ogni sua forma, preferisce lavorare interdisciplinariamente, orientando la sua attività alla pratica, p.e.: organizzare o partecipare a spettacoli teatrali ed eventi artistici. 
Al momento collabora con EVES per il Web Magazine, occupandosi di ricerca e stendendo articoli sull’ arte contemporanea.

<strong>Sound live:</strong>
Leonardo Barbadoro (Firenze, 9 dicembre 1987), è uno degli autori italiani più giovani e sperimentali di musica elettronica. Il suo stile è un'unione tra vari generi come IDM, Acid, Ambient e Breakcore. 

<strong>Multimedia:</strong>
Guido Moltalcini (Genova 1985), in arte Smider, artista audio/visivo laureato alla Facoltà di Informatica Musicale di Milano dirige il collettivo EVES nella sua parte multimediale e legata alle installazioni interattive e al Live Media.




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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Projects</category>
        
        
         <pubDate>Thu, 29 Oct 2009 15:21:05 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>EVES Music Web Site</title>
         <description><![CDATA[Siamo momentaneamente occupati nella relaizzazione del nuovo sito.

Prossimamente EVES Music la parte attinente alla ricerca sonora, avrà un sito proprio, dividendosi da EVES in modo da offrire più contenuto e più professionalità nel campo dell'immagine e del suono contemporaneo. EVES Music è un collettivo artistico multimediale, che si occupa di ricerca e sperimentazione tecnologica di avanguardia: live elettronics, video installazioni interrattive, software autoprodotti, ricerca grafica e progetti di immagine coordinata.

La musica è un concetto astratto, in quanto tale ha bisogno di essere vestito con un valore estetico per dare impulso alla sua percezione e identità. L'ambiente ideale per vivere nella continua ricerca visiva e percettiva è l'ascolto di musica elettronica. 

<strong>EVES Music</strong>: <a href="http://www.qoob.tv/i_am_eves">http://www.qoob.tv/i_am_eves</a>
Link Provvisorio in attesa del sito ufficiale di EVES Music. 


<em>Music is an abstract concept, as such needs to be dressed by an aesthetic for boost its perception and identity. The ideal environment to experience continuous research in visual and perceptual listening is the electronic music. EVES Music is the section within EVES that deals with the search for esthetic Sound.</em> 

<strong>EVES Music</strong>: <a href="http://www.qoob.tv/i_am_eves">http://www.qoob.tv/i_am_eves</a>
<em>Provisional Link, pending the official site of EVES Music.</em>

]]></description>
         <link>http://www.evesart.it/eves/2009/07/eves_news_eves_music_web_site.html</link>
         <guid>http://www.evesart.it/eves/2009/07/eves_news_eves_music_web_site.html</guid>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Projects</category>
        
        
         <pubDate>Thu, 16 Jul 2009 10:06:11 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>EVES 2010</title>
         <description><![CDATA[<strong>EVES 2010</strong>
Mostra d’arte contemporanea sull’immagine e sul suono contemporaneo.
Progetto a cura di: Bignotti Cesare / EVES Art Director.
<strong>Web</strong>: <a href="http://www.evesart.it">www.evesart.it</a>

Allestimento Mostra & Progetto Grafico: <em>Bignotti Cesare & EVES Vision</em>.
Media Video & Web Publicity: <em>Montalcini Guido . EVES Corp</em>.
Relazioni Pubbliche estere: <em>Rusca Stefano . EVES Creative Corp</em>.


<strong>EVES Prevede:</strong>
EVES Visions: <em>Mostra di Arte Contemporanea - Palazzo Ducale</em>. 
EVES Music: <em>Mostra Sonora - Teatro della Tosse</em>.
EVES Cinema: <em>Proiezioni Video Art - Auditorium Galata, MuMa</em>.

Durata: 30 Giorni - Tramite l’acquisto di un biglietto unico sarà possibile visitare spazi dislocati in tutto il centro della città, come:

Palazzo Ducale, <em>dove verrà esposta la mostra di EVES Vision, saranno coinvolti alcuni tra i più significativi e importanti artisti del panorama indipendente internazionale</em>.

Teatro della Tosse, <em>dove verrà allestito un palco scenografico sul quale si esibiranno i nuovi autori della scena nazionale di musica IDM / Intelligent Dance Music. Uno spettacolo audio, da ascoltare, conservando il biglietto della mostra EVES Vision a Palazzo Ducale, si ha la possibilità di avere uno sconto sull'ingresso EVES Music, al Teatro della Tosse</em>.

Galata, MuMa, <em>dove avverranno le proiezioni video della scena indipendente Web, internazionale, (Spettacolo Gratuito per la promozione dell’evento EVES al Ducale).</em>

Nel progetto, saranno coinvolte alcune Gallerie d’Arte Contemporanea, con l’intento di intensificare il programma, per un ulteriore scoperta del contemporaneo e della promozione culturale della città di Genova. La mostra comprenderà al suo interno un Bookshop - una sala conferenze esterna alla zona Mostra e aperta al pubblico, dove avverranno: Workshop, incontri, dibattiti, presentazioni di libri e progetti aperti al pubblico e attinenti al programma della mostra.





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]]></description>
         <link>http://www.evesart.it/eves/2009/05/eves_2010.html</link>
         <guid>http://www.evesart.it/eves/2009/05/eves_2010.html</guid>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Projects</category>
        
        
         <pubDate>Thu, 28 May 2009 12:31:51 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Arte 2.0</title>
         <description><![CDATA[<strong>Arte 2.0</strong> Mercoledi 17 Giugno dalle ore 10.30 alle ore 19 Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova.

Presentazione multimediale Audio & Video: Paesaggio Sonoro a cura di Smider - EVES Music Label, progetto a cura di Leonardo Barbadoro & Cesare Bignotti - EVES Vision Creative Corporation, progetto a cura di Cesare Bignotti & Stefano Rusca.

Convegno a cura di: Cesare Bignotti & Guido Smider.

Ingresso Libero.

 ]]></description>
         <link>http://www.evesart.it/eves/2009/05/arte_20.html</link>
         <guid>http://www.evesart.it/eves/2009/05/arte_20.html</guid>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Events</category>
        
        
         <pubDate>Tue, 26 May 2009 19:36:56 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Other </title>
         <description><![CDATA[Non sempre la novità piace, ma in alcuni casi ciò che non é usuale, ha la capacità di creare stupore e interesse, anche se semplice nell'esecuzione e nell'idea. Quello che vi mostreremo in questo articolo, é un abilità nella sperimentazione, un qualcosa che per molti potrà sembrerà superfluo, ma che in realtà, per altri è un qualcosa da valorizzare, la ricerca è personale e in alcuni casi, come nel nostro è anche parte di un percorso intimo e spontaneo.

Testo a cura di: Bignotti Cesare.


<strong>JOE.83</strong>
<img alt="JOE83%20EVES%20interview%20by%20bignotti%20cesare%20%288%29%2B.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/04/23/JOE83%20EVES%20interview%20by%20bignotti%20cesare%20%288%29%2B.jpg" width="486" height="360" />
Sono un ragazzo ho 25 anni, provengo da un piccolo paesino della Polonia. Considero il mio lavoro pittura, all'aperto e al chiuso. 

Non posso dire chiaramente se quando ho iniziato a fare arte, vi sia stato un momento particolare in cui si sentivo come un nuovo percorso, ho sempre disegnato e dipinto sin da quando posso ricordarlo. Un giorno c'è stata una rottura in quel che facevo, questo successe una sola volta un pò di tempo fà, da quel giorno qualcosa è cambiato nel mio modo di esprimermi ed ora spero che sia sempre così. 

Mi sono laureato alla scuola d'arte e durante il mio sviluppo artitico ho ricevuto molte influenze artistiche, ma la principale influenza è una costante osservazione. Credo che sia impossibile non essere influenzati da ciò che ci circonda. 

Vedo il mio lavoro applicato a diversi media. La questione non è capire quali, ma come. Purtroppo non ho avuto ancora la possibilità e la voglia di affiancare altre discipline artistiche al mio lavoro, ma sono interessato a comprare e di imparare a suonare l'armonica. Ho quasi dimenticato, che come adolescente ho osato produrre e registrare musica rap.

Nel mio lavoro non vi è alcuna trasmissione di contenuto. Ci sono alcune opere che hanno un messaggio specifico, ma principalmente, non voglio dire nulla di più di quello che uno spettatore può leggere attraverso i suoi occhi. Per la realizzazione delle mie opere utilizzo principalmente, vernici, carta e plastilina. 

Ho fatto un progetto comune insieme a ZBK, che è stato esposto a Praga e Londra in alcune mostre importanti e alcune collettive, tra cui quella internazionale di composizione a Wroclaw, in Polonia. 

Non leggo molto. Per quanto riguarda la musica, racentemente ne ascolto di varia, come: Quinn Walker, Arthur Russell, David Bowie...Ciò che ho letto e ascoltato ha influenzato la mia produione artistica. Sono un fan della navigazione veloce su Internet, il flusso di informazioni veloci si adatta molto bene alla mia persona.

<strong>Web:</strong> <a href="http://www.flickr.com/photos/joe83">JOE.83</a>



<strong>USELESS IDEA</strong>
<img alt="useless%20idea%20EVES%20interview%20by%20Bignotti%20Cesare.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/04/25/useless%20idea%20EVES%20interview%20by%20Bignotti%20Cesare.jpg" width="500" height="390" />
Puntualizzo che non sono un writer conforme agli standard di ciò che viene oggi inteso come writing, pur essendo cosciente di questo, mi sento writer a tutti gli effetti. Sono 16 anni che segno il territorio con la mia tag, ovunque vada. Ho sempre studiato le mie lettere, con l’intento di evolverle, possiedo righe di quaderni con mirati studi, alfabeti, prospettive, forme, idee, disegni. Le mie lettere apparentemente possono sembrare semplici, ma al contrario, sono continui perfezionamenti associati a differenti tipologie di stile e studio di font.

Ci sono le lettere a Diamante, (eseguite a Spray), lettere a Origami, (preferibilmente eseguite a Pennello), poi ci sono le lettere a Raggio Laser o a Costellazione, (che eseguo con scotch, vernice e spray Fluorescenti), mentre l’ultimo studio riguarda le lettere a Shadow Painting, eseguite a rullo per il font e a spray per l’ombra.

Una delle caratteristiche più importanti del mio rapporto con le lettere è l’atteggiamento nei confronti dell’azione, come l’istintività, che è ben visibile nei font a Diamante eseguiti solo in out line, (preferibilmente privi di riempimento).

La ricerca del segno è dovuta al forte interesse nei confronti dei primi tentativi di writing degli anni 60 – 70.

Mi ha sempre affascinato l’idea che i primi writers non avessero idea di ciò che stessero facendo, agli inizi non esisteva uno stile “canonico”, non essendoci regole al di fuori dello scrivere il proprio nome, i writers dell’epoca sperimentavano, ingrandirono le dimensioni del proprio nome tag, aggiungendo idee, come Spessori, Pass, Loop, 3D. Era una ricerca, una vera ricerca grafica dettata dall’insistenza e dall’istinto di chi sapeva osare. Con questi obiettivi ho iniziato a scrivere in modo personale, una ricerca individuale che oggettivamente non voleva essere bella, il suo obiettivo era ed è quello di evolversi pezzo dopo pezzo. Non ho mai dipinto con l’intento di fare qualcosa che potesse piacere a qualcuno. Anche nelle tag ho adottato la stessa attenzione, nonostante queste cambiassero negli anni, la forma e la grafia era possibile ricondurle alla stessa persona.

Un altro aspetto del mio lavoro, riconducibile al writing primordiale è la ricerca del tratto con lo spray, utilizzo spray vecchi e originali come quelli da carrozzeria, con tappini vintage, con i quali non puoi regolare facilmente la pressione e il tratto dello spruzzo, se vuoi dare un certo tipo di “estetica” devi farlo con gli stessi mezzi. Possiedo spray da carrozzeria di ogni tipo e marca, i miei preferiti sono le Very Well, violentissime sia nel tratto che nell’odore di vernice da carrozzeria. Con quegli spray eseguivi roba veramente cruda, cruda ma vera.

<strong>Web:</strong> <a href="http://destroytheuseless.blogspot.com/">Destroytheuseless</a>




]]></description>
         <link>http://www.evesart.it/eves/2009/04/ektor.html</link>
         <guid>http://www.evesart.it/eves/2009/04/ektor.html</guid>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Artists</category>
        
        
         <pubDate>Thu, 23 Apr 2009 21:48:35 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Anatomy Expressionism </title>
         <description><![CDATA[<span style="color:#ffffff;">.</span>
<span style="font-family:arial;font-size:180%;color:#3366ff;">EVES Web Magazine</span>
<span style="font-family:arial;color:#cc33cc;">Number Seven: </span>
<span style="font-family:arial;"><span style="font-size:85%;color:#333333;">18<span style="color:#999999;">/</span>4<span style="color:#999999;">/</span>2009</span></span>

Interviews with: 
Gubia & Andy Gilmore


<strong>Espressionismo Anatomico</strong>

Viviamo in un’epoca in cui l’elevata velocità dei mezzi di comunicazione ci permette di trascendere la nostra natura fisica, siamo veloci e viviamo in modo veloce, siamo fermi e allo stesso tempo siamo ovunque, rispetto la corporeità che ci caratterizza rendendoci, nostro malgrado, lenti rispetto a ciò che abbiamo creato. In questo caos di parole, segni, numeri e azioni, che ci lampeggiano di fronte agli occhi, dove va a finire la fisicità, che fine ha fatto il corpo umano?

L’idea del corpo è rinchiusa nell’ideale dell’autoperfezionamento per insoddisfatti cronici? E’ diventato soltanto un “tanto al chilo” per la pornografia? Cosa è successo al corpo, che in migliaia di anni di storia dell’arte ne è stato al centro. Il corpo umano è ancora presente è vivo, non è stato sconfitto dalle macchie, dall’astrattismo, e da altri cento anni di avanguardie storiche. Bisogna avere la vista aguzza per scorgerlo nelle molteplici trasfigurazioni che sono apparse nello sviluppo delle arti visive, dall'Espressionismo a Francis Bacon, fino alla Body art. Il corpo umano oggi é l’unica lettera di un alfabeto artistico volto a stupire. 

I due artisti che presentiamo trattano la materia umana in modo differente l’uno dall’altro, l’elemento comune é la trasformazione della fisicità, la resa espressiva della carne, dei muscoli, di ciò che compone un corpo, piuttosto che la rappresentazione universale del corpo, nelle loro opere é il particolare che prende il sopravvento, mutando, adattandosi, evolvendosi, diviene soggetto.

Testo a cura di: Rusca Stefano 
Selezione artisti e interviste a cura di: Bignotti Cesare 

<strong>English Text:</strong> <a href="http://eves-eves.blogspot.com/2008/10/eves-web-art.html">EVES Blog</a>

<strong>Gubia</strong> 
<img alt="Gubia%20eves%20bignotti%20cesare.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/02/18/Gubia%20eves%20bignotti%20cesare.jpg" width="459" height="500" />

Ho 24 anni sono di Guayaquil, Ecuador. Ho sentito di fare arte quando avevo 17 anni, iniziando a dipingere e disegnare in prevneza ritratti, con riferimenti all'immagine di famiglia, aggiungendo a questi una componente di dramma, in modo da renderli con sembianze di ossessione.

Percepisco il pensiero della pittura come un mezzo per comunicare cose che non ho potuto articolare ed esprimere in diverso modo. Nel 2005, mi sentivo come se le cose e i miei pensieri stessero uscendo, come succede nella vita, anche nell'arte arrivi a un punto in qui devi fare "carriera", devi crescere. Ho ricevuto attenzione grazie al Web, Internet e offre una buona visualizzazione per free-lance. Da poco si è conclusa la mia prima mostra personale, qui in Guayaquil, sento questo come un evento, sarà questa mostra a rendere le cose ufficiali, dopo anni che sono stato invitato a partecipare a spettacoli sparsi in tutto il mondo, dopo avere pubblicato su numerevoli artbooks, ed esposizioni on-line... vedo questa mostra come un debutto, non come qualcosa di privato e segreto, come di solito accade.

Sono consapevole di avere ricevuto innumerevoli influenze, la maggior parte delle quali, le ho ricevute da amici artisti on-line, Internet mi ha permesso di verificare i loro progressi e condividere qualcosa con loro, questa è la chiave, influenze inconsce.

La mia produzione artistica fino ad ora è limitata a medie dimensioni, in prevalenza su carta, poiché funziona bene sulla carta, mi piacerebbe lavorare su grandi superfici prendendo vantaggio dai materiali stessi. Quando disegno sono molto prolifico.

Ho unito la musica alla fotografia, come nella pittura, sono autodidatta sia nell'uno che nell'altra. Sono interessato a lavorare con tutti i supporti visivi, a volte uso la fonetica per migliorare l'espressione di ciò che faccio. La scultura è un altro media espressivo, lavoro con fili e porcellana, pittura digitale, progetto immagini in movimento su un muro e passo dopo passo, le registro, ma devo ancora capire come presentare questo lavoro alle gallerie.

<img alt="Gubia%20EVES%20Bignotti%20Cesare.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/02/21/Gubia%20EVES%20Bignotti%20Cesare.jpg" width="493" height="225" />

Quello che cerco di comunicare è quasi sempre un tentativo di provare e vedere chi sono, la creazione di un personale punto di vista su ogni argomento, la vita. Non sono interessato a rendere le cose chiare o dire qualcosa di rilevante, non ho niente da dimostrare, ci sono molte possibilità e modi di commentare un dato argomento, inoltre, la mia pittura ha a che fare con un essere umano. creatura. per l'anno prossimo vorrei introdurre qualche assurdo, strano tipo di umorismo nel mio lavoro, che tratti la fonetica e il visivo, penso che manchi questo in quello che ho prodotto fino ad ora.

Per dipingere utilizzo diversi materiali: acquerelli, vernici a olio, carta, tela, pennelli, marcatori solubili in acqua , gouache bianco, pastelli morbidi, inchiostri, matite colorate, carbone, le penne e la graffite sono i materiali più utilizzati. Penso di mischiare sia il digitale che l'analogico per diversi mezzi di comunicazione, ultimamente sto cercando di fare uscire questo da ciò che faccio.

Ho preso parte a diverse mostre, per la maggior parte si trattava di collettive, ho appena avuto una esposizione in Portland, Oregon alla Ear Gallery, a Hong Kong si è svolta la promozione di un artbook inglese circa la ritrattistica contemporanea. Ho contribuito donando due pezzi per un progetto riguardante la scrittura e la legge, ho condiviso una mostra con un artista tedesco, Estella Mare, a Monaco di Baviera svolta dalla galleria Culver City, ho partecipato a mostre in California a New York sulla ritrattistica contemporanea. Ho ricevuto un invito a partecipare ad un evento internazionale sulla libertà di espressione come uno diritto umano che si è svolto a Toronto, in Canada e un altro lavoro per Amnesty International.

<img alt="Gubia%20EVES%20Interview%20by%20Bignotti%20Cesare.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/02/21/Gubia%20EVES%20Interview%20by%20Bignotti%20Cesare.jpg" width="508" height="500" />

Raramente leggo libri, guardo per lo più film e ascolto musica. La mia attenzione è interessata a tutto ciò che ha un sogno dentro, osservo tutto come se si fosse mezzi-svegli, con tranquillità e un approccio rivoluzionario, ripetitivo e giocoso, ultimamente non ho ascoltato musica che mi piaccia particolarmente, esiste molta musica ignara che si scontra con la mia percezione a causa del suo cattivo gusto, tra le cose che ascolto voglio che coinvoglino anche i pensieri delle persone e i loro stili di vita. A volte immagino il mio approccio alle cose come un antropologo.

Cose come recensioni di alcuni filmati e registrazioni possono stimolare in me idee. Ma parlando con alcuni gruppi di creativi è emerso che in molti usano principalmente la musica per mantenere vivo il disegnare o il dipingere.

La comunicazione moderna, per il più delle volte fà emergere un abuso di essa, all'interno della società.

Web: <a href="http://gubia.neurasthenic.net">Gubia Neurasthenic</a>

Intervista a cura di: Bignotti Cesare / EVES Ottobre 2008. ]]></description>
         <link>http://www.evesart.it/eves/2009/02/gubia.html</link>
         <guid>http://www.evesart.it/eves/2009/02/gubia.html</guid>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Artists</category>
        
        
         <pubDate>Wed, 18 Feb 2009 20:49:31 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Koolmorf Widesen New Album</title>
         <description><![CDATA[<img alt="Kollmorf%20Widesen%20EVES%20Music.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2009/02/04/Kollmorf%20Widesen%20EVES%20Music.jpg" width="500" height="250" />
<strong>Melodies fork now - New Album by Koolmorf Widesen.</strong>

<strong>Listen Preview:</strong>
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<strong>Press release </strong>

Anticipato nel Maggio 2008 da un promo,  esce per EVES il secondo album di Koolmorf Widesen: Melodies Fork Now. Un lavoro completo ed allo stesso tempo asciutto, senza ombra di dubbio più maturo. Sono stati due anni intensi quelli che separano questo nuovo lavoro dal timido esordio dell'omonimo disco uscito per ECG nel 2007: un intensa attività live (Inghilterra, Scozia, Belgio, Austria e Italia, dove Koolmorf ha condiviso il palco con artisti come: Apparat, Dj Spooky, The Bug, per citarne alcuni. All'attività live si è affiancata una altrettanto intensa attività di composizione minuziosa. Ed è forse qui che si possono trovare origine le due pulsioni che animano il nuovo lavoro dal titolo, Melodies Fork Now: un disco che prende forma e fisicità della jungle più nervosa e dai nuovi ritmi break-core, dell’electro-acid e della dubstep; da una parte emerge la predilezione per un suono analogico, dall'altra invece l'anima più intellettiva della musica di ricerca digitale, in perfetta armonia con imprevedibili incursioni ambient, generate della composizione tradizionale ed elettroacustica per archi e pianoforte. Non ultima una ricca serie di citazioni cinematografiche che gli ascoltatori più attenti potranno ritrovare in tutta la durata del disco. Un disco quindi, ricco di influenze, di contaminazioni e sperimentazione. 

A cura di Dimitri Berti



<strong>Elettro Wave Challenge 2009</strong>
Finale categorie: Dj Producer Drum'n Bass - IDM

Line UP: ST&P vs. KILL REF vs. NOXIUS vs. KOOLMORF WIDESEN 
2 Magggio - Ex Wide - Pisa.

<strong>Other Dates:</strong>
15/16 - Re:festival - Oudenaarde - Belgio - Koolmorf Widesen - DMX Krew - 808 State - Cylob - Doubtful Guest - Bit Shifter - Mochipet & Rotator... 

30 Maggio - Arcadia - Vicenza 
]]></description>
         <link>http://www.evesart.it/eves/2009/02/koolmorf_widesen_new_album.html</link>
         <guid>http://www.evesart.it/eves/2009/02/koolmorf_widesen_new_album.html</guid>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Sounds</category>
        
        
         <pubDate>Wed, 04 Feb 2009 20:50:21 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>The Contempory Expression</title>
         <description><![CDATA[<span style="color:#ffffff;">.</span>
<span style="font-family:arial;font-size:180%;color:#3366ff;">EVES Web Magazine</span>
<span style="font-family:arial;color:#cc33cc;">Number Six: </span>
<span style="font-family:arial;"><span style="font-size:85%;color:#333333;">22<span style="color:#999999;">/</span>11<spanstyle="color:#999999;">/</span>2008</span></span>

L'aspetto estetico nell'arte è in qualche modo fenomeno di un apparente disettenzione di ciò che stà dietro alla creazione, ovvero l'idea, il concetto, la personalità, la scarnificazione dell'estetica è un qualche cosa che viene sempre meno utilizzato, nel disegno; ciò sembra fare intendere che la creatività debba essere per forza di cose al servizio dell'estetica e alla merchè dello spettatore. Con questo articolo sostengo la necessità per alcuni, di esprimersi, l'immettere energia nel fare un qualcosa, qualunque cosa essa sia,  per il primo piacere di chi la fà e non di chi osserva.

Testo di: Bignotti Cesare - EVES Creative Corp.


<strong>Olivier Kosta Théfaine.</strong> . <strong>Stak</strong>
<img alt="Oliver%20Stak%20EVES.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/10/13/Oliver%20Stak%20EVES.jpg" width="488" height="326" />

<strong>Eglisgh Text</strong>: <a href="http://eves-eves.blogspot.com/2008/12/stak.html">Stak</a>

Sono nato nel 1972 nella periferia ovest di Parigi. Quando ero un bambino disegnavo molto, alla fine degli anni 80 ho iniziato a scrivere il mio nome sui muri della città e nel 1995 ho avuto la mia prima mostra.

Sicuramente ho ricevuto delle influenze specifiche nel corso della mia crescita artistica, ma posso dire che la più grande influenza l’ho ricevuta dal luogo in cui sono nato, mi considero come un puro prodotto della città, e il mio lavoro ha le sue radici in questo.Considero la mia produzione artistica Ironica e politica

Oltre alle esperienze artistiche legate a un linguaggio puramente visivo, sono anche un cuoco. Mi considero un artista, faccio mostre… Se mi si chiede se sono in grado di customizzare oggetti per case di moda  la mia risposta è solo una “No, grazie”.

<img alt="STAK%20EVES%20%284%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/12/04/STAK%20EVES%20%284%29.jpg" width="510" height="334" />

Nel mio lavoro non c’è un solo messaggio, ce ne sono molti, Per capire meglio bisogna semplicemente leggerli, nel mio lavoro gioco con i codici ed i clichè della cultura popolare. Uso i linguaggi ed i codici delle città e delle loro province, cambiandoli o modificando il loro significato cosicché possa essere capito da un pubblico più ampio. La mia riflessione è basata essenzialmente sulla riabilitazione degli spessi poco considerati elementi che compongono la città. Il fascino che subisco dalle province è diventato una passione essenziale per il mio lavoro quotidiano; la città è la musa, la spinta per la mia ispirazione artistica. Provo a decifrare un mondo screditato, attraverso semplici ed ironici meccanismi che poi faccio confluire nelle gallerie d’arte.

<img alt="STAK%20EVES%20%281%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/12/04/STAK%20EVES%20%281%29.jpg" width="510" height="680" />

Introducendo il linguaggio popolare nel “cubo bianco”, uso i tanti clichè della provincia, gioco con la verità e distorco gli elementi della cultura pop. Mi burlo di me stesso; mentre gli altri portano la cravatta e cercano di migliorare le proprie buone maniere a tavola, io sono orgoglioso di essere un chav al 38% e lo affermo forte e chiaro. Il mio lavoro è più ironico che serio, confermo il mio orgoglio dell'appartenere all’universo concreto delle province, al confine tra glam e pop.

I materiali che usano dipendono dal messaggio che voglio dare, posso usare mezzi economici, come vernici con brillantini, o fiamme d’accendino, così come mezzi più costosi come luci al neon, non ho regole. Ho fatto moltissime Mostre, sia in Francia che all’estero, sono anche rappresentato da una giovane galleria piena di energie la A.L.I.C.E. di Bruxelles

Leggo principalmente riviste e libri sull’arte contemporanea. Per la musica ascolto musica gabber, coldwave, flamenco.Tempo fa la musica hardcore olandese era una grande influenza per me. La comunicazione moderna sembra il modo migliore per essere famoso in poco tempo. Non c’è bisogno nemmeno di uscire di casa. Gli artisti che mi piacciono sono troppi per menzionarli tutti, ma loro sanno chi sono.

Web: <a href="http://www.olivierkostathefaine.com/">olivierkostathefaine</a>

<strong>New Homes Lost</strong>
<img alt="Grim%2520EVES%2520New%2520Home%2520Lost.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/10/24/Grim%2520EVES%2520New%2520Home%2520Lost.jpg" width="488" height="326" />

<strong>Eglisgh Text</strong>: <a href="http://eves-eves.blogspot.com/2008/12/new-home-lost.html">New Homes Lost</a>

Il nostro è un tentativo di spiegare il mondo che ci circonda e invade, ma non con l’intento di dare delle risposte, dato che credo non ce ne siano.

E’ più come una collezione di frammenti, di pezzi di un puzzle che non verrà mai ultimato. Non sarai mai in grado di vedere dietro le facciate del sistema in cui sei intrappolato, anche se involontariamente ne fai parte; ci vuole moltissimo lavoro intellettuale per averne una conoscenza più ampia, per trovare alcune parti delle spiegazioni. Credo sia necessario coinvolgere il corpo come un’estensione di se stessi che invade e sonda questo mondo, devi avere fiducia della tua consapevolezza sia fisica che psicologica.

In un certo senso credo che New Homes Lost sia questo, il risultato fisico del desidero di spazi dove sia possibile creare qualcosa di nuovo; spazi dove vedi come il sistema, che credi sia invincibile, in realtà potrebbe non esserlo. Bisogna solo trovare i punti giusti dove puoi fargli perdere l’equilibrio, per vedere la costruzione di questo mondo attraverso il suo disfacimento.

Guardare davvero da vicino gli edifici crollare potrebbe essere l’unico modo per vedere come e perché sono stati costruiti e scoprire quanto sia stato inutile in relazione a quello che vorremmo davvero. In delle piccole crepe potrebbe essere possibile scoprire quanto è essenziale trovare uno spazio vuoto, da riempire con l’immagine di un’utopia sempre sfocata e in evoluzione; e anche rendersi conto della necessità di negare ed opporsi allo status quo. New Home Lost potrebbe essere un archivio; quello che vedi sul sito è una parte del materiale raccolto attraverso gli anni, non sono sicuro che sia il modo giusto di mostrare queste cose, è un sito semi pubblico dato che attraverso i motori di ricerca non è accessibile.

Oltre alle foto, ho molto materiale video e penso di poterne fare un libro con DVD per aprire gli archivi a chi è interessato, ma non sono in grado di raccogliere i soldi per questa release e temo che non riuscirei a distribuirla nel modo giusto. Ci sono alcuni punti che non mi convincono, ho sentito molte descrizioni a riguardo, reazioni di varie persone e questo mi toglie un po’ di sicurezza, anche perché il fenomeno delle esplorazioni urbane ha degli aspetti che non sempre condivido e sarei infastidito se ne venissi assimilato, inoltre trovo la fotografia artistica dei luoghi abbandonati noiosa nella maggior parte dei casi.

<img alt="New%20Home%20lost%20_%20EVES%20_%20www.evesart%20%283%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/11/22/New%20Home%20lost%20_%20EVES%20_%20www.evesart%20%283%29.jpg" width="500" height="332" />

<strong>Quanti luoghi esplorate ogni anno? Come venite a conoscenza dei luoghi che esplorate?</strong>

Dipende da diverse cose, come:
a) la mia condizione (che è abbastanza instabile), influiscono la salute, il tempo a disposizione, la motivazione.
b) avere qualcuno che venga con me (non sempre, mi piace anche andare solo) nei luoghi pericolosi o quando non ho voglia di parlare da solo; in più mi piace che ci siano legami e fiducia in chi ti accompagna in queste situazioni.
c) se viaggio (non lo faccio abbastanza), odio la città in cui vivo, ma la lascio poche volte, il mio raggio è limitato usando la bici come principale mezzo di trasporto
d) la situazione metereologica, è principalmente un problema nei luoghi sotterranei, ma anche per gli spostamenti in bici.

Non conto i posti che ho esplorato, ma credo varino tra i 10 e i 30 ogni anno, dò un’occhiata ai posti passando per caso quando scopro che sono disabitati, altre volte entro in posti che mi interessano anche se c’è gente dentro, altre volte sono gli amici a segnalarmi i luoghi, io sono contro l’uso dei satelliti per generare le mappe e quindi non uso mai risorse del genere.

New Home Lost è un gruppo variabile formato da me e i miei amici.

<strong>Non credi che esplorare luoghi abbandonati possa essere molto pericoloso?</strong>

Lo è o può esserlo sicuramente, ho avuto due pesanti avvelenamenti da amianto finora.

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<strong>Sei mai finito nei guai durante le tue esplorazioni?</strong>

Siccome amo praticare l’arte della “furtività” e dello “svanire” non sono mai stato fermato da polizia o guardie di sicurezza, anche se spesso ho dovuto nascondermi o scappare. L’esperienza più esaltante è stata quando sono salito sul tetto di un complesso di uffici attraverso i condotti della ventilazione; mentre ero sul tetto godendomi la vista una macchina della sicurezza stava venendo verso l’edificio, le guardie sono corse fuori e sono entrate, salendo verso di me, sono riuscito a scendere attraverso i condotti mentre stavano percorrendo le scale.

<strong>Quali sono le tue sensazioni quando entri in un luogo abbandonato e mentre lo esplori?</strong>

Prima di tutto sono molto curioso, qualche volta spaventato dato che temo di finire nei guai, in ogni caso i miei sensi sono attivi fino all’estremo; dopo un po’ inizio a sentirmi male perché il posto in cui mi trovo potrebbe essere distrutto presto, salgono la rabbia e la frustrazione per il “mondo Esterno” che si insinua ovunque e questo mi fa impazzire. Quel che rimane sono solo memorie dentro di me e sulle mie mani, oltre alle foto o ai video.

<strong>Qual è il posto più strano che hai visitato? Ne hai delle immagini da condividere con noi?</strong>

Non so decidere, perché tutti i posti che ho visitato fanno parte della nostra vita quotidiana in qualche modo. I posti interessanti sono quelli dove non avresti mai dovuto essere, ad esempio il sistema fognario con le fragole che galleggiavano su un mucchio di escrementi (http://42loop.de:8888/less-public/1135), i tunnel che collegano le varie sezioni di un ospedale costruito durante la crisi economica, la stanza per le autopsie di un laboratorio medico con i suoi armadietti frigoriferi per contenere feti o mutazioni, l’interno dei condotti di ventilazione ricoperti da spessi strati di ragnatele e polvere (http://42loop.de:8888/less-public/798), le camere di combustione delle centrali elettriche, più grandi di qualsiasi stanza dove ho vissuto (http://42loop.de:8888/less-public/791), gli hangar sotterranei, enormi e bui, che custodivano gli animali macellati quando ancora non esitevano le celle frigorifere (http://42loop.de:8888/less-public/1131), i saloni bruciati del mercato con tutta la merce in cenere (http://42loop.de:8888/less-public/109), i padiglioni abbandonati dell’Expo2000, incredibile esempio di architettura usa e getta (http://42loop.de:8888/less-public/1053)

<img alt="New%20Home%20lost%20_%20EVES%20_%20www.evesart%20%282%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/11/22/New%20Home%20lost%20_%20EVES%20_%20www.evesart%20%282%29.jpg" width="500" height="333" />

<strong>In alcune immagini ho notato delle composizioni simili ad assemblaggi dadaisti, realizzati con oggetti trovati sul luogo, è una tua pratica usuale o capita raramente?</strong>

In New Homes non amo l’idea di lasciare segni, come tag, o rifiuti, ma qualche volta assemblo le cose che trovo per rappresentare cosa sento. L’immagine di cui parli, quella con la pecora morta è stato fatto in un antico forte ad Alessandria, ed è composto da 4 elementi, la scritta “famiglia” fatta col carbone, un ibrido tra una pecora quasi mummificata e un passeggino arrugginito, una gabbia per uccelli vuota appesa ad un chiodo della parete e una colonna bianca con una radice secca rivolta verso l’alto. Appena finito ho dovuto scappare perché un cane da guardia mi aveva trovato, non so se avrei disfatto tutto, quindi potrebbe essere ancora intero. In generale mi piace poca arte fatta nei luoghi abbandonati e specialmente non amo le tag o i graffiti, che appartengono alla strada.

<strong>So che Grimm è anche un artista di graffiti, cosa puoi dirci del tuo stile, del tuo bisogno di dipingere? Da dove arriva, hai avuto qualche influenza?</strong>

Non entrerò nella discussione di cosa è graffiti e cosa no, ero un writer quando ero un ragazzino, ma ho smesso di credere nell’hip hop quando ho capito che non ero una persona di colore e che quindi quel che facevo io era un’invenzione dell’industria pop.

Sono stato nei boschi per un po’ e poi mi sono trasferito in una grande città, lì ho sentito il bisogno di ricominciare a fare writing. Non semplicemente scrivendo il mio nome, ma come un tentativo di liberare la mia rabbia, provocata dal luogo in cui mi trovavo, ho iniziato numerose campagne (http://42loop.de:8888/less-public/675), e dopo un po’ le cose che facevo erano state adottate da tutti, si chiamava street art e la amavano tutti, ho cercato di far capire che non si tratta solo di un nome, una tag, un logo, ma che era una forma di agitazione, che al contrario della propaganda dovrebbe purificare dall’ideologia collettiva e lasciare spazio al pensiero individuale.

Ho partecipato a varie mostre e pubblicazioni su libri, ad un certo punto mi sentivo davvero frustrato, ho compreso che pochi si erano resi conto del significato di quel che facevo e che molti altri lo facevano solo per fare carriera, soldi o per essere popolari. C’è solo un writer che ammiro davvero, lo fa da sempre ed è stato in carcere per anni, dato che non smetteva di fare writing ogni notte, si evolve sempre ed ora scrive i nomi di altri writer e delle crew in modo semplicissimo, con spray nero, trovo sia un’idea geniale e quindi ho iniziato ad imitarlo.

<strong>Hai anche un progetto musicale, la tua musica suona apparentemente caotica e rumorosa, ho pensato che fosse connessa a New Homes Lost, come se fosse un corto circuito con la calma apparente dei luoghi abbandonati, oppure un contrasto con essa, la rappresentazione della violenza del nostro mondo, quello al di fuori dei luoghi abbandonati, puoi dirci qualcosa in più? Registri mai i suoni dei luoghi che visiti per usarli nella tua musica?</strong>

Tutto ciò che faccio è collegato, i miei progetti audio vengono dalla stessa fonte di tutto il resto, alcune registrazioni usate per TOTSTELLEN (http://telenautik.de/grimm/totstellen) sono state fatte in luoghi trovati durante le mie esplorazioni. Molto spesso il concept di alcune tracce o dell’intera release è basato sulle registrazioni di una costruzione, per esempio la parte acustica del progetto TUNNEL BRUECKE, che è stato registrato interamente nella struttura di un ponte stradale. Siccome i suoni che uso sono tutti registrati sul luogo non c’è da meravigliarsi che siano legati a New Homes Lost.

Non sono d’accordo quando dici che la mia musica suona rumorosa e caotica, perché è anche molto calma e strutturata talvolta, dipende da cosa avevo in mente o dai risultati dei miei esperimenti acustici che ho fatto per generare i suoni.

Di certo non mi importa delle strutture musicali, che ci sono state imposte fin dalla nascita, ma ogni tanto appaiono solo per affondare nel rumore di uno schianto, che non è altro che un’altra struttura musicale che risuona nelle nostre orecchie da anni. Non oso dichiarare cosa è musica e cosa no, durante gli anni passati ho definito TOTSTELLEN come ambineti sonori basati su field recordings concreti, pulsanti come industrie che lavorano continuamente e calmi come i luoghi abbandonati che spariscono nello sviluppo accelerato delle città. La percezione egocentrica nello spazio urbano e sociale. 

Web: <a href="http://42loop.de:8888/less-public/667">New home lost</a>

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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Artists</category>
        
        
         <pubDate>Sat, 22 Nov 2008 11:26:09 +0100</pubDate>
      </item>
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         <title>Geometric Concept</title>
         <description><![CDATA[<span style="color:#ffffff;">.</span>
<span style="font-family:arial;font-size:180%;color:#3366ff;">EVES Web Magazine</span>
<span style="font-family:arial;color:#cc33cc;">Number Five: </span>
<span style="font-family:arial;"><span style="font-size:85%;color:#333333;">15<span style="color:#999999;">/</span>11<spanstyle="color:#999999;">/</span>2008</span></span>

Interviews with: 
Graphic Surgery - Annex CT & Kurz 

<span style="font-size:85%;">Intervista a cura di: Bignotti Cesare / EVES Ottobre 2008. </span></p><p><span style="font-size:85%;"></span></p><p><span style="font-size:85%;">

<img alt="EVES%20Web%20Mag%20N.5%20_%20www.evesart.it.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/11/15/EVES%20Web%20Mag%20N.5%20_%20www.evesart.it.jpg" width="472" height="668" />

<strong>GRAPHIC SURGERY</strong>
<strong>English text</strong>: <a href="http://eves-eves.blogspot.com/2008/11/graphic-surgery.html"><span style="color:#339999;">Graphic Surgery</span></a>

Ci chiamiamo Gysbert Zijlstra e Erris Huigens, entrambi abbaimo 30 anni. Siamo nati nello stesso mese, ci sono solo 4 giorni di differenza dalle nostre date di nascita. Entrambi viviamo e lavoriamo in Amsterdam, nei Paesi Bassi.

Fin da quando eravamo molto giovani il nostro stile è stato influenzato dal disegno e dall'assemblaggio di collage di linee e forme "geometriche". Si è iniziati a creare Arte & Design ai tempi dell'Accademia d'arte. Entrambi eravamo interessati allo stesso linguaggio visivo, ispirandoci da simili immagini come: graffiti, architettura, arte, e naturalmente la città, questo è il motivo per cui abbiamo cominciato a lavorare insieme. In un primo tempo escusivamente a  lavori e progetti scolastici, ma infine, nel 1999, si è iniziato sempre insieme ad affiancare la nostra ricerca alla pittura e al disegno grafico facendo opere per vari clienti.

<img alt="Graphic%20Surgery%20EVES%20www.evesart%20%283%29.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/11/15/Graphic%20Surgery%20EVES%20www.evesart%20%283%29.jpg" width="500" height="315" />

Nuovi percorsi sono stati presi da quando abbiamo "scoperto" nuove tecniche, come ad esempio la fotografia: Lavoriamo in una camera oscura e facciamo collage con le nostre immagini e textures su un foglio, in modo da manipolare le foto. Dopo questo primo passaggio è venuto il momento dello scanner, e successivamente la fotografia digitale. Combiniamo questi passaggi con l'utilizzo di Software come Photoshop e Illustrator, questo passaggio contemporaneo, ci ha portato verso nuove direzioni. La stampa a schermo: ci ha dato al possibilità di "dipingere con le foto", e di appricare la pittura alla grafica. La foto incisione è una tecnica sulla quale abbiamo iniziato a lavorare di recente, ancora dobbiamo valutarne la sperimentazione. L'interactive Media è una delel cose che ci interessa di più recentemente, perche ci permette di lavorare al fianco di alcuni Programmatori e Interaction Designer, un unione tra Design & Ingegneria informatica. Inoltre, il nostro nuovo stagista lavora con noi sul linguaggio dei media interattivi è difficile spiegare esattamente che cosa si intende con media espressivo, ma speriamo di poterlo mostrare un giorno.

<img alt="Graphic%20Surgery%20EVES%20www.evesart.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/11/15/Graphic%20Surgery%20EVES%20www.evesart.jpg" width="444" height="526" />

Durante il nostro sviluppo artistico abbaimo ricevuto diverse influenze, è naturale ricevere modifiche lungo il proprio cammino. Comunque le più influenti derivano dall'Arte & Design, si vede attorno per le strade della città, da altri Artisti, dai libri e il mondo intorno a noi è una costante ispirazione. Arte in spazi pubblici, </span><a href="http://www.stick-it.nl/"><span style="font-size:85%;color:#339999;">http://www.stick-it.nl</span></a><span style="font-size:85%;">, Stencil Revolution, POP Art, sono stati tutti grandi fenomeni di inspirazione per noi, anche se è importante fare emergere che non abbiamo mai voluto essere parte di una particolare scena o sottocultura.

Siamo solo al punto di partenza della nostra "carriera" artistica. Vogliamo lavorare multi-disciplinari sulla grafica e sul linguaggio dell'arte, stampare e applicare le nostre visioni su architettura e mobili, ricreando situazioni e installazioni interattive.

<img alt="Graphic%20Surgery%20EVES%20www.evesart%20%20%2B.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/11/15/Graphic%20Surgery%20EVES%20www.evesart%20%20%2B.jpg" width="469" height="518" />

Uno di noi ha lavorato come Signmaker, facciamo Workshop che hanno l'obbiettivo di svolgere un insegnamento in materia di disegno e pittura. Oltre a ciò abbiamo entrambi un paio di anni di esperienza in studi di Design Grafico, che ci hanno formato. Salvo che vogliamo fare il nostro lavoro, invece di lavorare per un padrone.

Il nostro lavoro è adatto a vestire tutte le applicazioni di differenti mezzi di comunicazione. Prima di tutto, abbiamo sempre provato a lavorare con materiali diversi e tecniche per creare le nostre immagini, fare Grandi Pitture - Screenprints - Collage e Wall Paintings, ma adesso ci sentiamo come se dovessimo trovare altri modi per interagire con lo spettatore. Ad esempio c'è finalmente la possibilità di sperimentare con immagini animate e film. Ci interessa creare impianti e Media interattivi.

Dare un messaggio, si tratta di una questione difficile. Non specificamente attraverso la nostra arte, ma più attraverso il nostro modo di vivere. In realtà noi vogliamo semplicemente fare quello che ci sentiamo di fare. Tramite il nostor lavoro non abbiamo mai avuto intenzione di voler dire qualcosa per alle persone.

Tra gli strumenti che utilizziamo ci sono soprattutto molti materiali. Su ciò che è grafico applichiamo chirurgia su tutto. Il nome vi suggerisce che usiamo scalpello, forbici, strumenti per effettuare lavori di grafica per così dire. L'elenco dei materiali è troppo lungo per raccontarlo a parole scritte.

</span><a href="http://4.bp.blogspot.com/_Sj-V3LW7jKs/SQg7be9cZxI/AAAAAAAABHU/O5n3GSM2nNQ/s1600-h/ehgz6.jpg"><span style="font-size:85%;"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5262521507935708946" style="WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 267px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Sj-V3LW7jKs/SQg7be9cZxI/AAAAAAAABHU/O5n3GSM2nNQ/s400/ehgz6.jpg" border="0" /></span></a><span style="font-size:85%;">

Abbiamo fatto due mostre personali a De Zwarte Hond Architetti (nel 2003 e 2005) a Rotterdam e hanno preso parte a diverse mostre collettive. Per citarne solo alcuni: 'Under Construction', Vlaardingen (organizzata dalla Galerie MAMA), NL (2003) Mostre in Punct, Tilburg, Paesi Bassi (2005 / 2006) 'Intersezioni, Boaz Bruxelles, BE (2006) 'Artbeat', museumnight, Amsterdam, NL (2006) 'Rituale Tendencies'-Wallpainting con Zedz, N8, Amsterdam, NL (2007) 'Beats &amp; gocciola', Galerie L'problema, Parigi, FR (2008) - http://www.lissue.com * Prossimi: Una mostra a Extrabold, Lussemburgo, L (marzo 2009) - </span><a href="http://www2.extrabold.eu/"><span style="font-size:85%;color:#339999;">http://www2.extrabold.eu</span></a><span style="font-size:85%;">

Leggiamo molti libri: Molti libri pubblicati da: Die gestalten Verlag, Thames e Hudson, Laurence King, BRI Actar, Index Book, Rockport. Libri su Arte &amp; Design offcourse. Più occasionali riviste e blog. Ascoltiamo anche molta musica: Jon Kennedy, Flying Lotus, Bonobo, Amon Tobin, Quattro TET, Radiohead e molti molti altri ... Attualmente in riproduzione Wax Tailor e Dubstep vari dischi in somma.

Il quotidiano ha mota influenza sul nostro modo di vivere, in molti modi. Non solo libri, la musica ed il lavoro di altri artisti sono una fonte d'ispirazione, ma ogni giorno la vita stessa è una costante ispirazione.

<div align="justify"><span style="font-size:85%;"><img height="341" alt="Graphic%20Surgery%20EVES.jpg" src="http://www.evesart.it/eves/2008/10/24/Graphic%20Surgery%20EVES.jpg" width="510" />

Pensiamo divese cose sulla Comunicazione Moderna, sul lato positivo vediamo il fatto che si può sparare le foto dal telefono cellulare e inviarle direttamente al tuo computer e sul web, per un comunicatore grafico tutto ciò è folle, nel senso di grandioso. Ma al contempo ha anche aspetti negativi: I cartelloni devono essere per scopi culturali non pubblicitari. La Pubblicità oggi è comunque folle, è assurdo quante volte al giorno essa ti assalga senza fermarsi mai, le persone vengono costantemente bombardate con messaggi e annunci per consumare.</span></div><p><strong><span style="font-size:85%;"><span style="color:#336666;">Personal Web:</span> </span><a href="http://www.ehgz.nl/"><span style="font-size:85%;">http://www.ehgz.nl/</span></a></strong></p><p>]]></description>
         <link>http://www.evesart.it/eves/2008/11/ct_kurz_summer_tour.html</link>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Artists</category>
        
        
         <pubDate>Sat, 15 Nov 2008 10:32:20 +0100</pubDate>
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